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Università, lavoro e viaggi: conciliare si può!

Creato il 17 giugno 2015 da Marika L

La domanda che mi fate più spesso è proprio questa: come fai a conciliare impegni e viaggi?
Mi sono decisa solo ora a scrivere questo post perché quello che è appena iniziato sarà un periodo molto pieno per me: lavoro, due esamoni belli tosti, blog, impegni vari.
E poi, beh.. Poi si parte.

Premetto che purtroppo non esiste una soluzione generale e adattabile alle esigenze di tutti, perché ognuno di noi ha i propri doveri e il proprio stile di vita.
Potete sicuramente fare vostri i miei consigli per viaggiare low cost, ma se c'è una cosa che non dipende da quanto sia spesso il nostro portafogli è proprio il tempo.

Per rispondere alla vostra domanda mi basta usare una parola semplice semplice ma che racchiude tutto il senso del discorso: pianificazione.

I fattori che entrano in gioco sono molteplici: famiglia, lavoro, università.
Per quanto riguarda il primo non posso esservi d'aiuto e lo stesso vale per il lavoro, dal momento che io e Diego abbiamo la fortuna di poter organizzare i nostri impegni lavorativi con la giusta -e molto anticipata- pianificazione. Per quanto riguarda la sfera del web e del blog (decisamente più impegnativa di come si potrebbe pensare), la fortuna in questo caso sta proprio nell'aver bisogno solo di un pc e di una connessione per lavorare. E per gli eventi o impegni come blogger, beh, anche in questo caso dipende dall'organizzazione e dal riuscire a far combaciare i vari aspetti della mia vita.

Ma non è stato sempre così perché fino a poco tempo fa anche noi ci siamo adattati ad orari e impegni più restrittivi e questo non ci ha impedito di fare ciò che ci rende davvero felici: viaggiare.
Ci è bastato un giorno al mese di ferie per visitare quasi tutte le più importanti città europee in maniera estremamente low cost.
Partivamo la domenica notte dopo aver lavorato e facevamo quasi duecentocinquanta chilometri per raggiungere l'aeroporto di Roma, poi prendevamo il primo volo del lunedì che solitamente parte intorno alle 6 e tornavamo il mercoledì in mattinata per lavorare dal pomeriggio in poi. Avevamo anche il nostro bar dei viaggi di fiducia e quando la proprietaria ci vedeva entrare alle tre di notte faceva un sorrisone e poi partiva la domanda: "Dove si va questa volta?".

Ho dormito in autogrill, nelle piazzole di sosta, sulle sedie scomode dell'aeroporto per recuperare quel minimo di forze necessarie a non farmi crollare una volta arrivata a destinazione.
Se lo rifarei? Potete giurarci!
Questo per dirvi che anche se non avete molto tempo a disposizione, vale sempre la pena concedersi una piccola pausa per assaporare quel brivido che solo un luogo nuovo sa dare. Non dimenticate mai che il viaggio è una terapia e un modo grandioso per uscire da quella cosa brutta e avvilente che si chiama routine.

Anche per quanto riguarda l o studio e l'università non può esserci una teoria universale e non sarò certo io a darvi la risposta perfetta, semplicemente perché non esiste.
Mi limiterò a parlarvi di come mi gestisco io e non è detto che vada bene anche per voi, che magari avete tempi o metodi di studio totalmente differenti dai miei.

Io non sono mai stata una studentessa modello, non ho mai preteso il massimo o rincorso i trenta e lode ma ho sempre scelto di mettere le mie passioni davanti a tutto e ammetto di essere stata fortunata, perché questo concetto -diventato ormai il motore della mia vita- mi è stato insegnato da mamma e papà, ormai abituati a vedermi sottolineare quasi contemporaneamente Lonely Planet e Manuali di Psicologia.
I miei nonni dicono che papà all'università era uguale a me e prendeva gli stessi voti altissimi di mia mamma, che invece era letteralmente una secchiona.
(Scusa mamma, ma lo sai anche tu che è la verità :D)
Io, nel mio piccolo, mi sono laureata nei tempi prestabiliti, ho accumulato voti alti e altrettanti diciotto (e ho fatto l'esame di statistica quattro volte, passato solo grazie all'aiuto delle mie migliori amiche), continuo a studiare per la specialistica e, come sempre, a preparare gli esami all'ultimo minuto perché fino a quando non avverto l'ansia non sono in grado di impegnarmi.

Non mi sono mai chiusa in casa e non ho mai studiato otto ore al giorno, semplicemente perché conoscendomi so che non sarebbe servito a nulla e se non avessi ascoltato le mie necessità sono sicura che non avrei raggiunto gli stessi traguardi. Nel caso di viaggi che precedono le sessioni universitarie di poco metto nella borsa anche il materiale per gli esami, ormai sono abituata a studiare ovunque e a qualsiasi ora: in aereo, in autobus, in traghetto, in treno, su un'amaca, in Europa, in Asia, in Africa e così via.

Non mi disturbano i rumori e lo studio è parte integrante del puzzle della mia vita: ho trovato il modo di incastrarlo perfettamente con i viaggi e nessuno dei due impedisce il realizzarsi dell'altro, stessa cosa vale ovviamente anche per lo studio di Diego.
Ho capito che riesco a ottenere maggiori risultati studiando tra le urla degli animali nella giungla che tra le quattro mura di casa. Studiare senza rinunciare a viaggiare mi fa sentire libera e mi permette di amare non solo ciò che mi circonda, ma anche ciò che leggo. E sono anche arrivata alla conclusione che fare delle mappe concettuali prima di partire sia la cosa migliore, perché quando non si ha la certezza di avere una scrivania a portata di mano risulta molto più facile ripetere che scrivere.

Ho scritto questo post per rispondere alle email che quotidianamente ricevo soprattutto da parte dei miei coetanei interessati a conciliare impegni e viaggi.
Mi spiace non possedere la formula magica, ma quello che mi sento di dirvi è: createla.
Ascoltate voi stessi, sfamate le vostre esigenze.
Non serve lamentarsi se poi non si fa nulla per cambiare le cose e si continua a seguire il flusso di pensieri dettato dalla mente di qualcuno diverso da noi.
Non è detto che l'organizzazione perfetta per una persona debba esserlo anche per voi, non è detto che la strada classica e già battuta si abbini al vostro cammino. E non è detto che il metodo che vi impone qualcun'altro sia necessariamente quello da seguire, perché non dovete mai dimenticare che ogni passo fatto a livello lavorativo o universitario deve realizzare e rendere fieri principalmente voi stessi.
Disegnate l'equilibrio perfetto della vostra vita, chiudete gli occhi e pretendete la serenità. Chiedetevi quale sia la cosa che vi rende in assoluto più felici e in base a quella organizzate tutto il resto.
Mi viene in mente una citazione di Steve Jobs:

"Il tuo tempo è limitato, quindi non sprecarlo vivendo la vita di qualcun altro. Non essere intrappolato dai dogma, che è il vivere dei risultati dei pensieri degli altri. Non lasciare che i rumori delle opinioni altrui soffochino la tua voce interiore. E più importante di tutto, abbi sempre il coraggio di seguire il tuo cuore e le tue intuizioni. Loro in qualche modo sanno cosa vuoi veramente diventare. Tutto il resto è secondario."


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