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Un grave caso di possessione diabolica

Creato il 06 febbraio 2015 da Dariosumer
Quanto raccontato qui, è una parte di quanto un esorcista ha chiesto al diavolo e le risposte di questo. Il diavolo ha detto tante verità, pur rifiutando di parlare e solo dopo ripetuti comandi dell'esorcista. Conferme strappategli dall'esorcista dopo ripetuti ordini in nome di Dio, della Madonna e della Santissima Trinità. Il diavolo, infatti, resiste il più possibile alle domande che gli esorcisti gli pongono per il bene dell'anima posseduta o delle anime in generale in quanto la verità (soprattutto se a conferma della Parola di Dio) è per lui sempre controproducente e risponde spesso a monosillabi quando le verità sono per lui "scottanti".
Una ragazza, dopo circa dieci anni di strani fenomeni che hanno interessato lei e la mamma, si è rivolta, grazie ad alcune preghiere, ad una conoscente che l'ha condotta da un esorcista. Quanto segue è il racconto della vicenda; i nomi dei personaggi sono stati cambiati per ovvie ragioni di tutela della riservatezza. Attilia confidò all'esorcista che, da quando il padre aveva abbandonato lei e la mamma per andarsene con la sua migliore amica, la loro vita cambiò improvvisamente. En­trambe iniziarono un andirivieni dagli ospedali per malattie che gli stessi medici non riuscivano a comprendere.
Tali ricoveri erano spesso accompa­gnati da fenomeni talmente strani che persino una compagna di stanza di Attilia si mise a pregare con insistenza l'Ave Maria in quanto turbata dagli episodi che colpivano Attilia (ascensori che si guastavano quando dovevano trasportarla in sala operatoria, operazioni che provocavano ulteriori interventi operatori, macchinari che si rompevano ecc.). Dopo alcune negative esperienze presso gli operatori dell'occulto, finalmente appro­darono in un gruppo di preghiera che affidò Attilia ad un esorcista.
Sabato 12 febbraio 2000 - 1° esorcismo Assieme all'esorcista vi erano anche alcune persone fidate e di provata Fede e preghiera per aiutarlo nel compito di scacciare i demoni.
L'esorcismo iniziò con la preghiera del Santo Rosario comunitario di protezione dei presenti, dei loro familiari e di libera­zione di Attilia e della mamma (assente in quanto anziana e malata). Alla terza decina Attilia iniziò a provare un senso di soffo­camento e a non ricordare le preghiere del Rosario.
Durante la preghiera di Leone XIII re­citata dall'esorcista, Arturo spruzzava il vi­so di Attilia con acqua di Lourdes, mentre gli altri partecipanti recitavano a bassa voce, in continuazione, il Santo Rosario.
L'esorcista iniziò ad inframmezzare la recita dell'esorcismo di Leone XIII e dei salmi con delle domande, imponendo le mani a Attilia ed ungendola, con dei segni di croce sulla fronte, con olio benedetto.
Esorcista: "In nome di Gesù Cristo ti ordino di dire quanti siete".
Attilia iniziò ad inghiottire ed a muovere il labbro come un cammello, mentre all'in­terno della bocca, vicino alle gengive, si vedeva dell'inspiegabile sostanza nera che pareva inchiostro. Ma non rispose.
Esorcista: "In quanti siete? Te lo ordino in nome della Santissima Trinità? Indica con la mano quanti siete?"
Attilia, dopo circa quindici minuti di letture di salmi, intervallate da ordini impartiti nel nome di Dio, faticosamente indicò con le dita che dentro di lei c'erano tre presenze.
Esorcista: "Siete anime dannate o angeli decaduti?"
"Non te lo dico!", rispose Affilia assumen­do un atteggiamento sardonico e incro­ciando le braccia in segno di sfida.
Alla fine, dopo ripetuti inviti nel nome di Dio, di Maria Santissima e della Santis­sima Trinità, l'anima dannata disse d'es­sere stato, quand'era in vita, un pirata. Af­fermò d'essere stato ucciso, e d'aver lanciato un urlo di terrore quando finì all'inferno.
Esorcista: "Quante persone vanno all'inferno? Rispondi in nome dello Spirito Santo di verità!"
"Tante!", rispose il pirata.
"Qual è il peccato principale che ai gior­ni nostri porta le persone all'inferno?", lo incalzò l'esorcista.
