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Una bella giornata.

Creato il 09 ottobre 2011 da Enricobo2
Una bella giornata.
Una bella giornata.Che giornate magnifiche ci regala questo autunno finalmente conclamato. Il vento che ha pulito l'aria, il sole ancora splendente, l'aria finalmente frizzante ed i colori così belli del ciclo della natura che vuole finalmente riposare. Un'occasione per godere di qualche chicca che ognuno di noi ha a due passi da casa e di cui rimanda sempre la vista, perché tanto è lì a portata di mano. Se poi tutto si accompagna ad un paesaggio così accattivante come quello del Monferrato, tutto è ancora più pieno e soddisfacente. Le auto sfilano adagio sull'ottovolante che corre tra i crinali delle colline ed i fondovalle dove sui prati ancora verdi è rimasta la prima brina ad impreziosirli. Così seminascosto dalle curve e ancora coperto dalla sagoma degli avvallamenti, il piccolissimo cimitero di Bagnasco fa da quinta alla chiesetta cimiteriale, un gioiellino del decimo secolo, assolutamente ignorato, minuscola, ma inconfondibile nella sua facciata romanica seminascosta tra le lapidi.
Una bella giornata. All'interno le tre piccole navate oscure e gelide ti conducono fino alla piccola abside a scoprire le evanescenze degli antichi affreschi, illuminati dalle lame di luce che il sole, appena uscito tra i colli, fa penetrare dalle strette monofore. Un senso di antico e di silente in questo luogo così appartato. E subito dopo, scavallando pochi crinali, tra le vigne curate ed i boschi di nocciuolo, su una piccola altura, ecco, isolata, la sagoma bassa di S. Secondo a Cortazzone. Sulle sue pareti segnali misteriosi da leggere con cura e da interpretare, che parlano di una religiosità, quella attorno all'anno mille, in fondo poco conosciuta e ricca di simboli strani, che richiamano alla natura, alla procreazione, alla commistione forte e sincretica, in quella cultura così periferica e popolaresca, da mescolare i segni della fede a quelli della vita di ogni giorno, così bene rappresentati, forse dal sentire dell'epoca, forse dalla fantasia e chi sa, dallo sberleffo dei mastri artigiani incaricati della costruzione. 
Una bella giornata.Dunque ecco nei posti più nascosti ed impensati, far capolino animali di fantasia, seni femminili o altri riferimenti ad una sessualità più specifica, non tanto a magnificare l'istinto, ma forse a sottolineare il suo posto naturale nello svolgersi della vita; e ancora  fiori e tratti geometrici di grande eleganza, impensati in questo teatro così periferico dell' arte italiana. Ogni particolare da osservare con cura, da interpretare per quanto possibile, da scoprire con attenzione come il delizioso saltimbanco senza mutande nascosto in un archetto absidale. Anche l'interno severo è una continua sorpresa nella ricchezza fantasiosa dei suoi capitelli così ricchi di figure. Un inno continuo alla irregolarità ed alla asimmetria voluta e significante. Una chiesa che piacerebbe di certo a Dan Brown e su cui si potrebbe ricamare parecchio. Ancora pochi chilometri e, isolata sulla cima di un poggio a dominare un panorama emozionante, ecco SS. Nazario e Celso. Par fatto apposta questo altro gioiello romanico col suo campanile sproporzionatamente grande e le campiture bianche e rosse, in arenaria e laterizio, così in sintonia con l'ordine dei campi arati e perfettamente pettinati a righe precise che lo circondano.  
Una bella giornata.L'eleganza delle scansioni, seminascoste tra le fitte piante che la avvolgono in un abbraccio protettivo, splendono comunque sotto le carezze della luce ormai forte e la sfilata dei piccoli paesi che dominano ogni colle che avvolgono questo belvedere privilegiato, sono davvero un piacere della vista e ti invogliano ad avvicinarne qualcuno per penetrarlo nei segreti più intimi del suoi agglomerati di case addossate. Il piccolo centro storico di Moncalvo è l'occasione dunque per una passeggiata, dopo aver potuto apprezzare la collezione dei numerosi dipinti del Caccia detto appunto il Moncalvo all'interno della Cattedrale. Ma, mentre la luce del tardo pomeriggio comincia a colorare le vigne che dipingono il paesaggio tra Vignale, Montemagno e Rosignano, ecco un'ultima chicca preparata sulle pareti esterne della Madonna delle Grazie a Casorzo, un vero e proprio archivio di graffiti, curiosi ma ufficiali che evidenziano gli avvenimenti più importanti degli ultimi tre secoli. Evidentemente era abitudine segnalare in questo modo, una epidemia del bestiame, una nevicata epocale e fuori stagione, l'assedio di Torino oppure semplicemente il fatto che il prevosto fosse scappato senza lasciare traccia nell'agosto del 1899. 
Una bella giornata.Naturalmente tutto questo piacere è anche fatica e le fatiche vanno in qualche modo ritemprate per poterle sopportare, così vi segnalerei, come assolutamente da non perdere La Locanda dell'Angelo, a Scandeluzza di Montiglio, dove in un ambiente elegante ho potuto gustare: una insalatina al manzo affumicato, sfogliatine calde al radicchio e provola, flan al profumo di bagna cauda, risotto alle ortiche con crema di champagne, tagliatelle al ragù, filetto di maiale al forno, gran brasato al cioccolato fondente (qui vi suggerirei di misurare la quantità della salsa, al fine di non farla prevalere sulla sapidità della carne) per finire con i più classici bunet e panna cotta. I 25 euro del conto vi parranno piuttosto sottovalutativi del bagordo effettuato, soprattutto se avrete come me un tantino ecceduto nella eccellente barbera d'Asti di Braida. La foto a lato riguarda la cappella di porcino ricoperta di funghetto a cui ha dovuto sottostare l'amico al mio fianco. Siamo nati per soffrire. Se poi la giornata è condita dal piacere della compagnia degli amici e dalla competenza di una accompagnatrice puntuale e rigorosa nell'illustrazione di ogni particolare, davvero potrete dire che ne valeva la pena.
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