La mobilitazione popolare che riguarda la riorganizzazione dell’Usl 15, nell’articolo pubblicato sulle pagine del Mattino di Padova, viene definita un mix di contraddizioni, a me non pare proprio. E’ normale che i territori difendano le situazioni più “convenienti”, il camposampierese e il cittadellese, propendono quindi per un potenziamento dei rispettivi nosocomi, mentre Vigonza e Vigodarzere cominciano a pensare seriamente(migliaia di firme raccolte) di andarsene a Padova(Usl 16). Quindi il tema vero è : come far coesistere queste posizioni?La risposta sarebbe semplice e allo stesso modo assai complessa, nulla infatti più dell’Area Vasta sembra rispondere in pieno alle esigenze manifestate dalla popolazione, ma questa soluzione a dir la verità, dalle nostre parti, sembra ancora assai lontana.E allora che fare?Non abbiamo certo voluto noi dare alle unità sanitarie una prospettiva aziendale orientata ad un’ ottica di mercato , ma se così è e se veramente i direttori generali chiamati a governare queste strutture vanno considerati alla stregua di veri e propri manager, allora è altrettanto vero che questi signori devono trovare le soluzioni più giuste e se proprio dobbiamo dirla tutta devono rendere il loro “prodotto” appetibile, accessibile e rispondente alle esigenze del mercato e dell’utenza che poi, senza tanti giri di parole , siamo tutti noi.Quindi diamo fiato alle professionalità e alle competenze e cerchiamo di risolvere questa situazione diventata ormai insostenibile. Naturalmente, la gente non accetterà alcuna mediazione al ribasso.
