Vegetariano è salute

Creato il 18 settembre 2013 da Marcar

Si moltiplicano le conferme, provenienti dal mondo scientifico accademico, dei benefici di mangiare "verde". La ricerca di un'università californiana, che trova ampio risalto sui mezzi d'informazione oggi, permette al dottor Dean Ornish di descrivere i benefici riscontrati su un gruppo di pazienti (35 in tutto) di cui 10 ammalati di cancro alla prostata e altri praticamente sani.

Trascorsi tre mesi, durante i quali il gruppo è stato nutrito con molti vegetali e pochissimi grassi. si è potuto stabilire che i pazienti ammalati di cancro hanno riscontrato un grande miglioramento fisico, secondo questo studio.

Non ci è dato di sapere quale terapia seguissero, se a base di farmaci o no. Pertanto, alla luce di teorie piuttosto diffuse nel mondo naturista e vegetariano, le malattie sono un diretto risultato di vizi e sregolatezze alimentari e inquinamento ambientale, oltre all'indubbia provenienza da tare del DNA e quindi le medicine sono tutt'altro che indispensabili.

Anche i tumori devono, secondo questa impostazione filosofica, essere affrontati con l'intento di depurare l'organismo e permettere alla persona, praticamente, di auto-guarirsi. In questo modo, la dieta diventa un mezzo per aiutare l'organismo a depurarsi, più che a nutrirsi.

Viene infatti proposto, dopo l'ovvia rinuncia ad ogni forma di proteine e grassi di provenienza animale, di impostare la dieta su vegetali crudi (succhi inclusi), semi, ortaggi. Poco pane e pasta integrali, oppure riso integrale e fiocchi di cereali. Tra i prodotti agricoli che richiedono cottura: patate, zucchine, melanzane. Un pugno di noci, mandorle, nocciole, semi di lino e sesamo per garantire l'apporto di calcio e ferro, e soprattutto tanta acqua.

In pratica si pensa che i tumori siano masse di inquinanti che, una volta disciolte tramite la dieta, l'acqua ingerita porta via verso l'eliminazione "naturale".

Giusto o no che sia, è ormai palese che una dieta vegetariana serva soprattutto alla stregua di protezione dai tumori. Proprio in campo accademico, è storica la posizione in tal senso di Veronesi, vegetariano, che raccomanda otto pasti al giorno di sola frutta e verdura.

Ovvio che la produzione agricola mondiale e purtroppo anche italiana abbia problemi e criticità di ogni tipo e, nel fare la spesa, l'attenzione alla provenienza e alla qualità dev'essere  garantita. La frutta, da centrifugare o mangiare direttamente, dev'essere sempre sbucciata a causa dell'uso eccessivo di pesticidi e fitofarmaci vari. Il che non giustifica comunque chi mangia carne o pesce.

Ogni animale è un concentrato dei veleni e degli inquinanti che riceve dal proprio ambiente, senza contare il trattamento che ricevono i capi allevati, a base di medicinali e soprattutto antibiotici. Vale la pena di ingerire queste porcherie con la carne, tra l'altro contenente putrescina e cadaverina?

Latte, latticini e uova provengono anch'essi dallo stesso bestiame che viene allevato nel modo descritto, inoltre contengono troppi grassi e quindi colesterolo "cattivo".

Il vegetariano bada a conservare un ph il più possibile neutro o tendente al basico nel proprio sangue, dato che l'organismo non tollera l'acido e gli stessi tumori si sviluppano in ambiente acido, spesso accompagnati dalla presenza di funghi. Nulla a che vedere con l'acido di cui parla, per quanto concerne gli agrumi, un tempo evitati dagli stessi vegetariani per i motivi appena esposti. 

Limoni, arance, mandarini, pompelmi sono invece di grande aiuto anche per ritardare l'invecchiamento cellulare. Preferibilmente devono essere consumati lontano dagli altri alimenti. quel che conta, nella digestione, è il prodotto finale. Per esempio, apparentemente il latte di mucca o pecora è basico e apporta calcio; e invece, al termine della digestione, quel che rimane è una cenere fortemente acida che obbliga il corpo a reperire calcio ovunque per annullare l'acido. I sali che precipitano possono formare calcoli. 

Pensate, informatevi e soprattutto non limitatevi alle diete che avete ereditato dagli avi e dalla gastronomia occidentale. Se oggi la gente vive di più è solo grazie ai secoli passati, caratterizzati da una nutrizione necessariamente improntata sui prodotti agricoli. Gli anziani di oggi, certamente più longevi di quelli del secolo scorso, vivono quindi di più ma si ammalano troppo. Statistiche alla mano, chi ha 65 o più anni, consuma l'80% delle risorse destinate alla pubblica sanità. E la ragione va ricercata nella dieta che seguono questi anziani.


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