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Un grande paese

Creato il 13 maggio 2011 da Mdalcin @marcodalcin

Un grande paese

Ho letto il libro di Luca Sofri in aereo da Milano a Madrid e poi la seconda parte due giorni dopo da Madrid a Milano, è stata una lettura piacevole la scrittura è semplice piana e scorrevole i concetti espressi per lo più sono condivisibili sono enunciati con uno stile leggero e non astruso nella sostanza si parla dell’Italia che dovrebbe essere, del futuro, ma in fin dei conti Sofri scrive dell’Italia di adesso, di quello che avremo bisogno ora per far ripartire l’Italia.

Avremo bisogno secondo Sofri di fare le cose giuste e per farle è necessario scegliere le persone giuste perché esistono persone che sono più brave di altre e Sofri fa l’esempio di Gobetti e come non essere d’accordo che esistono persone che hanno un cervello di un’altro livello rispetto alla media della gente comune e come non essere d’accordo che non è possibile che chi guidi il nostro paese sia a immagine e somiglianza della persona media? Io voglio che il paese sia guidato da persone migliori di me e non ho nessun problema ad ammettere che esistono uomini molto più in gamba di me e non vorrei che ci fosse uno come me a guidare l’Italia perché non sarebbe adatto…

Insomma nel libro si dicono un sacco di cose intelligenti e con le quali difficilmente si è in disaccordo ecco però durante tutta la lettura mi sentivo bene e questo forse è un problema, mi crogiolavo nelle idee di Sofri mi sentivo parte di un elite tutto quello che leggevo mi faceva annuire e allora mi chiedevo ma a cosa serve questo libro in fondo se non a convertire chi è già convertito? A nutrire una speranza nel futuro? A far sentire bene chi legge perché si sente d’accordo con quanto espresso da Sofri? Ma è davvero quello di cui abbiamo bisogno? Leggere parole di buon senso quasi ovvie espresse in modo che il lettore dica a se stesso Sofri ha proprio ragione anche io la penso cosi. Forse il libro di cui abbiamo davvero bisogno è uno che non ci regali speranza a buon mercato ma che ci spiazzi e che frantumi le nostre convinzioni.

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