I forconi hanno aperto una breccia nella quale i centri sociali ed i govani di Casa Pound si sono ritrovati per protestare non per picchiarsi, segnale evidente che le sofferenze sociali avvertono come inutile e superate le mediazioni della rappresentanza politica. Quella che solitamente chiamavano democrazia appare sempre più come un regime allo sbando che vive alla giornata nel quale nessuno sa con precisione che cosa vuole perché quando non è un furfante è un incapace. Eppure sono sempre gli stessi a pretendere di riuscire a riformare l’Italia dopo mezzo secolo di abusi, soprusi e malversazioni. Ad ogni livello è invece urgente il rinnovamento sincero della classe dirigente nello Stato ma non basta, nell’impresa, nella finanza, nelle strutture tecniche di controllo diversamente la protesta rischia di diventare soverchiante. Invece asserragliati nel palazzo molti ancora s’illudono di resistere come gli Alfano che solo a guardarlo viene il sospetto che sia sempre il sodale di Berlusconi; Lupi che non si capisce se sia al servizio del paese o di Comunione e Liberazione; Formigoni che non si capisce perché non si ritiri in un convento ai Caraibi; Quagliariello, la mummia; lo stesso Berlusconi che cosa aspetta a ritirarsi a vita privata? E la Santanché perché non apre un salone di bellezza? Brunetta che cosa aspetta a prendere i voti di silenzio ed umiltà? Non salva nemmono Renzi, Roberto Gervaso: quando capiranno gli italiani che non è un rottamatore, ma un vecchio, giovane democristiano che recita la sua parte? Per completare il quadro alla Bindi ed alla Finocchiaro suggerisce di aprire una trattoria in società…
Magazine Società
Una democrazia allo sbando che vive alla giornata
Creato il 15 dicembre 2013 da Blogaccio @blogaccioBlogI suoi ultimi articoli
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