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"un altro blog e' possibile", la democrazia (ai tempi) di beppe grillo: #beppechiariscileombre

Creato il 24 agosto 2014 da Alessandro

Quanto margine di libertà lascia la " Rete", in un tempo di democrazia liquida come quello contemporaneo?
Cosa può significare, esattamente, la parola " Rete"?
E' un concetto piuttosto vasto, quasi impossibile a sintetizzare in poche ed esaustive parole.
Alla " Rete" sono state consegnate, in tempi recenti, una grandissima quantità di sensazioni: aspettative, speranze, indignazioni e ribellioni, solo per citarne alcune. Alcuni ne hanno messo in evidenza problemi, altri ancora non hanno avuto problemi nell'individuarla come "nuova panacea" per rimediare a molte delle questioni che questa crisi ha posto ( e sta ponendo) dinanzi agli occhi degli uomini.
Il termine " Rete" è stato definito in mille modi possibili, ciascuno dei quali complementare dell'altro: strumento per realizzare conoscenze diffuse e consensi orizzontali, mezzo per agevolare l'apprendimento collettivo, veicolo di diffusione di notizie e di informazioni altrimenti inaccessibili alle " masse", [...]. Ognuna di queste definizioni non è in grado di chiarirsi appieno, in quanto descritta in termini non specifici.
Per farla breve, infatti, ad oggi la " Rete" è abitualmente conosciuta come strumento del " dire"; manca una descrizione pratica e concreta, relativa al come " fare" a concretizzare la prospettiva rivoluzionaria che alcuni sembrano denotare in questo strumento oggettivamente capace di innovarsi con grande continuità. Esistono, però, una serie di domande a cui è molto difficile rispondere con obiettività; tale fatto ha ragioni che si legano a necessarie competenze e conoscenze da dover legare necessariamente alla definizione di un fenomeno così complesso.
In parole il più povere possibili, infatti, nella " Rete" è davvero tutto come sembra?
Internet è davvero uno strumento pienamente e perfettamente utile per l'essere umano?
Non esistono zone d'ombra al suo " interno"? Non sono impiegabili tecniche o strumenti per influenzare consensi e ( ricerca delle) informazioni, alterando quindi le capacità umane di comprensione e definizione della realtà circostante?
Quali competenze servono per dire alla " Rete" una frase del tipo " non posso fidarmi del tutto di te"?
Le domande sono potenzialmente infinite, in quanto caratterizzate da una sterminata ( ma costante) ricerca attorno ad uno strumento tanto imperfetto quanto in costanti mutamenti ed ampliamento.
Alla " Rete" siamo soliti affidare, forse tanto velocemente quanto inconsapevolmente, una grandissima quantità di nostre informazioni, comportamenti, abitudini ed attitudini.
Si pensi, per riferimenti specifici, ad un elenco potenzialmente sterminato di sotto-mezzi alla " Rete" affidati e da noi abitualmente utilizzati: social-network, mail, software, applicazioni on-line, [...]. Attraverso quanti di questi canali avviene uno scambio di informazioni potenzialmente sensibili ed importanti per le nostre vite? Attraverso questa domanda scorrono le potenziali risposte da fornirsi necessariamente per rendere meno sprovveduta la navigazione.
E' dal concetto di " Rete" che parte l'analisi presentata nel libro di Federico Mello, intitolato " Un altro blog è possibile - Democrazia ed internet ai tempi di Beppe Grillo" e pubblicato da Imprimatur Editore. L'urgenza di approfondire il concetto di " Rete" è presente sin dalla copertina dell'opera in questione:

"[...] 'Decide la Rete'. Cosa vuol dire questa frase?
A quale 'Rete' fa riferimento? Quella pubblica e condivisa, o quella privata e commerciale, subdola e manipolatoria?
Questa è la domanda a cui è necessario rispondere.
Non per parlare di una contingenza nazionale, ma per capire quei tempi presenti che solo chi è ingenuo o in malafede può ancora chiamare 'futuro'. [...]"

Il tempo in costante divenire rende il futuro istantaneamente trasformato in presente, ogni qualvolta la navigazione favorisca e renda possibile il raggiungimento di nuovi orizzonti.
La " Rete" è stata capace, a questo proposito, di influenzare in maniera pesante e consistente svariati campi ( solo apparentemente) lontani l'uno dall'altro: scienza, ambiente, economia, società, diritto, giustizia e ( non da ultimo) la politica.
E' proprio quest'ultimo settore ad essere uno fra i più complessi in quanto, direttamente ed indirettamente, responsabile della sorte di tutti gli altri.
La politica è influenzata dalla " Rete" e, pertanto, la " Rete" può rischiare realmente di essere influenzata dalla politica.
Per descrivere e ragionare attorno ai fenomeni che si articolano internamente alla generica frase precedente servono conoscenze e competenze non ordinarie, che sappiano andare ben oltre la semplice " indignazione virtuale" o la pagina web da leggere e riempire con commenti ed improperi verso l'untore di turno. In mezzo al rapporto fra " Rete" e politica sono esistiti e/o comparsi, negli ultimi anni e nella sola Italia, una larghissima parte di fenomeni ( veri e da baraccone):

