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Uno per tutti - tutti per uno

Da Stefanod
Il modulo di oggi del corso allenatori si chiamava "Uno per tutti - tutti per uno" ed era tenuto da una psicologa infantile e un responsabile della federcalcio di Stoccolma. Trattava delle dinamiche individuali e di gruppo nei bambini fra i 7 e i 12 anni (c'è poi un modulo dedicato al lavoro con gli adolescenti). Un aspetto molto interessante è stato quello di iniziare la giornata con una riflessione su chi siamo noi come individui, le nostre caratteristiche, i nostri punti di forza e le debolezze per ricordarsi che il metodo educativo che scegliamo dovrebbe basarsi su entrambe le parti, cioè sia sui bambini che su di noi.
Tutta la giornata era basata sullo scambio di esperienze, su esempi pratici, discussioni su casi accaduti. È stato interessante vedere come tutti partecipassero, dai più giovani (due ragazze di 16 anni che hanno iniziato ad allenare da poco) ai più adulti (uomo sulla cinquantina, padre di quattro figli e allenatore di due di loro).
"Naturalmente" il gruppo dei genitori si è messo a discutere anche sul come comportarsi quando si allena la squadra dove giocano i propri figli, e proprio noi genitori siamo stati il gruppo che ha continuato a tirar fuori esperienze, quesiti e consigli anche dopo la fine del corso. È abbastanza affascinante, anche se a pensarci bene credo sia normale, il vedere come i dubbi siano quasi gli stessi e come il solo fatto di avere delle occasioni di incontro fra genitori in situazioni simili faccia nascere e sviluppare un dialogo che diventa abbastanza profondo nel giro di pochissimo tempo.

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