Specialmente se si considerano le gaffe che escono dalle bocche di questi esorcisti. Uno di questi è Monsignor Gemma che giorni fa, nella trasmissione Vade retro andata in onda su TV 2000, si è fatto uscire di bocca la perla del titolo, e l'effetto generale che ha prodotto è quello di una clamorosa gaffe.Il bello è che, non contento di non aver trovato nessun altro miglior esempio per la sua similitudine al di fuori di una persona con Sindrome di Down, anche nel prosieguo del discorso ha continuato a fare riferimento a bambini psicolabili e disabili, lasciando quel Down a echeggiare in sottofondo.Esempio sbagliato è dire poco. E infatti un gruppo di una cinquantina di genitori di ragazzi con sindrome di Down ha scritto una lettera a Repubblica, chiedendo che il vescovo si scusi per le sue imbarazzanti parole:
"E' un pregiudizio sbagliato, il parlare senza sapere, il voler a ogni costo giudicare senza conoscere. Esigiamo le scuse del vescovo""Dopo aver ascoltato le parole di monsignor Andrea Gemma, siamo molto amareggiati - hanno scritto i genitori - I nostri figli, pur avendo questa condizione genetica che comporta dei ritardi cognitivi, non sono simili a degli indemoniati. Sono ragazzi che riescono a raggiungeredei grandi risultati se sostenuti al meglio. Non è possibile definirli come persone che non capiscono". Poi arriva l'accusa, pesantissima, nei confronti degli ecclesiastici: "Sono troppe le discriminazioni che arrivano dal clero verso le disabilità. Un rappresentante della Chiesa non può e non dovrebbe permettersi di apparire in tv e rilasciare certe dichiarazioni". "Non possiamo accettare che queste affermazioni vengano espresse dal paladino dei più deboli: come genitori chiediamo le scuse dal vescovo", continuano. "E non provate a smentirci con 'non ci siamo capiti, avete frainteso'. Sapete che non è così, cercate di non offendere la nostra intelligenza e la nostra sensibilità di genitori. Consigliamo a Monsignor Gemma di passare un po' del suo prezioso tempo con ragazzi disabili per conoscerli e confrontarsi con loro".
La similitudine sarà certamente infelice oppure il diavolo, quando parli di esorcismo, ci avrà pure messo lo zampino, come dice il conduttore di Vade Retro, sta di fatto che è probabilmente la prassi stessa dell'esorcismo a indurre a questi fatali errori. Inoltre, la persona con sindrome di Down, non è affatto caratterizzata da aumento specifico dell'aggressività [vedi AIPD nazionale], ma vi è soggetta come la popolazione generale.Se i vescovi che si occupano di queste pratiche arcaiche e sinceramente imbarazzanti curassero di più l'aspetto scientifico e meno quello superstizioso avremmo meno sfondoni e certamente più comprensione dei fenomeni. La persona che reagisce con movimenti inconsulti a un tentativo di sedarlo non è un indemoniato ma uno che può soffrire di un disturbo, che andrebbe curato in una struttura adeguata e non affidato a improvvisati guaritori.L'esempio più pertinente che mi viene sono le mammane responsabili, anticamente (ma anche adesso) di far abortire (e morire) le ragazze madri fuori delle strutture ospedaliere.Confondere ancora malessere o disturbi del comportamento, malattie psichiatriche o semplici sfuriate con una manifestazione del maligno, anche da parte di un istituto antico nei pensieri come la chiesa, è un atteggiamento inaccettabile. Soprattutto perchè si sottrae una persona alla possibilità di una cura efficace. Direi che se non fosse per la clamorosa inerzia ecclesiastica ed istituzionale, almeno su certi argomenti, sarebbe proprio l'occasione buona per sottrarre tutte le persone fintamente indemoniate ai loro falsi guaritori e depositarle nelle mani di chi può almeno tentare di curarli seriamente.