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Un tè con la Signora Merkel

Creato il 10 ottobre 2012 da Filelleni

Un tè con la Signora Merkel9 ottobre 2012. Ore 13:30 l’Aeromobile bardato rosso-giallo-nero atterra all’Aerodromio Venizelos di Atene e dal portellone anteriore appare, come una vera star, , la Signora Merkel. Ad attenderla Antonis Samaras che un po’ impacciato che tra un sorriso d’ordinanza e un saluto militare la conduce lungo il tappeto rosso per il picchetto d’onore e l’avvio del cerimoniale. Poi scompaiono nell’auto blu, per ricomparire  all’ingresso del Megaro Maximo, dove la Cancelliera indugia, per la felicità dei fotografi, chiedendo al suo ospite dettagli circa i luoghi che si aprono alla vista da quella angolazione, mostrando interesse per quanto il suo interlocutore va descrivendo. Di nuovo la coppia è inghiottita dal buoi dell’entrata del Palazzo, ma di lì a poco ricomparirà sorridente (ma non troppo) nel sobrio salotto dove si svolgerà il dialogo. Solo qualche ora di sosta all’Hotel Hilton, un incontro fugace con il Capo dello Stato Papoulias e poi via di nuovo in volo verso la terra teutonica. Come in una vera pellicola cinematografica arriva la dissolvenza e il finale è alla nostra immaginazione, dato che di contenuti poco si è parlato: lo dimostra il fatto che la più arguta deduzione giornalistica delle ore successive all’incontro ha riguardato il colore della giacca della Signora Merkel e la strana coincidenza secondo la quale pare che si sia trattato esattamente della stessa indossata durante il match calcistico Grecia-Germania degli scorsi europei…….Un tè con la Signora Merkel

Intanto tra un frame e l’altro mentre il duo Merkel-Samaras passava da un ambiente ovattato all’altro, la città era in grande fermento già dalle prime ore del mattino.  Anche a questo proposito però c’è ben poco da dire: intanto la solita ridda di numeri (erano 40.000 per alcuni, quasi il doppio per altri!) e oltre qualche patetico teatrino di bandiere bruciate e grotteschi richiami nazifascisti, anche il cosiddetto popolo della rivolta sembrava a corto di idee e di iniziativa, mosso più dall’inerzia che da un vero moto di ribellione. Era come se qualcosa di assolutamente “non autentico” si stesse concretizzando sotto gli occhi dei comuni mortali: paradossalmente entrambi, i due Governanti e il Popolo, sembravano azionati dalla stessa spinta perversa dell’esserci perché così vuole uno schema ispirato alle regole della comunicazione. Con lo stesso rituale del picchetto d’onore, la folla ha riempito le piazze e ha eseguito un compito, quello di “mettere in scena” la protesta. Ma anche qui, di contenuti poco si è discusso.

Nel mentre l’aereo della Signora Merkel decollava dall’aeroporto  di Atene tutto, per fortuna, rientrava nella normalità e il Signor Samaras tornava alle sue ambasce dato che nulla è cambiato in termini di impegni e di scadenze: entro il 18 ottobre bisognerà metter mano a tutti i dispositivi normativi che consentiranno di concretizzare le richieste della Troika in termini di tagli alla spesa e a nulla è valso quel tè in salotto preso con la Cancelliera.

Un tè con la Signora Merkel
Eh sì, un tè nell’atmosfera distesa del Megaro Maximo era proprio quel che ci voleva per risollevare la situazione di crisi in Grecia: da una parte l’attesa di un gesto di clemenza, dall’altra il rigore mascherato di cortesia, hanno di fatto reso questo incontro assolutamente inutile se non per una manciata di euro che la Cancelliera si è impegnata a investire in Greca in un prossimo futuro……Non sono una maestra ha detto, venuta a dare i voti, forse perché consapevole che l’atteggiamento un po’ da Signorina Rottermeier le si confà in pieno! Ma almeno le maestre qualche volta danno delle belle gratificazioni! E invece è rimasta impassibile davanti al lusinghiero atteggiamento del primo Ministro greco che sperava in ben altro esito (o forse no?).

Ebbene si, penserà il lettore, il ritrattino è proprio questo. Ma alla fine chi dei due ha ragione? Non è facile dare una risposta, a meno di cadere nelle solite demagogiche posizioni estreme pro/contro l’Euro o, peggio, pro/contro l’Unione Europea. Bisogna pensare da una parte alla difficoltà della Germania di comprendere le “piaghe bibliche” che caratterizzano il sistema politico-amministrativo greco (clientelismo, corruzione, ecc.) e al sistema di sprechi che si cerca ancora di nascondere, tutte cose che non consentono di dare fiducia; dall’altra parte invece la necessità della Grecia (come di altri Stati europei) di rivendicare un trattamento alla pari senza dare spazio ad una presunta supremazia di uno Stato europeo sull’altro.

In teoria hanno ragione entrambi. Resta il fatto che la Grecia dovrà continuare il percorso di lacrime e sangue intrapreso già da alcuni anni ma forse quel che vale la pena davvero di chiedersi è se questo immenso sacrificio che la Grecia sta affrontando (e che l’Italia affronterà!!) costituisce davvero l’ultimo sacrificio sull’altare dell’euro, oppure segna l’inizio di una nuova era?

erre



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