Uomo o donna non è la stessa cosa

Creato il 25 febbraio 2015 da Taccodieci @Taccodieci
Vi avviso che sono acida.
Sono in un periodo in cui i crampi alle gambe, una posizione scomodissima, un ginocchio che fa "crack" e tanti altri fastidi non mi stanno facendo dormire molto bene e rendono venti volte più difficile la maggior parte delle attività quotidiane delle persone normali (tanto per dirne una: rischia di partire l'impropero quando un calzino cade a terra mentre vuoto la lavatrice).
L'unico ambiente di vita in cui mi sentivo agile era fino a ieri l'abitacolo dell'auto. In auto potevo ancora sentirmi me stessa: sorpassi, velocità, mi sentivo leggera e scivolavo veloce sull'asfalto.
Fino a ieri, appunto, quando FF ha lasciato l'auto un po' meno rasente al muro in garage (giusto pochissimi centimetri impercettibili per chiunque altro) e questo ha comportato la mia assoluta impossibilità a salirci (nonostante mi fossi spogliata di giacca e borsa) senza l'aiuto di una provvidenziale vicina che passava per buttare la spazzatura (vergogna alle stelle). O fino a che mi sono resa conto che la mia impossibilità a sporgermi verso il volante ha reso il mio angolo cieco pericolosamente enorme.
Senza contare l'uomo da solo al volante che ho visto uscire dal parcheggio rosa del super mentre io ero stata costretta a parcheggiare (e porcheggiare) ad anni luce dall'ingresso (sono stata a tanto così dal tamponarlo solo per farlo scendere dall'auto e tirargli un cazzotto).
Quindi non sono dell'umore, ecco.
Anche la mia amica Miss è incinta ed è più o meno al mio punto.
Grazie al cielo: da queste parti il corso preparto lo organizzano praticamente a poche ore dall'ingresso in sala travaglio ed è positivo avere qualcuno con cui confrontarsi per capire che ok, sono anche acida, ma è tutto "normale".
Parlando dei rispettivi mariti, Miss ha definito "bravo" il proprio perchè svolge qualche faccenda domestica che a lei risulta oggi pesante (se non impossibile): passa al super per comprare i cartoni del latte, passa l'aspirapolvere vecchio modello che pesa tantissimo e cose così. Anche un'altra amica ha definito "proprio bravo" il suddetto uomo.
Ma "bravo de che?", esattamente?
Segnalo infatti che Miss, fino a pochissimo tempo fa, aveva un lavoro full time e al contempo riusciva a far trovare casa pulita, una cena decente, biancheria lavata, spazzatura buttata, spesa fatta ogni santo giorno. Senza che per questo nessuno l'abbia mai definita "brava".
Questo significa che per Miss erano semplicemente faccende comprese nel suo "pacchetto essere donna", mentre per suo marito sono un'aggiunta al suo più striminzito "pacchetto attività uomo"?
Mi sento un po' cretina a parlarne, mi pare proprio di tornare all'età della pietra, ma per quanto se ne discuta, per quanti tavoli di concertazione si facciano, leggi "speciali" (brrr...), manifestazioni e fiocchi rosa, fino a che un uomo sarà "bravo" per aver passato l'aspirapolvere gli uomini e le donne non saranno mai uguali. E come donna non me ne importa nulla di poter potenzialmente diventare presidente della Repubblica o un'astronauta (con tutto il rispetto per Samantha Cristoforetti e il suo splendido lavoro) fino a che dentro alle mura di casa svolgo infiniti lavori aggratis (colf, badante, psicologa, fattorina solo per dirne alcuni) e questo viene considerato del tutto normale dato il mio sesso.
Quindi no, il marito di Miss per me non è "bravo".
La loro è una famiglia che funziona, nella quale esiste sostegno reciproco, così come dovrebbe esserci in ogni famiglia (e non lo dico io, eh, lo dice il diritto civile già da un po').
O almeno, se il marito di Miss è "bravo", questo vuol dire che sono "bravi" entrambi.
La Redazione

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