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Uomini che pensano con il cervello e non con le parti basse.

Creato il 02 gennaio 2013 da Freeskipper @freeskipperIT
Uomini che pensano con il cervello e non con le parti basse. di Bianca Maria Catanese. Le donne di Lerici ora sono state avvisate, quindi non possono accusare il parroco di violenza per qualsiasi episodio spiacevole che possa accadere all'interno di una sacrestia. Le donne di Lerici sanno che dovranno andare in chiesa solo in gruppi; sanno che è meglio non confessare peccati che possano solleticare la fervida fantasia del loro parroco, anche perchè non sanno ciò che avviene dentro il confessionale, mentre loro scaricano le loro coscienze; sanno anche che sarebbe opportuno non prendere la comunione da mani che potrebbero essere immonde; sanno anche che non è consigliabile far frequentare ai propri figli nè il catechismo, nè l'oratorio, perchè la femminofilia/fobia si potrebbe trasformare in pedofilia; sanno anche che dovrebbero firmare un documento da inoltrare agli organi ecclesiastici competenti per chiedere l'allontanamento del parroco dai luoghi delle tentazioni, ivi compresa la chiesa. Io, spesse volte, mi sono spinta, lancia in resta, a condannare determinati provocatori atteggiamenti femminili, non lo nego! Ma questo non vuol dire che non possa nè debba condannare determinate "reazioni maschili e maschiliste", anche perchè io ho sempre avuto a che fare con uomini che pensano con il cervello e non con le parti basse e meno nobili del corpo. Sono stata figlia e ora sono moglie e madre di uomini che usano il cervello, mi sono scelta amici con le stesse prerogative, quindi la mia non vuole essere una condanna nè dei costumi di alcune donne, nè una condanna aprioristica del genere maschile. La mia vuole essere una critica sociale che può essere allargata anche alla libera detenzione di armi. La mia critica sociale viene da diverse osservazioni. 1. Checchè se ne voglia dire, l'islamismo ha contaminato la società che dimostra un grande disprezzo per il genere femminile, anche se dopo si parla male dell'islamismo e di alcuni suoi abusi. 2. La classe dirigente dei Paesi cosiddetti civilizzati che non dimostra ancora un grande rispetto per le donne e le loro capacità, tant'è che ben pochi posti di responsabilità sono stati affidati alle donne. 3. Dal secondo punto si evince l'estrema maschilizzazione della nostra società. 4. Le violenze alle donne il più delle volte sono domestiche, quindi ad opera di padri, fratelli, fidanzati, mariti, figli, amanti. 5. Il colpevole silenzio femminile, nel tacere queste violenze, sia fisiche sia psicologiche, perchè oltre a farle vittime creano anche un determinato modello comportamentale su figli e figlie. 6. Le colpevoli leggi del nostro mondo civilizzato che mentre concedono una scorta a personaggi più o meno pubblici che denunciano minacce (spesso inventate), lasciano sole le poche donne che denunciano minacce da parte di familiari. 7. "L'uso" a cui sono state esposte determinate "donnine" da parte di uomini pubblici. 8. Il persistente e troglodita pensiero che per affermarsi una donna prima deve concedere il proprio corpo a "chi conta", a chi la può spingere verso posizioni "invidiabili”. 9. La quasi libera, in Italia, detenzione di armi (quante volte abbiamo sentito di morti anche di figli "per errore"?). 10. Una seria legge che condanni anche all'ergastolo chi cade preda di "improbabili raptus": l'assurda giustificazione del "raptus" "deve" essere abolita, come fu abolito in tempi passati il delitto d'onore. 11. Una chiesa maschilista e completamente antifemminista che vede nella donna solo una figura muliebre, materna e/o conventuale. Il mondo cosiddetto civile, deve cominciare ancora a civilizzarsi.

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