"La lussuria! E l'ateismo!", rispose l'anima dannata ormai chiaramente manifestatasi.
L'anima dannata sbuffava in continua­zione e mostrava un'evidente sofferenza quando Arturo, su invito dell'esorcista, spruzzava il volto di Attilia con acqua di Lourdes, cercando di togliersela.
"Chi ha voluto che Attilla capitasse da noi?», gli chiese l'esorcista.
"Gesù!", rispose il diavolo dopo ripetuti inviti e spruzzate sul viso di acqua di Lourdes.
"Pregano Attilla e la sua mamma?" continuò l'esorcista.
"Sì!", disse il pirata.
"Che cosa devono fare perché tu vada via?"
"Occorre che preghino il Rosario! "
"E' vero che non puoi nulla nei confronti di chi prega il Rosario intero devotamente e quotidianamente?", continuò imperterrito l'esorcista. "E' vero!" confermò l'anima dannata. "Perché la Madonna ha pianto a Civitavecchia nelle mani di un vescovo?"
"Perché non c'è più religione nel mondo!"
"Che cosa bisogna fare per uscire da questa situazione?", chiese l'esorcista.
"Occorre pregare. Soprattutto in fami­glia. Guardare meno televisione e pregare di più. Soprattutto il Rosario", rispose il diavolo.
"E' vero che molti programmi televisivi sono tuoi? Rispondi in nome di Gesù Cristo!"
"E' vero!", rispose con un sorriso sardonico il diavolo.
Attilia, continuando a sbuffare, allungò le gambe e diede qualche colpo ritmico col piede.
"Come mai in Europa vi è una massiccia immigrazione musulmana?"
"Perché certi politici la favoriscono per distruggere i valori cattolici", rispose il diavolo.
"Ci sono dei preti che ti appartengono? Che militano nella setta della Bestia? Rispondi in nome di Dio!!".
"Sì. Molti!", rispose compiaciuta l'anima dannata assumendo una inspiegabile fattezza del volto, impossibile da riprodurre naturalmente. Evidentemente si trattava del viso dell'anima dannata che si manifestava ormai sempre più chiaramente.
"Com'è l'inferno?! E' come l'ha mostra­to la Madonna a Fatima?", continuò l'esorcista.
"Peggio!".
"Allora appartengono a te quanti propagano invece un'idea di un inferno soft; non in sintonia con quanto scritto nella Bibbia e mostrato dalla Madon­na? Rispondi in nome della Madre della Verità!"
"Sìi! "
"Il capitolo 12 dell'apocalisse si riferisce all'apparizione della Madonna a Fatima?"
"Sì! ".
"E il dragone rosso simboleggia l'eresia profetizzata a Fatima? Cioè il comuni­sino? Rispondi in nome della Madre della Verità".
"Sì! ".
"E' qui presente la Madonna? Indicala!"
Il demonio, tramite Attilia, segnò con la mano la posizione sopraelevata in cui la Madonna si trovava e affermò che gli impartiva gli ordini.
Incalzato dall'esorcista mostrò inoltre la posizione, vicino all'esorcista stesso, in cui si trovava S. Michele Arcangelo invocato durante le preghiere.
"E' vero che i castighi sono alle porte?"
"E' vero", confermò satana.
"Che cosa bisogna fare per bloccarli?"
"Pregare il Rosario", replicò il diavolo, dopo ripetute spruzzate di acqua di Lourdes.
"E' vero che la Madonna salverà quanti pregano il Rosario intero con devo­zione?"
"E vero", rispose il demonio conferman­do indirettamente le promesse legate alla recita quotidiana del Rosario intero.
Poi l'esorcista cominciò a pregare il Salmo 91 ed al punto "...mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire..." disse al diavolo:
"Confermi, diversamente da quanto fanno credere alcuni, che voi non potete nulla nei confronti di quanti dimorano all'ombra dell'Onnipotente: di quanti, cioè, vanno devotamente a Messa, Lo pregano, seguono i Suoi comandamenti, Lo invocano e si affidano a Lui?"
"Sììì!!", affermò il demonio, annuendo col capo e mostrando d'essere costretto da una volontà superiore ad avvalorare l'eterna Parola di Dio.
