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Underground Life - La new wave sotterranea italiana

Creato il 04 dicembre 2011 da Lesto82

di NICOLAS ICARDI

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I monzesi Underground Life hanno rappresentato, insieme ai Litfiba e i Diaframma, i nomi di punta della scena New-Wave italiana dei primi anni '80. Si formano nel 1977 e, fin da subito, il loro suono appare avvolto da raffinata e romantica decadenza. Il gruppo è capitanato dal cantante ed autore Giancarlo Onorato allora già musicista, pittore e scrittore, il fondatore del gruppo Lorenzo La Torre alla batteria, Egidio Pastore alla chitarra, Roberto Tagliaferri alle tastiere, Giampaolo Civita al basso. Dopo un primo singolo, "Noncurance"(1979), e la cassetta autoprodotta "Fiori del Male"(1980), l'esordio ufficiale avviene nel 1981 con l'Ep "Cross", seguito due anni più tardi dall'album "The Fox"(1983), in cui si avverte forte l'influenza di certa New-Wave inglese ai confini con l'elettronica (vedi Ultravox, OMD e The Human League). Entrati nell'orbita dell'etichetta fiorentina IRA, gestita dal manager dei Litfiba, Alberto Pirelli, gli Underground Life si convertono definitivamente all'italiano, come testimoniano i due brani contenuti nella compilation "Catalogue Issue"(1984). Un contratto però destinato a terminare presto, in concomitanza con l'uscita del singolo "Fuoco nella Città di Ghiaccio"(1985). Con un organico ridotto al minimo, oltre a Giancarlo Onorato alla voce e chitarra, ci sono il fratello Enzo al basso e Lorenzo La Torre alla batteria, il gruppo pubblica nel 1987 "Filosofia dell'Aria". L'album, prodotto da Alberto Radius, è ispirato all'omonimo romanzo del leader Giancarlo Onorato, entra di diritto a far parte delle pietre miliari della new wave italiana. Cantato in italiano, l'album è vicino al decadentismo romantico, accanto a chitarre elettriche e synth, pianoforte, archi e fiati creano insieme ritmi incalzanti, atmosfere rarefatte e avvolgenti. L’incisione del disco successivo “Gloria Mundis”(1988), segna ancora un passaggio d’etichetta e la creazione di un nuovo periodo, contraddistinto dal vivo dall’allargamento dell’organico con l’aggiunta di corista, percussionista, sassofonista e l’inserimento di una coreografia, realizzata canzone per canzone dalla danzatrice/attrice Susanna Gozzetti. Preceduto dal singolo "Adolescente X" e con la produzione e l’apporto del chitarrista Radius, l'album "Questo Soave Sabba"(1992), rappresenta l'ultimo e più ambizioso lavoro della formazione. Il vero lavoro di rilievo, più completo ed apprezzato dalla critica di allora fu proprio questo, frutto di tre anni di lavoro creativo. Un sound “corposo”, carico di energia e ritmo, crea lo sfondo a testi introspettivi e sensuali. La melodia è , per il tempo, all’avanguardia e l’attenzione è rivolta al “culto” così come al consumo e consumismo tipico della decade dei ‘90. I testi sono curati ed in certi momenti quasi poetici. Dopo l'uscita dell'album termina l'avventura degli Underground Life, Giancarlo Onorato prosegue la sua esperienza artistica alternando pittura, scrittura e musica, con tre ottimi album all'insegna di un cantautorato moderno e scuro e gestendo insieme al fratello Enzo la casa discografica indipendente Lilium.
Dalla loro discografia vi propongo 3 tracce:
"GLASARARCHITEKTUR" dalla compilation "Catalogue Issue"(1984), bel pezzo elettro-decadente con il basso che sostiene perfettamente l'andatura della batteria, la tastiera disegna splendide architetture e la chitarra dipinge i particolari.

"UCCIDIAMO IL LAVORO DI MASSA" da "Filosofia dell'Aria"(1987), è un autentico inno che rapisce col suo ritmo incastrato tra fiati e scintillii di chitarra su cui poggia un testo "impegnato".

"LADY VON S. MASOCH" da "Filosofia dell'Aria"(1987), un incalzante giro di chitarra, un basso che risuona cupo, la voce canta con passionalità un'ode ad una donna romantica e perversa, poi la chitarra sfuma in incisive rasoiate per poi lasciare spazio a un sognante riff, infine un robusto assolo di chitarra chiude questo memorabile brano.

A DOMENICA PROSSIMA...


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