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Vacanze in giallo

Creato il 07 agosto 2014 da Funicelli
Vacanze in giallo Vacanze in giallo
Alicia Giménez-Bartlett, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Francesco Recami, Alessandro Robecchi, Gaetano Savatteri

Il romanzo giallo non va in ferie o, meglio, ad andare in vacanza sono i protagonisti di questi sei racconti che, pur essendo in ferie o in partenza per un periodo di riposo, sono costretti a rivestire i panni dell'investigatore. O qualcosa del genere.
Così Petra Delicado, la protagonista del racconto di Alicia Giménez-Bartlett, si ritrova in vacanza assieme ai figliastri del compagno che si improvvisano investigarori dilettanti nei confronti di uno strano ospite dell'albergo.
Ma impareranno presto la lezione:
"L'insegnamento è che non esiste nessuno al mondo che assomigli ad un delinquente come un poliziotto".
Mentre per Petra la lezione sarà, mai più vacanzi da sola coi ragazzi.
"Via De Gasperi è uno stradone largo che attraversa il quartiere Gallaratese, anzi è un grande Zambesi di cemento da cui si dipartono fiumi minori, vie più strette, che si inoltrano tra casermoni residenziali. Piano piano ce la sta facendo a diventare Milano.
Quando hanno messo in piedi tutta 'sta foresta di palazzoni, dietro lo stadio e vicino agli snodi delle tangenziali, metà anni settanta, sembrava una landa sperduta tra le brume, con la città laggiù, dove l'orizzonte si sporcava di luce e di smog. Ora c'è luce e smog anche qui, un bel passo avanti".

Carlo Monterossi, il produttore di format televisivi (o "fabbrica della merda") inventato da Robecchi, deve ingegnare un piano per recuperare i soldi persi in una truffa.
Il vicequestore Schiavone (e non commissario, mi raccomando, altrimenti si arrabbia) vorrebbe partire in aereo per Marsiglia, dove avrebbe desiderato andare a passare i suoi giorni con Marina (la moglie morta ..):
"Forse sarebbe stato meglio a Stintino con Seba, oppure con Brizio e Furio al Circeo. Almeno la notte non sarebbe stato un buco nero. Una zona di non ritorno che neanche il sole pallido dell'alba avrebbe rischiarato. Era stufo di rimepire quello spazio con incontri casuali, senza senso, senza spessore e senza vita".
Ma si imbatte in un italianissimo contrattempo, prima della partenza del volo.
Gaetano Savatteri invece ambienta il suo racconto in Sicilia: Saverio Lamanna è il portavoce di un sottosegretario appena trombato (lui, non il sottosegretario) che decide di tornarsene a casa, a Trapani. In volo per Palermo incrocia un amico prete, don Franco Pitrone, che lo invita agli stati generali per la legalità: un incontro dove sono invitati a parlare di mafia magistrati, politici e tanti esponenti di spicco dell'antimafia.
Qui Saverio si imbatterà in un omicidio, mascherato da delitto semipassionale, che gli verrà confessato proprio in confessione.
«Saverio, ti prego, fammi parlare. Palermo è una città insanguinata. Lapidi, commemorazioni, strade, piazze, alberi. Tutto parla di morte. Tutto parla di mafia, ma parla anche di una lotta eroica, grandiosa, titanica tra il bene e il male, tra i giusti e gli ingiusti. Tu lo sai che da una vita cerco di tenere insieme questo fronte. Ma il lato giusto è fragile, esposto alle ambizioni personali, ai fanatismi, alla cecità della buona fede, alla corruzione del potere. [..] Ma per vincere questa lotta ci vogliono anche i meno buoni, gli impuri».
«Impuri come te».
«Si, come me. I peccatori, quelli che non hanno paura di sbagliare perché sanno che ci sono voluti i morti, gli errori, il martirio e l'ambizione per arrivare dove siamo arrivati oggi. E molto altro ancora c'è da fare. Ma uniti, Saverio ..».
Francesco Recami ci porta a Milano Marittima, per un giallo con protagonista il pensionato Amedeo Consonni in vacanza in una pensione assieme al nipote, alla figlia e al suo nuovo compagno.
A spasso in una pineta assieme al nipote, trovano i cadaveri di due uomini in una posizione alquanto imbarazzante.
Cadaveri che poi spariscono e che, chiaramente, generano molto rumore nella popolazione vacanziera della riviera.
Il caso dei cadaveri scomparsi (o dei finocchi scomparsi, come dicono i rivieraschi nel loro dialetto) diventa subito un caso mediatico che attira giornalisti ma anche turisti dalla curiosità morbosa.
Strane voci iniziano a girare, che mettono assieme nonno Amedeo, la sua amica Angela, i due morti che, prima di essere ritrovati subiranno una "funebre odissea".
Infine, i vecchietti di BarLume di Malvaldi che in questo racconto sono in gita per il Trentino ma, come è giusto che sia, vanno ad incrociare un caso di omicidio: una donna strangolata in un supermercato.
Massimo, il gestore del bar, e Alice, il commissario di polizia (ma che dirà Rocco Schiavone?) che nel passato si è avvalsa della consulenza degli arzilli vecchietti, si stanno godendo un momento di pace e riposo.
Ma, incuriositi dal caso e dai tanti paletti che vengono sollevati attorno alla morta, porteranno avanti una loro indagine a distanza, usando proprio Ampelio, Pilade e gli altri.
Senza prendersi nemmeno il merito.
«Se le dicessi che sono una persona particolarmente modesta?»
«C'è già 'r governo a pigliammi per ir culo, signorina».

Signori, il giallo è servito, anche se siamo in estate e anche se, in questi racconti, c'è anche tanta ironia e comicità.
La scheda del libro sul sito di Sellerio.
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