L'esorcista poi citò le parole della Scrittura "...sono caduti nella fossa da­vanti a me... "ed intimò all'anima dan­nata di rispondere nel nome del Santo Spirito di verità:
"E' vero che se qual­cuno ordisce una fattura nei confronti di chi prega devotamente, è lui stesso invece a cadere nella fossa scavata davanti al destinatario della fattura?!". Anche stavolta il pirata fu costretto a confermare suo malgrado.
"E' già nato l'anticristo?"
"Non ti rispondo!", rispose l'anima dannata con una risata.
"La Madonna lo ha affermato a La Salette. Confermalo in nome di Dio!"
Sii"...
"Quando te ne andrai?"
"Io non me ne vado!", reagì arrogante­mente il diavolo.
"Ma tu chi sei?! Per dire non me ne vado! Sei un nulla di fronte all'Onni­potenza di Dio! E' vero?" lo rimproverò l'esorcista.
"E' vero, sono una nullità!" ammise dimesso il demonio.
"Tant'è che Gesù con uno sguardo fa tremare l'inferno".
"Sììì!"
"Nell'Apocalisse si parla di una piaga dolorosa e maligna che comparirà sugli uomini che recano il marchio della bestia e si prostrano davanti alla sua statua. Si tratta di una piaga fisica? Rispondi nel nome di Dio!", lo interrogò l'esorcista.
"Non te lo dico!", replicò sogghignando l'anima dannata.
"Invece lo devi dire in quanto si tratta di Sacra Scrittura. Rispondi in nome di Maria Santissima!"
"Sììì!"
Attilia, alla fine, indicò con le dita il numero 2 e chiarì che si trattava di mesi. Dichiarò poi che erano rimasti in due in quanto un'anima dannata era fuggita. Confermò inoltre che erano entrati in Attilia da 10 anni tramite l'intervento di un mago.
Terminato l'esorcismo Attilia non ricor­dava nulla di quanto detto ed era convinta che fosse trascorso solo un quarto d'ora anziché un'ora e mezza. Non ricordava neppure d'aver gettato a terra la Bibbia la­sciata un attimo dall'esorcista sul tavolino.
Sabato 19 febbraio 2000 - 2° esorcismo Attilia ritornò dall'esorcista per un ulte­riore momento di preghiera. Raccontò che era riuscita a confessarsi e a pregare meglio. Le erano scomparsi molti dolori anche se alla vista del padre si erano acuiti alcuni disturbi. La mamma invece di uno dei partecipanti aveva avuto in giornata uno strano aumento di pressione arteriosa e Simone, che aveva accompagnato Attilia dall'esorcista assieme a Mauro, aveva lamentato un forte mal di denti.
Segni di piccole ritorsioni diaboliche, comunque, prontamente neutralizzate dalle preghiere.
Il Signore permette, infatti, certi "distur­bi" per stimolare i componenti ad una vigile e costante preghiera di protezione (soprattutto del Rosario) senza la quale il diavolo potrebbe esercitare il suo potere nefasto che solo la preghiera neutralizza. Iniziò l'esorcismo con la presenza del consueto gruppetto di preghiera. Cominciò con la recita del Santo Rosario finalizzato alla liberazione di Attilia e di sua madre, alla conversione del padre di Attilia ed alla protezione di tutti i presenti da ogni vendetta, ritorsione ed attacco degli spiriti immondi. Venne invocata anche la presenza di Maria Santissima, di S. Michele Arcangelo, dei Santi Arcangeli, degli Angeli Custodi e di molti Santi. Durante la recita del Rosario l'esorcista impose a distanza la mano su Attilia la quale mostrò d'essere a disagio. Alla fine dell'esorcismo la ragazza confidò ai presenti che nel momento dell'impo­sizione delle mani da parte dell'esorcista aveva sentito una forza invisibile premerle le spalle a tal punto che si sentiva schiacciare. Dopo il canto allo Spirito Santo e la preghiera in lingue l'esorcista le impose una mano sulla testa ed incominciò a leggere l'esorcismo di Leone XIII. Attilia si mise a sbuffare ed all'invocazione "...umiliati sotto la potente mano di Dio..." emise dei paurosi ruggiti. L'esorcista continuò e invitò Arturo di bagnarle il viso con l'acqua di Lourdes. Attilia cessò di ruggire. Sebbene l'acqua di Lourdes fosse fredda, quando alcune gocce cadevano sulla mano dell'esorcista posta sulla testa della ragazza lo stesso la sentiva calda. Anche Arturo confermò questa sensazione allorché intingeva le dita nella medesima.
