Magazine Lavoro

Una lettera a Bonanni (con replica)...

Da Brunougolini
Uno sciopero quello indetto dalla Cgil che questa volta sarà difficile etichettare come “politico”. Ha un obiettivo scarno, non affastella tutte le richieste possibile: il fisco, spesso madre di tutti i mali. E’ frutto d’una elaborazione unitaria con Cisl e Uil. Eppure la Cisl con Bonanni risponde picche. Un sindacato separato e lontano dalla Cgil?
Malgrado questa immagine di compattezza qualche voce critica avanza. Certo più da ex dirigenti che dagli attuali. Una lettera molto polemica rivolta a Raffaele Bonanni è per esempio comparsa, proprio sui temi fiscali, sul sito www.sindacalmente.org. E’ firmata da ex dirigenti anche nazionali come Adriano Serafino e Alberto Tridente della Fim Cisl. Ma anche da studiosi e autori di libri come Mario Dellacqua. E altri come Bresciani, Buzzigoli, Cartella, Caldarola, Cometto, Daghino, Fiammotto, Ferigo, Giacometto, Mainardi, Michelizza, Migone, Montanari,Pessana, Serlenga.
Spiegano innanzitutto che l’ultimo Congresso Cisl aveva sostenuto posizioni diverse dalle attuali. Ad esempio “una forte riduzione del prelievo sui redditi da lavoro e da pensione… un nuovo mix tributario tra imposte dirette (da capitale, rendite finanziarie, patrimonio e proprietà) e indirette (consumi)..”. Il sindacato dei pensionati aveva proposto di battersi per un nuovo paniere Istat, con una cinquantina di voci, focalizzate sulle “3A” (Alimentazione, Abitazione e Assistenza). Nonché “la sacrosanta richiesta della restituzione del fiscal drag almeno per i redditi medi e bassi”.
Ora invece Raffaele Bonanni “bacchetta come velleitario Guglielmo Epifani perché sostiene ancora la richiesta di una restituzione seppure graduale del fiscal drag”. E’ lo stesso Bonanni che chiede di cambiare “l’impostazione generale del fisco italiano trasferendo più tasse sui consumi (IVA) e riducendo l’aliquota Irpef fino a 200.000 euro”. Secondo gli scriventi in tal modo si da sostanzialmente un assenso “alle due aliquote di Tremonti-Berlusconi suggerendone una terza oltre i 200.000 euro, quando verrà il tempo”. Altra polemica riguarda il fatto che sia giusto che chi più consuma debba pagare attraverso l’IVA. Spiegano: “Trasferire le tasse dal reddito, dal patrimonio ai consumi ha sempre prodotto l’effetto di colpire i consumi popolari, i ceti popolari…”.
Non appare nemmeno giusto ripetere, come fa il segretario della Cisl, “che la direzione di marcia del governo è giusta ma deve fare di più”. I firmatari ricordano che “Il Governo ha abolito la tassa di successione e l’ICI anche per i grandi patrimoni. Agli Enti Locali sono stati tagliati i trasferimenti di risorse. Così operando “Bonanni è lungimirante agli occhi di Tremonti ma si allontana dalle richieste impellenti dei lavoratori..”. La lettera conclude accennando ad “allineamenti o bisbigli critici” nelle tante strutture della Cisl. E si richiama la vicenda di Antonio Udda, già segretario generale del potente sindacato dei pensionati e che si è dimesso dall’incarico. Commentano gli autori della lettera: è stata messa “la mordacchia alla vivace categoria dei pensionati”. Le conclusioni sono riassunte in un interrogativo: “Basterà questo per imporre il nuovo corso? Chissà”.
Ed ecco la "precisazione" fatta pervenire all'Unità dall'ufficio stampa della Cisl:
Caro Direttore,
Fa bene Bruno Ugolini a tenersi informato sugli “umori” in casa Cisl in merito allo sciopero, ancora una volta solitario, proclamato dalla Cgil sul fisco (vedi L’Unità del 26 gennaio). Tuttavia fa sorridere che un giornale autorevole come L'Unità continui a citare come fonte di "malumori " interni o “voce dissonante” il blog di alcuni (pochi) ex sindacalisti della Cisl che interpretano le vicende sindacali con parametri politici (in verità lo facevano anche da sindacalisti) che nulla hanno a che vedere con la dialettica libera e democratica degli organismi della Cisl. In realtà, si tratta dell' ennesima caricatura faziosa e strumentale della posizione della Cisl che, ci dispiace per l'esperto Ugolini, non fa più notizia.
Dunque, nessun "bisbiglio" messo a tacere, nessun “allineamento” delle strutture e,tantomeno, nessuna “mordacchia” alla categoria dei pensionati. Forse questi ex sindacalisti della Cisl dovrebbero avere più rispetto nei confronti delle scelte autonome e libere della organizzazione nella quale hanno militato per tanti anni. Tra l'altro, è una prassi consolidata che gli ex dirigenti (anche quelli più autorevoli) si astengano, per un fatto di stile, dall' esprimere giudizi politici sulla linea sindacale o sulle vicende organizzative interne del sindacato.
Quanto alla questione fiscale, grazie all’insistenza della Cisl l’esigenza della riforma è diventata la questione centrale nel dibattito nazionale. Siamo stati noi a lanciare questo tema nel corso dell’ultimo congresso nazionale della Cisl. Ma ora bisogna stare attenti a non farla diventare solo un terreno di scontro politico durante la campagna elettorale. La riforma fiscale non è un contratto. E’ la riforma istituzionale più importante perché il fisco è lo strumento per regolare il rapporto tra stato e cittadini e tra cittadini e politica. Ecco perchè bisogna ricercare le giuste alleanze nella politica e nella società civile, attraverso una “consulta” tra sindacati, imprese e istituzioni per spingere tutti insieme il Governo ed il Parlamento ad abbassare le aliquote, spostando la tassazione dai redditi ai consumi, al netto di stipendi e pensioni, e con un forte sostegno alle famiglie a medio e basso reddito.
Noi riteniamo che sia pericoloso confondere l’azione del sindacato con quella dei partiti. Questo è modo un pò velleitario di fare sindacato. Non sono le lotte in sè che garantiscono i risultati. Occorre realismo, senso di responsabilità e grande capacità di costruire un ampio consenso nella società. Per questo la Cisl continuerà nella sua azione di forte pressione per una vera riforma fiscale, sia a livello nazionale, sia a livello locale, costruendo le necessarie alleanze e scoraggiare tutte le azioni che possono ritardare questo processo. Uno sciopero in campagna elettorale può solo estremizzare le posizioni, dividere più che unire e dare fiato a chi nel governo e tra le forze politiche vuole lasciare le cose come stanno.
Con viva cordialità
Salvo Guglielmino
Capo Ufficio Stampa Cisl
Fa bene Salvo a difendere l'operato del suo segretario. E concordo sul fatto che altri organi di stampa tacciono vigorosamente sui (certo pochissimi) dissensi nella Cisl. Ma perché non rispondere nel merito alle questioni sollevate da un gruppo di persone che hanno fatto, tra altri, la storia della stessa Cisl? E' vero o no, ad esempio, che in materia fiscale l'ultimo congresso aveva esposto tesi diverse (vedi ad esempio i pensionati sulla restituzione del fiscal drag)? b.u.

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