Perché con la cultura si mangia. Eccome.CAMERA dei DEPUTATIXVII LEGISLATURAPROPOSTA DI LEGGEdi iniziativa dei deputati MARTELLA, BARETTA, MOGNATO, MORETTO, MURER, ZOGGIA
Sostegno e valorizzazione del sistema delle piccole librerie
Onorevoli Colleghi – Il tema della chiusura delle librerie, oggi di attualità un po’ ovunque, è ancora più grave nelle città con un centro storico meta di turisti e visitatori. Nella città storica, infatti, il problema si estende a tutti i negozi "di vicinato" - quelli che, per intendersi, rivolgono la loro offerta ai residenti più che ai turisti - e viene percepito come ulteriore aggravio a una condizione di progressivo depauperamento del tessuto sociale. Ecco allora che le iniziative congiunte degli scrittori, dei librai, delle amministrazioni comunali possono creare i presupposti per un virtuoso passaggio dalla fase della protesta a quella della proposta.
Comune a tutte le attività "di vicinato" nei centri storici è il problema dei costi (affitti, personale, contributi, imposte) incomprimibili se non crescenti. La crisi dei consumi colpisce maggiormente il settore-cultura, già per sua natura asfittico in Italia. Le librerie indipendenti, poi, subiscono la concorrenza degli ipermercati, delle catene, dell’e-commerce.Tra gli interventi possibili, un primo passo verso la tutela del settore librario è stato fatto con la "Legge Levi" (n° 128 del 27.07.2011) che ha disciplinato gli sconti sui libri. Fissando un livello massimo al 15% si è messo un freno alla concorrenza sui prezzi, a vantaggio delle librerie indipendenti.Occorre ora ampliare il raggio d’azione della legge Levi con una legge quadro, sul modello di quelle di altri Paesi, volta a tutelare la lettura e le librerie.Il libro non è solo un bene di mercato: come strumento di formazione, come risorsa individuale e collettiva, come forma di circolazione delle conoscenze, anche come svago e divertimento, il libro è un bene comune e come tale va tutelato e sostenuto.L’impatto sociale e culturale della produzione libraria non è lo stesso di qualunque altro settore. Ed è la ragione per cui il settore del libro in altri paesi è sottoposto a regimi fiscali specifici, quando non è espressamente sostenuto con contributi tanto diretti quanto indiretti.La proposta di legge intende convogliare le energie migliori che si stanno spendendo nella costruzione di una proposta, articolata e convincente, da offrire a un Parlamento nuovo nella composizione e - almeno a proclami - negli intenti.A tal fine l’articolo 1 della proposta di legge, che ne enuncia le finalità, propone di incentivare lo sviluppo delle piccole librerie e delle librerie di qualità quale componente del patrimonio culturale italiano e strumento della diffusione delle conoscenze.L’articolo 2 individua nelle piccole librerie e nelle librerie di qualità l’oggetto dell’intervento per una politica di sostegno a favore dei piccoli imprenditori e di coloro che hanno a cuore la tutela del patrimonio librario e che sviluppano iniziative di promozione culturale sul territorio in cooperazione con enti, scuole, e associazioni culturali.L’articolo 3 reca quindi agevolazioni fiscali al proprietario dell’immobile per contratti d’affitto stipulati a favore delle piccole librerie e delle librerie di qualità così come al titolare dell’attività d’impresa che prende l’immobile in locazione.L’articolo 4, al fine di promuovere l’occupazione nel settore delle piccole librerie riconosce alle piccole librerie e alle librerie di qualità uno sgravio contributivo pari al 100 cento della contribuzione dovuta per i periodi contributivi maturati nei primi 5 anni di contratto.Vengono poi concessi, ai sensi dell’articolo 5, alcune agevolazioni fiscali, per un importo non superiore a 1.000 euro, sostenute per l’acquisto di libri e per la sottoscrizione di abbonamenti a riviste professionali.I successivi articoli regolano le modalità di erogazione delle agevolazioni e la relativa copertura finanziaria
