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Un itinerario attraverso lo street food italiano

Da Oryblog

Oggi il blog di viaggi eDreams ci accompagna in un itinerario alla scoperta dello street food italiano.

La cultura di un territorio è strettamente legata alla sua gastronomia, e da sempre l’espressione più popolare e autentica della cucina tradizionale è rappresentata dal cibo di strada. Un patrimonio storico importante che rischia forse di perdersi con la globalizzazione dei gusti e delle abitudini ma che va assolutamente salvaguardato; è per questo che negli ultimi anni sono nate manifestazioni ad hoc, come il Festival Internazionale del Cibo di Strada, che si tiene a fine settembre a Cesena e unisce percorsi gastronomici e suggestioni culturali, o l’area Street Food (patrocinata da Slow Food) nell’ambito del Salone del Gusto di Torino.

Pane-e-panelle

Sul territorio italiano è possibile sperimentare il cibo di strada in moltissime località, ma vorremmo provare a consigliarne alcune dove questa usanza è particolarmente radicata e fornisce al viaggiatore la preziosa possibilità di “gustare” l’autentica essenza di un luogo.

I profumi provenienti dai chioschi dei venditori ambulanti e dalle piccole botteghe inondano le strade e le piazze più caratteristiche di Palermo, dove panelle, arancine e crocchè sono uno spuntino delizioso che soddisfa tutti i gusti. Se siete amanti dei sapori forti qui potrete provare il “pani ca meusa”: pezzi di milza e polmone di vitello fritti nello strutto che farciscono un soffice e caldo panino. Non fate caso al grasso che gocciola, questa focaccia vi regalerà grandi soddisfazioni! Cosa aspettate a prenotare un volo low cost e dirigervi verso la travolgente atmosfera delle strade palermitane?

A Napoli invece alcuni chioschi si propongono di mantenere in vita le ricette più tradizionalmente di strada, come gli sformati, i gattò, il brodo di polipo e le zeppole, mentre a Firenze il lampredotto (pezzi di stomaco di bovino cotti a lungo in brodo vegetale, insaporiti da aromi e offerti dentro un panino accompagnato da salsa verde o salsa piccante) ha origini antichissime. Sebbene i trippai siano notevolmente diminuiti in città, alcuni banchi sono ancora molto popolari.

Risalendo verso nord, sono d’obbligo due tappe. La prima è quella in Romagna per la piadina, preparata in modi differenti a seconda del luogo di origine (più morbida e spessa nell’entroterra, più sottile lungo la costa, sfogliata a Rimini) ma che evoca sempre l’atmosfera vivace e magica di questa terra. I romagnoli vanno così fieri della loro piadina da aver richiesto la denominazione IGP. La seconda è in Liguria, patria della focaccia nelle sue molteplici varianti, dalla classica genovese a quella con il formaggio di Recco. Farinata e castagnaccio completano il ricco panorama dello street food ligure.

Se vi è venuta l’acquolina in bocca, quello che dovete fare è programmare un gustoso itinerario alla ricerca delle tantissime, squisite varianti di cibi di strada radicate sul territorio italiano.

 


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