"Chi sei in nome di Gesù Cristo?!", la interrogò l'esorcista.
Il demonio non rispose.
"Sei ancora il pirata? Rispondi in nome dell'Immacolata e dello Spirito Santo di verità!"
Attilia annuì.
"Dove sei stato ucciso? Nel mar Mediterraneo o nell'oceano? Rispondi in nome della Santissima Trinità!"
"Nell'oceano", rispose il pirata, senza però manifestare l'arroganza della volta precedente.
"Di che nazionalità eri?".
"Inglese e francese", disse il demonio dopo ripetuti inviti dell'esorcista, spie­gando che era figlio di un inglese e di una francese.
"Ero importante io!", aggiunse l'anima dannata con un sorriso sardonico di compiacimento.
"Che cosa ricevono i fedeli che pregano devotamente la Madonna davanti alla grotta di Lourdes? Rispondi in nome dell'Immacolata!", comandò l'esorcista, intercalando la lettura delle preghiere.
"Le Grazie" rispose il diavolo dopo ripe­tuti inviti dell'esorcista che incominciò a leggere il salmo 18, mentre il gruppetto pregava sommessamente il Rosario. "...Invoco il Signore, degno di lode, e sarò salvato dai miei nemici. Mi circon­davano flutti di morte, mi travolgevano torrenti impetuosi; già mi avvolgevano i lacci degli inferi, già mi stringevano agguati mortali. Nel mio affanno invocai il Signore, nell'angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, al suo orecchio pervenne il mio grido....."
- "Ti piace Davide? L'autore di questo salmo?".
Il diavolo fece una smorfia di disgusto.
"Preferisci ovviamente certi personaggi pubblici, uomini e donne, che condu­cono disinvoltamente una vita in con­trasto con la Parola di Dio?".
L'anima dannata annuì decisa e sorrise molto compiaciuta.
"Quando qualcuno invoca Dio Onnipo­tente, come ci insegna Davide nel Sal­mo; Lui che è Padre dell'umanità che cosa fa? Rispondi in nome di Gesù!"
"Interviene", rispose lo spirito immondo. Diversamente dalla volta precedente il de­monio denotò stanchezza e non incrocia­va più le braccia in atteggiamento di ribel­lione. Segno evidente che le preghiere ef­fettuate durante il primo esorcismo, unite ad un maggior impegno di preghiera di Attilia, stavano facendo il loro effetto. Du­rante la lettura del Salmo il demonio mani­festava comunque avversione nei confron­ti delle parole di tale orazione ispirata.
"È vero, come ha affermato una posse­duta, che un indemoniato che prega davanti alla grotta di Lourdes riceve un impulso tale e quale un esorcismo con­celebrato da centomila preti? Rispondi in nome dello Spirito Santo di verità!"
"Non così tanti", replicò il diavolo.
"Quanti allora?! Rispondi in nome di Gesù!"
"Alcuni".
"Alcuni o tanti?", lo incalzò l'esorcista.
"Tanti!", ammise il diavolo, mostrando d'essere costretto da una forza superiore a rettificare le menzogne.
"Che cosa ha promesso la Madonna a quanti pregano davanti all'altare del Santuario della Madonna Miracolosa. Rispondi in nome dell'Immacolata!".
"La salvezza".
"E poi?! Rispondi per il sangue di Cristo!"
"Le Grazieee", aggiunse il diavolo, mo­strando segni di sofferenza e costrizione soprannaturale.
"Che cosa ricevono i pellegrini che si re­cano in pellegrinaggio dove la Madonna è apparsa o ha lasciato un segno della sua presenza? In quei Santuari ricono­sciuti dalla Chiesa? Rispondi solo la verità! In nome di Dio!".
Dopo ripetuti inviti dell'esorcista, motivati dal fatto che il demonio non voleva evidentemente confessare delle verità a lui scomode, il pirata disse: "Le Grazie". "Sempre?", lo incalzò l'esorcista. "Sempre!", ammise, suo malgrado, l'anima dannata.
"È per questo che tu ostacoli costante­mente il pellegrinaggio ai santuari?"
