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Un e-book è per sempre?

Da Nictrecinque42 @LositoNicola

Se si parlasse di un diamante, come insegna una famosa pubblicità, la risposta sarebbe scontata.

Nel caso degli e-book – un prodotto della tecnologia moderna – la risposta non è altrettanto univoca. Ci sono già tantissimi brutti libri su carta e ci sono, a mio parere, così tanti e-book spazzatura che nemmeno il loro basso costo di vendita ne giustifica la presenza sul mercato. In altre parole, gli e-book non sono diamanti, o almeno non tutti lo sono, quindi verrebbe da rispondere che un e-book non è per sempre. Allora perché molte case editrici famose si sono buttate a capofitto su questo nuovo business? La risposta è facile. Il rischio è minimo e, se si azzecca un best seller, il guadagno è ottimo. Per uno scrittore alle prime armi, a ben vedere, rappresenta poi l’unico modo per pubblicare un libro senza svenarsi economicamente.

Dunque, viva gli e-book.

A questo c’è un però.

In Italia gli e-book hanno ancora difficoltà a prendere piede, perciò per uno scrittore esordiente che ha deciso di pubblicare su Internet è ancora più difficile di prima farsi conoscere e apprezzare. La sua opera in formato elettronico si disperderà nel mare infinito del web e tanti saluti ai suonatori. Se a questo si aggiunge che i possessori di e-reader in Italia non sono tanti e quei pochi che ancora amano leggere preferiscono i libri su carta, si capisce che un e-book ha la stessa probabilità di successo di una vincita miliardaria al lotto.

Come può, dunque, uno scrittore sconosciuto sperare di ottenere fama e soldi attraverso il web? A parte la fortuna – il classico colpo di culo – (la bravura di un autore conta poco se nessuno lo legge!) un valido aiuto è il passaparola fra i webnauti che hanno ricevuto l’e-book in regalo e gli è piaciuto: saranno loro a consigliarlo agli amici e gli amici lo consiglieranno ai loro amici in un crescendo esponenziale di pubblicità gratuita. Un’altra invenzione intelligente è la possibilità, prima dell’acquisto, di leggere gratuitamente un capitolo dell’e-book per testarne la bontà. C’è, infine, quella che io considero la trovata geniale di questi ultimi tempi: lo spot pubblicitario su You Tube in cui sono gli stessi autori a raccomandare il loro e-book trasformandosi essi stessi in attori. Se lo spot è fatto bene e colpisce l’immaginazione dei webnauti, arrivare a migliaia, milioni di visualizzazioni non è poi difficilissimo e saranno in tanti quelli che acquisteranno l’e-book in promozione. Se poi il libro in questione è scritto bene, il successo è assicurato.

È questo il caso di Matrimoni bolliti, il primo e-book di Nora O’Dublin.

Matrimoni Bolliti2

Foto di Jacopo Farina

Tempo fa un’amica mi aveva segnalato questi due spot:

Li ho guardati, mi hanno fatto sorridere parecchio e mi sono incuriosito così tanto che ho scaricato gratuitamente il primo capitolo del libro e mi sono attivato subito per conoscere la misteriosa autrice dal volto coperto da un velo nero che lo sta presentando a un pubblico non molto attento. Ho poi comprato l’e-book e me lo sono letto velocemente.

Dico subito che a me Matrimoni bolliti è piaciuto e lo recensisco volentieri in questo mio ultimo post prima della chiusura estiva del blog.

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Silvia, Federico e il piccolo Alberto sono i componenti di una famiglia sull’orlo di una crisi di nervi, crisi che sta portando i due coniugi a vedere il divorzio come unica soluzione ai loro problemi di coppia.

Federico è un architetto in carriera che da tempo sta aspettando che alcuni suoi importanti progetti vengano approvati e nella sua testa non c’è posto per altri pensieri e men che meno per le sacrosante esigenze della sua famiglia.

Silvia, editor di IntoMedia, una piccola società informatica che lavora per siti internet, non ama particolarmente l’attività che sta svolgendo però, al momento, non ha alternative migliori. L’ambiente di lavoro (un capo nevrotico, due colleghi maschi sempre pronti alla battuta salace e a volte cattiva sulle colleghe, tutte più o meno con una vita privata non proprio esaltante) si presta a ipotizzare fughe dalla quotidianità per trovare altrove (per esempio su internet) quelle soddisfazioni che il vissuto reale le nega.

Questo è il contesto della vicenda, ma non spaventatevi, in Matrimoni bolliti non ci sono lagnosità o lacrimevoli situazioni da tragedia greca: troverete, invece,  l’ironia allo stato puro del divertissement letterario reso celebre anni fa da Achille Campanile. Il romanzo è una rivisitazione intelligente di commedie viste mille volte al cinema o in TV ma che Nora O’ Dublin con la sua scrittura brillante e senza tanti fronzoli intellettualistici ha saputo far rivivere con un estro e una sagacia sorprendenti per un’autrice quasi esordiente.

In Matrimoni bolliti non c’è solo ironia e umorismo. Nora condisce le sue pagine con acute riflessioni sulla famiglia, sui comportamenti degli esseri umani nel privato e nella società, donandoci uno spaccato realistico del mondo di oggi, un mondo in cui i personaggi sono riconoscibili perché rappresentano una parte o un tutto di noi stessi. Silvia potresti essere tu, cara amica che mi stai leggendo, Federico potrei essere io. E allora si finisce per ridere/sorridere a denti stretti…

Ho avuto la fortuna di conoscere di persona Nora O’Dublin e siamo diventati amici. In pro di questo ho ottenuto da lei il permesso di pubblicare nel mio blog quello che io ritengo uno dei capitoli più riusciti del suo e-book e di questo la ringrazio di cuore.

Si tratta di un brano un po’ lunghetto, ma vale la pena di leggerlo, anche a puntate.

Buon divertimento e arrivederci a Settembre.


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