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Un Dono colorato

Creato il 08 febbraio 2014 da Chandy
Sono giornate dense di avvenimenti e incontri.
E' la vita che ho scelto, che ho desiderato con tutta me stessa, sognato intensamente, quando ancora vivevo con i miei.
Ripenso a quei momenti vissuti tra me e me nella camera tappezzata di poster e fotografie, dove adesso si è "trasferito" mio fratello.
Allora tutto questo sembrava così lontano, difficile, quasi impossibile.
Ma non ho mai smesso di crederci, di coltivare il sogno di una vita tutta mia, che mi rispecchiasse totalmente.
Eccomi qui, a tessere quello che sarà, con i piedi ben piantati nella Pachamama, le radici che sprofondano nella sua pancia.
L'altro giorno, uscendo da casa, per partecipare a un seminario sull'Ayurveda, siamo rimasti a bocca aperta.
Un arcobaleno proprio fuori casa, un portale enorme e bellissimo, dai colori brillanti come non ne avevo mai visti.
Questo arcobaleno sembrava così vicino, come se fosse lì per noi.
Era lì anche per noi.
Non ne vedo spesso, ma l'ultima volta è stata proprio mentre andavo da un'amica, a tenere il primo laboratorio di mandala tessuti.
E l'arcobaleno svaniva proprio vicino casa sua.
Questa volta l'arcobaleno sembrava vicinissimo casa nostra e ci ha accompagnati anche per un bel pezzo di strada, mentre andavamo verso il mare.
In verità, si trattava di un doppio arcobaleno!
Un Dono colorato
Un Dono colorato
Fin da piccola, come molti altri bambini e bambine, ho avuto la fortuna di vivere a stretto contatto con la natura.
Mia nonna paterna ogni anno si trasferiva in campagna per tre, quattro mesi, mentre i miei bisnonni materni erano contadini, quindi c'era sempre modo di stare in campagna.
Mio padre portava in pineta me e i cuginetti, anche d'inverno, c'insegnava ad abbracciare gli alberi e noi ci divertivamo a guardare i formicai, osservare le formiche, prendere le pigne ed estrarre i pinoli.
Oppure, allora la campagna di mia nonna era molto curata, mi piaceva arrampicarmi sul fico dei bambini, prendere i suoi frutti dall'albero, aprirli per guardare il mandala rosso all'interno e poi assaporarli subito... e così le pere o le noci, a seconda delle stagioni.
Grazie agli scouts ho continuato a vivere intensamente il mio rapporto con la natura, dormendo in parchi protetti, in tenda oppure sotto un cielo stellato...
Cantando intorno al fuoco presi per mano, oppure costruendoci cucine e tavoli con i paletti.
O ancora, uscendo di notte a fare un raid notturno, in seguito ad un annuncio  a sorpresa dei capi durante il Grande Fuoco: Stasera salutiamo le nostre tre amiche, le più anziane, che partiranno.
E così via a fare gli zaini in poco tempo e partire, con bussole, cartine, torce e ricetrasmittenti alla mano. Via a perderci impaurite nel buio, con mucche che all'improvviso tagliavano la strada, i versi degli animali selvatici in sottofondo alle nostre paure.
E poi dormire beatamente tutte e tre sotto le stelle, svegliandoci circondate da cavalli che divoravano la nostra colazione dagli zaini o tentavano di leccarci la faccia.
E i pastori da lontano che osservavano questo strano quadretto.
Quante avventure!
Anche da grande, ormai uscita dall'associazione, ho continuato a fare le stesse cose con un gruppo di amici. Eravamo cresciuti nella natura e alla stessa tendevamo sempre, non potendo fare a meno di dormire in riva al mare, o di tornare nei Parchi.
E pensare che quando la mia mamma mi iscrisse agli scouts, mi arrabbiai pure!
La Natura è sempre dentro di me e non mi lascia mai, mi parla e so decifrare i suoi messaggi.
Questo arcobaleno me ne ha portato uno importante, legato anche al mio animale totem.
Tutto questo è collegato anche al mio modo di sentire e alla tessitura che lo esprime.
E' il mio Dono, o almeno, uno dei suoi aspetti, uno dei modi in cui si rivela.
Ognuno ha il suo, personalissimo, ma che lo lega anche agli altri.
A volte può far paura, può sembrare scomodo, inappropriato, non corrispondere alle aspettative che altri hanno su di noi, ma è parte di noi, è noi!
Sta a noi scoprirlo, gioirne. Condividerlo, ma anche custodirlo con amore.
Namaste!
 

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