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Un Tribunale di La Spezia cancella debito di €40 mila. Malato di gioco d’azzardo.

Creato il 16 gennaio 2013 da Poli @PoliPoker_

Il Tribunale di La Spezia hamalato da gioco d'azzardo emesso una sentenza che ha cancellato un debito di 40 mila euro contratto da un giocatore 40enne di Ameglia con alcune agenzie locali che gli permettevano di giocare a debito dietro la firma di vaglia cambiari e assegni.

Secondo il Giudice il signore di Ameglia non dovra’ pagare il debito in quando non capace di intendere e volere quando firmava gli assegni e cambiari con l’agenzia di scommesse nella quale arrivava a scommettere anche 500€ al giorno.

Il giocatore aveva dilapidato tutto il suo patrimonio familiare – la moglie e’ andata via portando via entrabi i figli – per poi cominciare ad indebitarsi con amici fino ad accettare l’offerta di giocare a debito.

E’ stato salvato dai suoi familiari che lo hanno fatto ricoverare in una struttura terapeutica specializzata che lo ha aiutato ad uscire dal circolo vizioso del gioco.

L’avvocato Alberto Antognetti che ha assistito l’uomo nella sua vicenda giudiziaria ha dichiarato che la sentenza  rasserena gli animi di una famiglia perchè rende giustizia su una condizione psicofisica indebolita del soggetto e sottoposta a tutti i condizionamenti che possano avere come oggetto il gioco d’azzardo. Il mio assistito ha vissuto una situazione allucinante ma ora ha deciso di ricostruirsi un futuro.

Il legale ha concluso affermando che si tratta di una sentenza innovativa con la quale il Giudice ha riconosciuto il gioco d’azzardo come patologia. Nonostante la prima vittoria, nella vicina citta’ di Carrara c’e’ un’altra agenzia di scommesse che vanta un debito di 8 mila euro sempre nei confronti dell’uomo. L’avvocato depositera’ le stesse perizie che gli hanno dato ragione nel caso di La Spezia.

Personalmente sono d’accordo con la sentenza emessa dal Giudice del Tribunale di La Spezia in quando l’agenzia di scommesse che ha offerto la possibilita’ di giocare a debito, facendo firmare cambiali a assegni ad un uomo che arrivava a giocare fino a 500€ al giorno, non ha agito con la diligenza del buon padre di famiglia ed e’ definibile un atteggiamento irresponsabile che cerca di fare cassa sulla condizione psicologica a dir poco instabile di un uomo.

La motivazione a sostegno della sentenza e’ che l’uomo era incapace di intendere e volere al momento della firma delle cambiali e assegni offerte dall’agenzie di scommesse.

 


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