  1. MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo;
  2. Schemi vecchi ed obsoleti di Partiti che, stremati da condotte e comportamenti spesso indecenti e al limite della dignità, hanno provato (e stanno provando) con ogni mezzo a riacquistare una credibilità fortemente crollata (eufemismo);
  3. Esponenti della cosiddetta "società", più incivile che civile, capaci di riversare nell'oceano della "Rete" indignazioni e delusioni evidentemente non sfogabili mediante altri canali di rivoluzione costruttiva e/o di partecipazione;
  4. Fenomeni di matrice mista non doverosamente chiariti ma capaci di dar vita a battaglie referendarie e/o di successo partecipativo (ma purtroppo spesso non propositivo all'altezza delle aspettative).

Ognuno di questi punti non è certamente isolato dall'altro, in quanto molto evidenti sono le compenetrazioni fra gruppi.
Quale " numero" fra quelli precedentemente riportati ha apportato ( ed applicato) la più grande dose di novità nel sistema italiano?
Attenzione immediata al termine impiegato: novità e non certo cambiamento. Si intenda bene la differenza. La discussione più curiosa ed importante è svolgibile, sotto questa ottica, rispetto ad un'analisi pragmatico-realistica del punto 1.
Svolgere un'analisi realistica significa, in libero ordine, definire un M5S come parte integrante di una discussione il più grande possibile:
  • riconoscere limiti ed errori dei leader che ne hanno gestito (fino ad oggi) in maniera leggermente verticistica le sorti;
  • ammettere che si tratta di un Partito (perchè di questo si tratta, contrariamente a quanto gli insulti e le grida del capocomico vogliano far credere) largamente distante dai suoi intenti iniziali di condivisione e partecipazione;
  • riconoscerlo come effetto (anche benefico e benevolo, per certi versi) e non causa esclusiva dei mali italiani, contrariamente a quanto vogliano far credere politic(ant)i e Partiti non ancora consci di una devastante crisi di rappresentanza non risolvibile a colpi di slogan;
  • individuarne alcuni lati positivi, internamente ad un desolante panorama offerto da una controparte percepita come corrotta, inadeguata e compassata rispetto all'incedere dei tempi.

Il M5S è nato da una realtà molto complessa, capace di predicare ( a spron battuto e come un disco rotto) una semplice serie di slogan tanto vuoti quanto impossibili da realizzare in tempi brevi ed in maniera seria:
  • uno vale uno: impossibilità di veder prevalere le decisioni di pochi a scapito di tanti, tanto inconsapevoli quanto incolpevoli;
  • abolizione della democrazia rappresentativa a totale vantaggio di una democrazia diretta capace di far prevalere gli interessi globali delle moltitudini.

A questo proposito, l'orizzonte dell'opera in questione concorre a descrivere in termini molto specifici limiti e potenzialità di questo MoVimento ( o di chi ne fa le veci):

"[...] In Italia un movimento nato da un blog ha ottenuto un quarto dei seggi in Parlamento.
Un caso unico che è considerato la prova dell'esistenza della democrazia digitale.
Ma che cos'è veramente la democrazia della Rete e che forma ha preso in Italia, con il MoVimento 5 Stelle?
Viviamo così immersi nel mare digitale dei social network e dell'informazione online che forse abbiamo perso la capacità i coglierne i rapidi e radicali mutamenti: da strumento di conoscenza orizzontale e aperto a tutti, Internet sta sempre più diventando il motore del turbo-capitalismo in cui il marketing è la cifra di tutto. Quindi di che democrazia parliamo, quando parliamo di democrazia della Rete? [...]"

Giudicare il M5S in maniera il più obiettiva possibile significa porsi nell'ottica di argomentare con realismo e consapevolezza una realtà alle volte differente da come viene fatta percepire.
Da più o meno tutte le voci in gioco.
Le zone d'ombra sono molte, contrariamente a quanto Beppe Grillo ed il suo staff vogliano far credere.
Senza bisogno di discutere dei limiti di Partiti sempre più preda di una crisi da loro stessi generata, figlia di problemi di rappresentanza e sostentamento drammaticamente indotti dal perpetuarsi di una serie di comportamenti ( giustificabilmente) indigeribili da parte di una società sempre più al palo e radicalizzata.
Senza volersi soffermare in analisi specifiche, al fine di non togliere argomenti e discussioni presenti nel testo, è possibile affermare che anche per il M5S niente è come sembra. Informarsi per rendersi migliori, dunque. Questa è un'attività ( teoricamente) necessaria da compiere:

"[...] per capire quei tempi presenti che solo chi è ingenuo o in malafede può ancora chiamare 'futuro'. Quel futuro è già qui da un pezzo ed è nostro dovere attrezzarci per affrontarlo per quello che siamo: esseri umani dotati di libero arbitrio e non certo microprocessori da far programmare a chi interessa soltanto vendere il suo prodotto. [...]"



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