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Venerdì del libro (176°): IL GIOCO DI RIPPER

Da Marisnew
Cara Lilli,

partecipo oggi all'iniziativa di HomeMadeMamma parlando di un libro letto da pochissimo e scelto in seguito alla recensione fatta proprio da Paola di HomeMadeMamma qualche venerdì fa (qui) : IL GIOCO DI RIPPER di Isabelle Allende.

Ebbene, a differenza di Paola, io non sono rimasta molto soddisfatta da questa lettura.  Della stessa autrice ho letto in passato "Eva Luna" e "La casa degli spiriti" e mi sono piaciuti, pur se non in modo eccessivo.

Adesso si trattava di leggere un giallo e io sai che adoro questo genere, quindi mi sono fiondata nella lettura de Il gioco di Ripper.Non mi è dispiaciuto, ma non mi ha veramente preso questo libro. Sarà che la Allende non è una giallista, sarà che la storia ci ha messo un bel pò a decollare... In definitiva posso dire che è una lettura nella media, non di più.Ecco la trama, così come è descritta sul sito ufficiale italiano del romanzo:

<< Le donne della famiglia Jackson, Indiana e Amanda, madre e figlia, sono molto legate pur essendo diverse come il giorno e la notte. Indiana, guaritrice in una clinica olistica, è una donna libera e fiera della propria vita. Sposata e poi separatasi molto giovane dal padre di Amanda, è riluttante a lasciarsi coinvolgere sentimentalmente, che sia con Alan, ricco erede di una delle famiglie dell’alta borghesia di San Francisco, o con Ryan, enigmatico e affascinante ex navy seal, ferito durante la sua ultima missione. Mentre la madre vede soprattutto il lato buono delle persone, Amanda, come suo padre, ispettore capo della Sezione Omicidi della polizia di San Francisco, è affascinata dal lato oscuro della natura umana. Brillante e introversa, appassionata lettrice, dotata di un eccezionale talento per le indagini criminali, si diletta a giocare a Ripper, un gioco online ispirato a Jack the Ripper, Jack lo Squartatore, in cui bisogna risolvere casi misteriosi. Quando la città è scossa da una serie di efferati omicidi, Amanda si butta a capofitto nelle indagini, scoprendo, prima della polizia, che i delitti potrebbero avere un legame fra loro. Ma il caso diventa fin troppo personale quando sparisce Indiana. La scomparsa della madre è collegata al serial killer? Ora la giovane detective si ritrova ad affrontare il mistero più complesso che le sia mai capitato, e deve risolverlo prima che sia troppo tardi.>>
Dunque, voglio sottolineare ciò che mi ha lasciato perplessa: innanzitutto Amanda e suo nonnomaterno, che la coadiuva nel gioco di Ripper, hanno accesso a informazioni di ogni tipo grazie alla parentela con l'ispettore capo che si occupa degli omicidi. Ecco: mi pare quanto meno improbabile che un ispettore di polizia serio vada esibendo documenti ufficiali e a volte piuttosto riservati al suo ex suocero e alla figlia adolescente.Che poi 5 ragazzetti, seppur intelligenti e astuti, più un anziano farmacista possano mettere insieme i pezzi del puzzle più in fretta e meglio della polizia anche mi è parso esagerato.
E tra l'altro c'è il personaggio di Indiana, mamma di Amanda, che è troppo forzato secondo me. Una donna più che trentenne, con una figlia adolescente, un matrimonio fallito alle spalle, che manca poco creda ancora a Babbo Natale, tanto è descritta come un'anima candida, uno spirito libero e hippie in un corpo dalla bellezza prorompente. 
E' lo stereotipo della donna con la testa tra le nuvole (o in questo caso tra gli oli essenziali e gli incensi) che non sa tenere una contabilità decente della propria attività, non sa gestire una casa, non sa di essere provocante con quelle sue forme giunoniche, con una filosofia di vita tutta sua e un'integrità di fondo che lasciano spiazzato chi la conosce.
Un personaggio che fa una certa tenerezza, ma che a me è risultato poco credibile in vari passaggi.
La lettura non è stata molto scorrevole all'inizio, faticavo a capire dove volesse andare a parare la Allende, non mi sono appassionata subito alla vicenda. 
Certo, col passare dei capitoli la storia diventa più interessante, l'intreccio poliziesco non è male, ma comunque la soluzione finale si rivela al lettore attento già un pò di capitoli prima della conclusione del libro. E' una scelta dell'autrice questa, suppongo. Un pò come la scelta dei creatori della serie TV "Il tenente Colombo" in cui all'inizio dell'episodio si vedeva l'assassino commettere il delitto e tutta la puntata era incentrata su come il tenente arrivava a scoprire il colpevole già noto allo spettatore. Gli ultimi capitoli, quindi, sono dedicati a spiegare in un certo qual modo il perchè l'assassino sia arrivato a fare ciò che ha fatto.Ho preferito la Allende negli altri libri suoi che ho letto in precedenza, Lilli. Questa è la mia conclusione, dopo tanto scrivere.
Venerdì del libro (176°): IL GIOCO DI RIPPER

Incipit del libro:  “Mia madre è ancora viva, ma sarà uccisa Venerdì Santo a mezzanotte” lo avvertì Amanda Martín e l’ispettore capo la prese sul serio, visto che aveva dato prova di saperne più di lui e di tutti gli agenti della Sezione Omicidi. La donna era prigioniera da qualche parte nei diciottomila chilometri quadrati della Baia di San Francisco, avevano poche ore per trovarla ancora in vita e lui non sapeva da dove cominciare. Per non umiliare la vittima con una denominazione più esplicita, il primo omicidio fu catalogato dal gruppo di giocatori come “il crimine della mazza da baseball fuori posto”. Era composto da cinque adolescenti e da un signore di una certa età che si riunivano via computer per partecipare a Ripper, un gioco di ruolo.
I suggerimenti di questo venerdì del libro su altri blog li trovi elencati QUI

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