Il diavolo si mise a sghignazzare, annuen­do compiaciuto.
"In un libro San Michele Arcangelo è considerato il patrono degli ammalati, perché? Rispondi in nome di Maria Santissima e di Dio Onnipotente!".
Poiché il demonio non rispondeva, l'esor­cista invitò Arturo a bagnare con costanza il viso di Attilia ed alla fine, dopo ripetuti ordini in nome di Dio, il diavolo confermò che San Michele Arcangelo concede nu­merose Grazie di guarigione a chi lo invoca con Fede, soprattutto se si tratta di malattie d'origine diabolica.
L'esorcista lesse un brano del Vangelo: "E questi saranno i segni che accompagne­ranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lin­gue nuove, prenderanno in mano i ser­penti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le ma­ni ai malati e questi guariranno. Il Si­gnore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in Cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predica­rono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompa­gnavano" (Mc. 16,16).
"Come mai que­st'imperativo eterno del Signore, a tuo danno e per la felicità delle persone, non viene quasi più applicato?! Rispondi in nome di Dio Onnipotente!".
Il demonio si mise a sogghignare molto soddisfatto.
"Allora sei tu l'ispiratore?!", lo incalzò l'esorcista e l'anima dannata annuì col capo, sempre sogghignando.
L'esorcista lesse altre preghiere, mentre il gruppetto continuava la recita dei Rosari.
"E importante la devozione a S. Giusep­pe? Rispondi in nome della Sacra Famiglia!".
"Sìì'" .
"È vero che S. Giuseppe è il Santo più grande dopo la Madonna? Rispondi in nome della Santissima Trinità".
"Sì", confermò il diavolo, annuendo an­che col capo.
"Concede molte Grazie S. Giuseppe?".
"Sì!".
"Perché è chiamato il Santo della buona morte? Rispondi in nome dello Spirito Santo!".
"Aiuta a morire bene", rispose il pirata, dopo ripetuti inviti in nome di Dio e spruzzate di acqua di Lourdes.
"Cioè tiene lontani voi diavoli nel mo­mento della morte?!".
"Sìì !"'.
"Che cosa sono le discoteche? Sono le vostre chiese?", continuò l'esorcista.
"Alcune".
"È vero che in certe discoteche si tro­vano anche dei maghi per catturare i giovani? Rispondi in nome dell'Imma­colata che ha a cuore la gioventù!"
Il diavolo annuì compiaciuto.
"È vero che alcuni giovani, dopo le serate in discoteca...".
"...si recano nei cimiteri a violare le tombe!", lo interruppe il demonio.
"Che cos'è la droga? È la tua comunio­ne? Rispondi per il sangue di Cristo!". L'anima dannata confermò col capo.
"La droga ha trovato spazio in quanti hanno abbandonato le preghiere e l'Eu­carestia?".
"Sì'" .
"Il bastone di Mosè è prefigura di quale preghiera? Rispondi in nome di Dio On­nipotente!".
Il diavolo non voleva rispondere e sbuf­fava; l'esorcista allora invitò Arturo a ba­gnare il viso di Attilia con acqua bene­detta.
"Il Padre Nostro", disse il diavolo alla fine, fornendo una risposta sottilmente teologica.
"Da solo o accompagnato dalle Ave Maria?", lo incalzò l'esorcista.
Il pirata annuì.
"Allora è prefigura del Rosario, che ov­viamente comprende anche il Padre Nostro? Rispondi in nome di Maria Santissima!", continuò l'esorcista.
"Sìì ", ammise il diavolo, annuendo deci­samente.
"Perché in Francia si è abbattuto recen­temente uno strano uragano? È stato un castigo di Dio? Rispondi solo la verità in nome dell'Onnipotente Dio!".
Il diavolo annuì ed ammise che era la conseguenza della legalizzazione dell'e­quiparazione della coppie gay con la coppia (un uomo ed una donna) voluta dal disegno creativo di Dio. Affermò inoltre che gli omosessuali non convertiti vanno all'inferno, come del resto previsto nella Sacra Scrittura.
"Il Cardinale Siri affermò che l'AIDS è un castigo di Dio. È veramente un castigo? Rispondi in nome della Madre della Verità eterna!".
