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Vade Retro, piccolo untore indiano – di Paolo Ferrucci

Creato il 18 gennaio 2012 da Iannozzigiuseppe @iannozzi

Vade Retro, piccolo untore indiano – di Paolo FerrucciPaolo Ferrucci scrive qui, sul blog di Lucio Angelini:

Vorrei che leggeste questo articolo (comparso su Saturno):

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/07/seminatori-dodio/181944/

Dunque, sul tema di fondo sono d’accordo: in Rete c’è un gruppo di “troll” che si dedica in maniera sistematica a inquinare i commentari dei “blog letterari” definiti “seri”.

Ma Alessandro Bertante va fuori strada quando scrive: «Da quasi un decennio questi cinquanta valorosi impediscono che nasca un serio dibattito letterario in rete, inquinando il lavoro di molte persone oneste e preparate (e penso a Nazione Indiana, Lipperatura, Vibrisse, Sul Romanzo, La parole e le cose, Satisfiction, Scrittori precari) che stanno faticosamente cercando di creare nuovi luoghi di autorevolezza critica.»

Vade Retro, piccolo untore indiano – di Paolo Ferrucci
Allora, sarebbe bene che qualcuno informasse Alessandro Bertante che i primi quattro blog citati (quelli che ho messo in corsivo) non sono affatto ciò che lui scrive, e questo è un fatto certo; per i rimanenti non mi posso pronunciare.

Vogliamo argomentare? Certo.

1) Nazione Indiana è attualmente un gruppo di intellettuali molto eterogeneo che — nei post — ad alcune cose sensate e pregevoli mescola molta, troppa cialtroneria gratuita, mentre nei commenti raccoglie tanta di quella spazzatura che, quando si entra lì dentro, si sente un’aria irrespirabile. E’ come vedere una strada piena di cassonetti rovesciati. Qui, di autorevolezza critica neanche l’ombra.

2) Lipperatura è un blog in cui c’è una tenutaria che tiene i suoi sermoni, esibisce il proprio ego, cerca di legittimare sul web la propria identità di giornalista cartacea e le proprie tesi, impegnandosi a raccogliere e a convogliare i feedback in maniera del tutto arbitraria e personalistica. Di autorevolezza critica, neanche l’ombra.

3) Vibrisse è un ex-blog collettivo — defunto da tempo — che ora è solo il salotto di uno scrittore/insegnante di scrittura (il tenutario) che usa quella sede per vendere i suoi corsi, rivolgendosi a un pubblico che s’illude di poter — un giorno — entrare a far parte di una “società letteraria” che Giulio Mozzi evoca continuamente, ma che dubito seriamente esista. Anche qui, di autorevolezza critica ce n’è poca, mentre sull’onestà intellettuale non so dire.

4) Sul Romanzo è… Vai avanti tu, Lucio, che mi viene da ridere! Basta entrarci per capirlo.
Qualcuno, dunque, dovrebbe informare Alessandro Bertante di questi fatti, che sono fatti, e non balle.

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