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- Scritto da Davide Dubinelli
- Categoria principale: Le nostre recensioni
- Pubblicato: 28 Settembre 2014
Tutto si sussegue esattamente come ci sia aspetta in questo dramma familiare in un interno tedesco, il cui limite più grande è la totale assenza di personalità. L’apprezzabile tentativo di mettere in scena un film in costume rimane un’operazione superficiale e priva di mordente, dal momento che il contesto storico è solo abbozzato con qualche minimo accenno all’imminente Prima Guerra Mondiale e la ricostruzione d’epoca (in termini di fotografia, scene e arredi) non riesce a trasmettere con il doveroso puntiglio l’aria del periodo. Assolutamente piatta la sceneggiatura di Jérôme Tonnerre e dello stesso Leconte,che propone dinamiche grossolane adatte più ad una fiction tv che al grande schermo.
Il dissidio interiore del protagonista, combattuto tra amore e riconoscenza, sul filo di una moralità messa a dura prova dai sentimenti più autentici, è un aspetto della vicenda che avrebbe meritato un maggiore approfondimento. Alle prove imbarazzanti dei due giovani protagonisti Richard Madden e Rebecca, si contrappone la presenza magnetica del grande Alan Rickman, il cui fascino tutto british non è stato minimamente intaccato dallo scorrere del tempo.
Voto : 1,5/4
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