VDL: quando il suono diventa arte – ovvero, elettronica artigianale da eccelenza

Creato il 15 aprile 2012 da Terroniaassocult

Anche le sfide che sembrano impossibili – e forse soprattutto per questo- vanno affrontate con determinazione. Per farsene un’idea basta cliccare sul sito della VDL PROFESSIONAL ANALOGICS. Il Signor Vdl, al secolo Valerio Di Loreto, è un giovane molisano che a quanto pare ha fatto della sfida un mestiere. Della faccenda ho una competenza diretta in quanto mi è capitata l’opportunità di imbattermi in Valerio grazie alla complicità di un mio vecchio amico tranese, o meglio ‘tranista’,  tale Antonio Porcelli (di cui parl- erem-o nell’articolo ‘Le Orecchie di Puglia’), caro vecchio filibustiere di tempi giovanili, nonché musicista, sound engineer oltre che fonico stimato, apprezzato….. ed orecchio sopraffino. Ebbene in una delle visite a casa del Sig. Porcelli, che casa soltanto non è, ma più verosimilmente studio di registrazione, missaggio e masterizzazione, in quanto piena zeppa di strumenti musicali…. chitarre, amplificatori, bassi, macchine da studio di registrazione e quant’altro, mi capita sotto l’occhio un pedale per chitarra con l’enigmatica scritta VDL Professional Analogics. Mi picco di essere piuttosto edotto in termini di strumentazione musicale, ed essendo la marca in oggetto a me ignota ne chiedo ragione al mio ‘mentore della forma d’onda’. Il risultato è l’articolo che state leggendo…

E un’altra storia di eccellenza in fieri. Valerio si trasferisce a Forlì all’epoca dell’Università… visto che è under 40, mica troppo tempo fa: studia ingegneria aerospaziale con tesi presso il KHT Royal Institute of Technology dove approfondisce la passione per la fisica acustica, perché è un chitarrista ed un fissato di strumentazione da studio di registrazione. Prime esperienze e primi tentativi, dopo varie vicissitudini, e Valerio mette in cantiere il prototipo di un pedale distorsore per chitarra elettrica, uno di quelli – per intenderci – che trasformano una pacifica sei corde in un leone inferocito. Da lì Valerio ci prende gusto, gli amici e poi altri apprezzano, e il cerchio si espande. Oggi la Vdl ha in listino svariati pedali per chitarra, ognuno con le sue caratteristiche e proprietà timbriche peculiari, e con una qualità costruttiva e progettuale che non manca di attirare l’attenzione di addetti al settore e musicisti appassionati, dilettanti ma anche professionisti. E non solo. In modo ancora più ambizioso Valerio mette mano a quello che è l’arsenale segreto di ogni studio di registrazione che si rispetti: nascono così i suoi disegni originali di Preamplificatori, Compressori ed Equalizzatori. Il segnale, è il caso di dirlo,  di essere sulla strada giusta gli arriva da una vicenda dalla trama fitta: Valerio è in contatto con un rinomato marchio tedesco di apparecchiature professionali, al quale manda in prova una delle sue macchine per dei test. L’azienda se la tiene un (bel) pò, poi la rimanda indietro al mittente sostenendo di non essere interessata ad una eventuale collaborazione. Sennonché dopo qualche tempo esce per la stessa marca – guarda le coincidenze- una macchina dalle caratteristiche sorprendentemente -  e sospettosamente – simili al progetto di Vdl. Da allora, forte anche di questo indiretto tributo alle sue capacità creative,  il giovane molisano si è messo all’opera con uno zelo che ha del maniacale: immagina, progetta, assembla manualmente con cura certosina e fervore quasi religioso quelli che sono dei piccoli, grandi capolavori.

Valerio è un poeta della forma d’onda, un’ esteta della frequenza. Ogni prodotto è praticamente un pezzo unico, la componentistica è di qualità senza compromessi, rigorosamente selezionata, il lavoro manuale scrupoloso ed attento ai limiti della paranoia. E i risultati si vedono.

Se ne deve essere accorto pure, a quanto pare, un certo Signor Francesco De Gregori, visto che nel suo tour fanno capolino diversi pezzi marchiati Vdl.

 

E la stessa Germania; forse a titolo di campanilistico risarcimento, lo studio di registrazione Studio 1 di Berlino vanta tra i suoi ‘outboard’ diverse macchine Vdl.

Eccovi un esempio della filosofia costruttiva VdL:

Che differenza c’è tra un prodotto di artigianato e uno industriale? Ci sono 5 ore di lavoro solamente per assemblare due controlli di guadagno di un preamplificatore da studio. Anzichè usare un semplice potenziometro, si usa un selettore rotativo a 24 posizioni con i contatti in argento placcato oro e resistenze selezionate saldate in lega d’argento. Il vantaggio sta semplicemente nel fatto di avere due controlli non soggetti ad usura e quindi eterni, e nell’avere due canali di preamplificazione con una tolleranza del centesimo di db..”

Inutile dirvi che affrontare un mercato popolato da marchi consolidati con magari 50 anni di esperienza nel settore (ne cito alcuni tanto per dare una dimensione del fenomeno: Neve, API, Universal Audio, GML Massenburg, Prism Sound, Summit Audio, Focusrite, Helios, Studer, Manley, DBX, Teletronix solo per studio recording; Boss, Proco, Ibanez,  MXR, Electro Harmonix, Roger Meyer, Dunlop, Vox, Morley..per i pedali… ) non è affare da poco, soprattutto considerando la congiuntura attuale che sta mettendo il cappio al collo a molti produttori e sta inasprendo una concorrenza di per sé già feroce. Eppure Valerio ha trovato il modo di dire la sua. Con apparecchi che suonano più che bene, di qualità certosina e con una bontà progettuale che riesce a fare la differenza.

Il suo laboratorio domestico è ancora un microcosmo, ma diamogli tempo; a quanto ho visto non ha nessuna intenzione di appendere, nonostante le difficoltà, il cacciavite al chiodo, anzi… sbirciando nel suo sito (VDL Professional Analogics.it) ho visto diversi prototipi in cantiere che promettono molto, molto bene.

Chiedete pure in giro. La mia attendibilità, bisogna dirlo,- in questo caso- è relativa. Lo dichiaro apertamente: io sono un fan di Vdl.

Tutto quello che ho provato della sua strumentazione (forse mi sono dimenticato di dirlo: sono un musicista e suono la chitarra elettrica …) non mi è solo piaciuto, mi ha letteralmente … elettrizzato ….

L’Audio-Filo (Tony Capurso)


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