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Una giornata al Vinitaly assaggiando i vini della Puglia

Da Martux75
Una giornata al Vinitaly assaggiando i vini della PugliaEccomi qui a cercare di raccogliere le idee dopo i "fumi enoici" di un'intensa giornata spesa al Vinitaly, celebre fiera del Vino di scena a Verona ogni anno in questo periodo.
Non riesco a dare una reale valutazione di insieme, in quanto ho partecipato (insieme a due amici) ad una sola giornata applicando lo schema usato ogni anno, che prevede la visita ad una regione (massimo due) o in alternativa l'assaggio di vini basati su 2/3 vitigni, approccio che credo sia utile per degustare in modo razionale e per evitare di assaggiare troppi campioni con caratteristiche diverse che confondono le idee lasciando ricordi più sfumati.
I produttori con cui abbiamo scambiato pareri erano in generale soddisfatti, anche perchè forse lo spostamento dei giorni (niente sabato quest'anno) ha "filtrato" maggiormente gli accessi, lasciando più spazio alle persone realmente interessate all'evento.

Come tutte le fiere la presenza delle hostess è stata piuttosto "importante" con impatti positivi e negativi allo stesso tempo. Se da una parte un comune mortale ha la possibilità di rifarsi gli occhi, scambiare due battute, raccogliere numeri di telefono con la scusa del blog (magari!), dall'altra a volte capita di doversi raffrontare direttamente con loro per commentare o richiedere più informazioni sui vini che si assaggiano man mano...e spesso sguardi perplessi e sorrisi imbarazzati sono la risposta standard ai nostri incauti quesiti.
Tornando al Vino, la scelta prima menzionata è caduta sulla regione Puglia, Padiglione 10 per la maggior parte dei produttori con qualche azienda collocata nel padiglione 7.La visita al primo, durata diverse ore, dopo un inquietante inizio condito dalla presenza di Nicki Vendola con fotografi e guardiaspalle a corredo, si è svolta in grande tranquillità e calma. Non troppa gente, degustazioni fatte bene, quasi sempre grande cordialità e professionalità da parte dei produttori, e vini assaggiati spesso molto interessanti.
Sicuramente molto più confusione al padiglione 10, abbastanza eterogeneo dal punto di vista geografico, con la presenza di diverse grandi cantine, elemento che probabilmente ha catalizzato maggiormente l'attenzione del pubblico.
Condivido ora una rapida carrellata delle mie impressioni sui vini assaggiati, evidenziando in particolare quelli che mi hanno colpito di più.
Inizio discreto da
Cantele, un grande Primitivo (ES) da Gianfranco Fino, alcuni vini bio di buon livello di Polvanera, degustazione discreta ma senza troppa passione da Torrevento (Vigna Pedale,Kebir), il sempre importante Selvarossa della Cantina due Palme, in particolare la versione 2003, profondo e complesso. Oggi tra l'altro, abbiamo assaggiatoin anteprima un rosè molto interessante da uve Primitivo che uscirà a breve sul mercato.La cantina a sorpresa è stata Duca Carlo Guarini, che non conoscevo. Ottima per taralli, olio e conserve, anche sui vini ha mostrato alcuni spunti di notevole qualità. Oltre dei Negroamaro di pronta beva ma franchi e puliti, abbiamo assaggiato un eccellente vino da dessert: il Rarum fatto con uve Negroamaro e Malvasia nera.Ottimi i vini di Tormaresca, il già recensito Masseria Maime, ma anche il Primitivo Torcicoda (che tannino!) e il Bocca di Lupo (Aglianico), entrambi da riassaggiare. Eccellente il Kaloro, vino dal nome arabo ispirato ai moscati siciliani, dotato di gran bouquet e personalità.Straordinaria cordialità e degustazione da Rasciatano. Molto interessanti i suoi vini, prodotti principalmente con uve autoctone Nero di Troia. In particolare 2008 e 2010 mi sono rimaste impresse. Strepitoso il loro olio e i taralli che avevano per accompagnare la degustazione.Niente di entusiasmante da Conti Zecca, dove il loro vino di punta (Nero) è ancora un pò indietro, mentre ho apprezzato il Salice Salentino Aiace e il Negroamaro in purezza Artas di Castello Monaci.Per finire un ottimo Primitivo di Manduria (Gioia del Colle) del piccolo produttore Chiaromonte, diversi vini interessanti da De Castris (il solito Five Roses, il sauvignon Case Alte, il moscato Pierale ecc), il Vigna Flaminio e il sempre notevole Graticciaia (anche se forse inferiore a qualche anno fa) di Agricole Vallone.
Esperienza come sempre interessante da tutti i punti di vista, da quello didattico, a quello più sociale e goliardico. Quest'anno è stato divertente anche "vantare" la presenza di un Wine Blogger all'interno del terzetto..in effetti a qualcosa è servito:)
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