Questa mattina una lente degli occhiali mi cade sul banco dove sto per cominciare a tagliare dei pomodori.
.Cerco di riavvitare ,con il cacciavitino di Ciop , la vitina che riesco a prendere sul piano di acciaio ancora abbastanza pulito. La vitina, bastarda, si rompe.
No vitina no vedere.
O perlomeno perdere un bel po' di particolari. Lavoro tra il benino e il maluccio . Poi vado a L e aspetto le quattro che aprano i negozi. L'ottico sembra sia uscito dal Cern di Ginevra. Mi dice che il problema c'è. Si, proprio così. Dovrà trapanare , far uscire il pezzettino rotto, mettere una nuova vite. Una nuova vite. Una NUOVA VITE. Detto così sembra complicatissimo. Commosso, aspetto mezz'ora girellando in passeggiata. Un umido pazzesco. Mi stendo un po' su una panchina all'ombra di una palmizio, bellissimo barbone stanco. Non c'è quasi nessuno. Aria di fine vacanze. Silenzio. Passa una ragazzina con gli zoccoli di legno e una borsa bianca con l'icona di Marilin Monroe. Il suo ciabattare è l'unico rumore che percepisco.
Arrivo alla casetta dei pescatori, quasi un minuscolo museo del mare . Un grande screen mostra i dati metereologici e ogni tanto qualcuno tocca lo schermo, quasi potesse interagire con i dati . Qualcuno riprova una seconda volta. Una signora di mezza età che sembra la Tata di casa Vianello picchia più volte l'indice e poi se ne va un po' delusa. Passa finalmente la mezz'ora. Torno dall'ottico, ritiro gli occhiali , mi compro un gelato fior di latte e stracciatella. Pomeriggi strani quelli senza pennichella.
