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Un tablet da 27€ ? L’India l’ha fatto!

Da Ipaple

Un tablet da 27€ ? L’India l’ha fatto!

In un momento in cui i tablet spopolano, l’India ne crea uno Touch screen dal prezzo di 35 $ (27 € al cambio attuale), per renderlo disponibile a tutti gli studenti dagli asili alle università; per ora in versione di prototipo, il Ministro dello Sviluppo delle Risorse Umane Kapil Sibal ne è orgoglioso, cercando così di offrire un device che aiuti i paesi in via di sviluppo a tenere il passo -dal punto di visto tecnologico- dei paesi più ricchi.

Nonostante sia assemblato con componenti molto economici, questo tablet offre un touch screen capace di navigare su internet grazie alla connessione Wi-Fi, riprodurre filmati da Youtube, sostenere videoconferenze e visualizzare PDF; oltre a questo sarà dotato di una presa USB, 2GB di memoria interna e sarà supportato da un sistema operativo Linux, sistema opensource gratuito che aiuta a contenere il prezzo del tablet. In questo modo l’idea del governo indiano sarebbe di distribuire il dispositivo agli studenti facendo loro pagare 10$, sovvenzionando il resto della cifra e rendendolo così davvero alla portata di tutte le tasche.

 

Un tablet da 27€ ? L’India l’ha fatto!

 

A proposito di prezzo i ricercatori indiani che hanno lavorato al progetto, affermano di poterlo abbassare ulteriormente, portando il loro device alla cifra di 20$ o addirittura 10, un vero record se pensiamo ai prezzi cui sono proposti i tablet attuali, anche se il paragone non sussiste viste le differenze hardware.

Un dispositivo proposto a questo prezzo può darci da pensare, se pensiamo quanto siamo disposti a spendere per i tablet più alla moda, ma che sostanzialmente sono nati e pensati per offrirci le medesime cose; ovviamente è solo una considerazione personale che vuole sottolineare quanto ormai tecnologia e moda vadano di pari passo, che mi porta a pensare che questi dispositivi non avrebbero successo in una società come la nostra, più interessata a creare “status symbol” piuttosto che veri strumenti di lavoro.

 

Articolo a cura di: supertr4mp

 



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