
Ché nel momento in cui il racconto volgeva verso la conclusione, il palo flamenco messo in scena altri non era che la Farruca. Di origine incerta, alcuni sostengono che derivi proprio dalla Galizia. Altri, che debba in ogni caso il nome al termine "farruco", con cui gli andalusi designavano gli abitanti del nord-ovest spagnolo che avevano abbandonato la propria terra per emigrare all'estero.Ché, quando le letture parlavano di arrivo a Santiago, é stata servita la torta che tradizionalmente veniva e viene offerta ai pellegrini al completamento del cammino. Non solo, ma il dolce è particolarmente tipico e diffuso proprio in questo periodo, tra l'ultima settimana di Luglio e la prima di Agosto, in occasione dei festeggiamenti per il Santo Patrono (25 Luglio). Il punto é che questa mattina mi sono svegliata con i ricordi ancora nitidi della seratapiú italo-spagnola che sia mai stata organizzata alla Galleria La Fortezza di Gradisca d'Isonzo. Ho rivissuto l'ebbrezza di overdose di complimenti. “Che buona la torta”, “Che brave siete state”, “Che serata raffinata”. E – sí, lo ammetto – mi sono sentita orgogliosa.
Così, anche se forse esula un po' dallo stile di questo blog, ho avuto voglia di scrivere un post con il preciso ed unico intento di dire grazie. A chi ha ballato. A chi ha aderito. A chi c'era di persona e chi solo con il pensiero. Grazie perché eventi come questi, in cui la Spagna si unisce all'arte e la declina a 360 gradi, ecco…eventi come questi, a me, scaldano il cuore. 