"Sìì", ammise il diavolo, manifestando costrizione soprannaturale e debolezza in quanto le preghiere lo sfiancavano. L'esorcista poi lesse il passo biblico: "...perché Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza; le creature del mondo sono sane, in esse non c'è veleno di morte, né gli inferi regnano sulla terra..." (Sap.1,13)
"Perché ci sono molte malattie nel mon­do se Dio ha detto che le creature del mondo sono sane? Rispondi in nome della Santissima Trinità! Ovviamente non parlo di quelle malattie che alcuni Santi desiderano in unione con le sofferenze di Cristo".
"Perché si prega poco!", dichiarò l'anima dannata.
"Anche perché, come insegna S. Paolo, si commettono i peccati?", lo rintuzzò l'esorcista. Lo spirito immondo annuì con un sorriso sardonico di compiacimento.
"I tumori possono essere considerati una ribellione di alcune cellule nei confronti dell'organismo. Voi diavoli siete la ribellione per eccellenza in quanto vi siete rivoltati a Dio! Siete voi la causa dei tumori?".
"Sìì", ammise l'anima dannata.
L'esorcista sollevò il Rosario con una mano e mostrandolo al diavolo gli disse:
"È questa preghiera l'elisir della salute ed il rimedio contro ogni male?! L'ora­zione che la Madonna di Medjugorje ha chiamato preghiera dei miracoli! Rispondi in nome di Maria Santis­sima!".
"Sìì", ammise, costretto da una forza superiore che il diavolo dichiarò essere la Madonna, mentre manifestava l'inten­zione di voler strappare la Corona del Rosario che Attilia teneva tra le mani; smise solo quando l'esorcista gli ordinò di non romperla.
"Qual è il moderno vitello d'oro?", con­tinuò l'esorcista.
Il diavolo non rispose. L'esorcista quindi invitò Arturo ad aspergere il viso di Attilia con l'acqua di Lourdes.
"È la televisione? Dove tu predichi attraverso alcuni tuoi profeti? Rispondi in nome di Gesù, nostro Dio e Signore!".
"Sìì", ammise il demonio.
"Perché le famiglie si dividono?".
"Tu lo sai!", replicò il demonio.
"Sì, ma voglio che tu lo dica agli altri!".
"Perché si guarda troppa televisione al posto di pregare".
"E importante la preghiera comu­nitaria? Rispondi in nome di Dio!".
"Molto".
"E quella familiare?!".
"Molto!", rispose il diavolo, annuendo con decisione.
"Parla delle manipolazioni genetiche", gli intimò l'esorcista.
"Non si devono fare!", disse il diavolo.
"Perché sono contrarie al piano creati­vo di Dio?", domandò l'esorcista.
"Sììì".
"E le fecondazioni artificiali?!", con­tinuò l'esorcista.
"Anche quelle non si devono fare". Poi il diavolo imprecò contro i partecipanti del gruppo esorcistico apostrofandoli "Male­detti!".
"Qual è l'azione più importante per compiere le opere di Dio? Rispondi in nome di Gesù!".
"La Fede! ", rispose il pirata.
"Ma la Scrittura parla anche delle ope­re?", ribatté l'esorcista.
"Tutte e due", disse il diavolo.
Il demonio aggiunse anche, incalzato dall'esorcista, che nel momento del Giudizio aveva udito la voce di Dio che gli aveva mostrato tutti i peccati compiuti in vita dei quali non aveva chiesto perdono e poi la voce gli aveva ordinato, come inse­gnato da Gesù nel Vangelo (Mt. 25,41), d'andare all'inferno.
"Che cosa vuole dire la Madonna, per tuo tramite, all'umanità? Rispondi in nome di Maria Santissima!".
"Bisogna pregare di più!".
"Dove?" chiese l'esorcista.
"Nelle case!". Dopo circa un'ora e mezza di preghiere, l'anima dannata denotava grande stan­chezza. Allora l'esorcista, dopo aver rice­vuto conferma che i due spiriti immondi rimasti se ne sarebbero andati a Pasqua se Attilia avesse continuato a pregare il Rosario, concluse l'esorcismo. La ragazza non ricordava nulla di quanto aveva detto e manifestava l'ignoranza biblica tipica di molti cristiani. Durante la notte l'esorcista venne svegliato da strani passi e rumori accompagnati dal soffio aggressivo di un animale. L'esorcista si mise a pregare il Rosario che portava al dito ed i rumori cessarono immediatamente.

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