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Una galassia nana catturata da una galassia a spirale

Creato il 24 agosto 2013 da Sabrinamasiero

A collision between galaxies about 60 million light years from Earth.Lo scontro tra una galassia nana e una galassia a spirale è stato osservato dal Chandra X-ray Observatory e dal Very Large Telescope (ESO). Crediti: X-ray: NASA/CXC/Huntingdon Institute for X-ray Astronomy/G. Garmire; Optical: ESO/VLT.

Osservazioni con il Chandra X-ray Observatory della NASA hanno rivelato una massiccia nube di gas di molti miliardi di gradi in una galassia a circa 60 milioni di anni luce di distanza dalla Terra. La nube di gas caldo è probabilmente causata da una collisione tra una galassia nana e una galassia molto più grande, denominata NGC 1232. Se confermata, tale scoperta potrebbe segnare la prima collisione rilevata in soli raggi X e potrebbe avere implicazioni nella conoscenza di come le galassie evolvono attraverso simili collisioni.

Un’immagine combinata in raggi X e nell’ottico mostra questa collisione. L’impatto tra la galassia nana e la galassia a spirale ha dato vita ad un’onda d’urto simile ad un boom sonico sulla Terra, che ha prodotto gas caldo con una temperatura di circa sei milioni di gradi. I dati di Chandra X-ray Observatory, in viola, mostrano il gas caldo, che ha un aspetto simile a quello di una cometa (la coda si estende nella parte sinistra dell’immagine, verso l’alto), prodotto dal moto della galassia nana. I dati ottici provengono dal Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (ESO) e rivelano la galassia a spirale in blu e bianco. Le sorgenti puntiformi in X sono state rimosse da questa immagine per sottolineare l’emissione diffusa.

Vicino alla testa dell’emissione in X, che ha le sembianze di una cometa, vi è una regione con parecchie stelle brillanti osservabili nell’ottico e con emissione maggiore in raggi X. La formazione stellare potrebbe aver innescato l’onda d’urto, producendo le stelle massicce e luminose. In tal caso, l’emissione X sarebbe stata generata dai venti delle stelle massicce e dalle esplosioni di supernova man mano che le stelle si sono evolute e hanno concluso la loro evoluzione.

La massa dell’intera nube di gas è incerta dato che non è possibile determinarla dall’immagine in due dimensioni se il gas caldo è concentrato in una piccola regione (simile ad un pancake) oppure distribuito in una più ampia e sferica. Se il gas ha una forma tipo pancake allora la massa sarebbe equivalente a 40 mila masse solari; se il gas fosse diffuso in modo uniforme, la massa potrebbe essere molto più grande, circa 3 milioni di volte la massa del Sole. Questo intervallo di grandezze è coerente con i valori per le masse delle galassie nane nel Gruppo Locale, che rappresenta insieme di galassie legate gravitazionalmente fra loro cui fa parte anche la nostra Via Lattea.

Il gas caldo potrebbe continuare ad aumentare nei raggi X da decine fino a centinaia di milioni di anni, a seconda della geometria della collisione. La collisione stessa potrebbe durare per circa 50 milioni di anni. Di conseguenza, la ricerca di larghe regioni di gas caldo nelle galassie potrebbe essere un modo per fare una stima della frequenza delle collisioni di galassie nane e per capire quanto importanti questi eventi potrebbero essere per lo sviluppo della galassia.

Una spiegazione alternativa dell’emissione in raggi X è che la nube di gas caldo potrebbe essere stata prodotta dalle supernove e da venti caldi legati ad un gran numero di stelle massicce, tutte situate da una stessa parte della galassia. La mancanza di evidenza di caratteristiche radio, infrarosse e ottiche (che si dovrebbero osservare) va contro questa ipotesi.

Lo studio di Gordon Gamine dell’Huntington Institute for X-ray Astronomy di Huntingdon, PA, che describe quest risultati è stato pubblicato lo scorso 10 giugno sulla rivista The Astrophysical Journal.

Fonte NASA Chandra X-ray Observatory: Dwarf Galaxy Caught Ramming Into a Large Spiral Galaxy- http://www.nasa.gov/mission_pages/chandra/multimedia/dwarf-spiral-collision.html#.UhNTN1O-LUJ
e Chandra X-ray Observatory: http://chandra.harvard.edu/photo/2013/ngc1232/

Sabrina


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