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Una certa idea di mondo – Alessandro Baricco

Creato il 21 gennaio 2014 da Linda Ferrando

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Mi è sempre piaciuta l’idea di uno scrittore che si mostrasse agli altri come lettore sincero. Mi piacciono anche quei bloggers che non “hanno paura” di parlare dei difetti dei libri letti oltre che dei loro pregi; ricordo che ad una conferenza sentii parlare una famosa blogger che ammise di riuscire a parlare solo dei libri che aveva apprezzato. Riuscire a parlarne senza annoiare è un po’ quello che tutti i bloggers si propongono di fare in questo proliferare di spazi web con discussioni e recensioni (io ancora non riesco ad annoverarmi tra questi sinceramente).

Il bello di un blog è proprio il fatto che i post sono centellinati in una lasso di tempo più o meno lungo e quindi puoi leggerti una recensione ogni due o tre giorni, ogni settimana o ogni mese. Ho sempre pensato quindi che una raccolta di recensioni su libri letti potesse risultare noiosa e alla lunga stancante. Per Baricco non è così: sarà che spazia in generi così diversi, sarà che vieni invogliato dal sapere quale libro sarà il successivo e se lo hai già letto oppure no, in ogni caso la lettura è piacevole. Baricco in poche pagine riesce a fare esempi calzanti e metafore azzeccate, paragoni con ogni sorta di libro pubblicato e, soprattutto, non si ferma agli aspetti positivi del libro in questione ma ne indica anche i difetti con ironia e senza remore. Credo che ogni bloggers dovrebbe leggerlo per avere un’idea di come parlare senza annoiare delle letture fatte.

Da leggere se volete avere qualche consiglio di lettura un po’ diverso (io personalmente su 50 libri ne ho letti solo 6!) o per deprimervi nel caso in cui anche voi aveste un blog di lettura. In ogni caso, sappiatelo: Baricco riesce ad invogliarvi a leggere qualsiasi cosa, io, notoriamente non credente, stavo quasi per convincermi a leggere un libro su Padre Pio (il potere dello scrivere bene!).

Voto: ★★★✰✰ e mezza!

♫♪ Big gun – AC/DC

Mi ricordo che, arrivato all’ultima, chiusi il libro e me ne rimasi un po’ a rigirarmelo nelle mani, senza muovermi, rimanendo lì: nella privata e solitaria liturgia del leggere, quello è l’equivalente della standing ovation nei teatri.

sulcomodino



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