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Fossi un longobardo, elettore di Roberto Formigoni alla presidenza della Regione Lombardia, mi incazzerei molto con il mio presidente per la semplicità e la superficialità con cui tratta il problema dell’infiltrazione camorristica-mafiosa al nord. Da zotico nordico pretenderei che l’effeminato e candido signorino, affrontasse la questione con piglio risoluto poiché non ci vuole il barbudos Roberto Saviano o peggio ancora il frocio Nichi Vendola per dirci che molto dei capitali investiti in Piazza Affari a Milano sono di provenienza mafiosa, o che la camorra ha messo le mani sul cemento della città o che la ‘ndrangheta commercia in tutte le attività illegali della regione. Così come non c’è bisogno di quel terrorista di Michele Santoro che ci dica delle collusioni tra potere politico e potere mafioso nella regione. Anziché battibeccare con l’accusatore di turno, il nostro presidente farebbe meglio a prendere provvedimenti per rispedire nello sporco e arretrato sud la plebaglia camorristica-mafiosa che viene nelle nostre linde città per civilizzarsi e farebbe meglio il nostro Robertino a fare in fretta prima che il nostro celodurismo ce lo giriamo nel di dietro.
