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Un popolo di pazzi furiosi

Creato il 19 aprile 2012 da Riprendiamociroma
Un popolo di pazzi furiosi
In Italia funziona così. Se apri una attività hai bisogno di certificati di prevenzione incendi, CPI, DIA, pareri sovrintendenze, visti, rivisti, cazzi, controcazzi, bollini, antimafia, e altre follie varie. Ma se c'hai l'amici sei assolutamente libero di piazzare un immondo suq da quarto mondo dove ti pare e quando t ipare, davanti ai monumenti, perfino alle uscite della metro. Sei perfino libero di piazzare un banchetto di patacche davanti alla vetrina di un negozio, oscurandola e vendendo la stessa merce che si vende lì dentro, ma taroccata. I Made in China tarocchi importati freschi freschi nei cartoni di banane. La cosa più grave è sicuramente il suq davanti alle uscite delle stazioni metro. Qualsiasi vigile del fuoco interpellato per una consulenza ti spiegherebbe (noi lo diciamo da anni!) che in caso di incendio o attentato all'interno della metropolitana una via di fuga ostruita rischia di causare una strage. Ma a noi non ce ne frega un emerito cazzo! Passi pure il cattivo gusto, passi pure l'"effetto Bangladesh" che colpisce il turista appena arrivato dal mondo civile, raccapricciante biglietto da visita gentilmente offerto ai poveri malcapitati. Ma si potrebbe almeno garantire la sicurezza, spostando i bancarellari un po' più là? Non sia mai. All'uscita della metro c'è più gente. Insomma, siamo un popolo di pazzi furiosi. Cosa aspettiamo a bonificare questa città dai moderni barbari?
Leggetevi questo bell'articolo di Repubblica, l'ennesima denuncia vana.

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