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Un trasloco, un letto, una nuova vita

Da Martatraverso
Un trasloco, un letto, una nuova vitaIl letto è un letto come tanti altri. Una base in ferro dipinto di nero che sorregge una serie di doghe in legno, disposte orizzontalmente in parallelo. Un materasso sottile, rivestito da una tela cerata bianca. Un lenzuolo sotto, color giallo canarino, e uno sopra, a strisce arcobaleno. Un solo cuscino, sprimacciato dalle pieghe della testa e rivestito da una federa della stessa tinta del lenzuolo di sopra.
Maia è sdraiata fra le due lenzuola, stropicciate dai continui movimenti del sonno. A meno di un metro dai suoi piedi, i vetri spalancati lasciano passare quel poco d'aria che la calura di luglio consente.
E' la sua seconda notte.
Le doghe cigolano, non ancora abituate al suo peso così leggero. A ogni cigolio il respiro si fa più lento. Maia inspira quell'aria ignota, la lascia entrare in sé perché diventi tutt'uno con l'ossigeno che le circola dentro. Poi trattiene il fiato, l'aria scorre in lei e si mescola tra le arterie del suo essere. Non la lascia uscire. Serra occhi e labbra, stringe i pugni. E' un attimo. Butta fuori tutto con la violenza del suo respiro, lascia andare tutte insieme le lacrime, i ricordi, le speranze, i piatti da lavare, la biancheria, le valigie sfatte, il cellulare che squilla, la vita.
E si riaddormenta.

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