E’ l’ora della “contromanifestazione”
Dalle 11 corteo fino a Ca’ Farsetti del comitato Cruise Venice per sottolineare che loro le navi da crociera le vogliono ancora a Venezia
Per salvare posti di lavoro e per garantire un traffico fondamentale per la Marittima
Dopo il “tuffo collettivo” in acqua dei No Grandi Navi sabato scorso per fermare i “giganti”, le aziende del Porto incrociano le braccia per due ore. Dalle 11 alle 13. Per garantire comunque sbarco e imbarco dell’unica nave da crociera prevista in arrivo venerdì.
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Nessun disordine è scoppiato davanti all’androne di Ca’ Farsetti tra manifestanti e forze dell’ordine, anche se il confronto c’è stato: più di un rappresentante degli scontenti, infatti, si è fatto avanti e ha discusso con poliziotti e carabinieri della situazione economica del Porto. In mancanza di un contatto diretto con il sindaco (poi avvenuto), infatti, i manifestanti non hanno esitato a intavolare la discussione con chiunque uscisse dagli uffici comunali e persino con qualche passante che non la pensava come loro.
Nonostante i cori che promettevano che nessuno se ne sarebbe andato, a partire dalle 13.30, ora in cui finiva l’autorizzazione per la protesta, i manifestanti hanno iniziato a lasciare il picchetto: il grosso striscione che copriva l’ingresso del palazzo, lo stesso che prima era stato appeso anche sul ponte di Rialto, è stato ripiegato e i “giubbetti gialli” hanno sfilato lungo la riva per tornare a casa.
L’INCONTRO CON IL SINDACO ORSONI - I sostenitori del passaggio delle grandi navi da crociera davanti a San Marco alla fine sono stati ricevuti del sindaco Giorgio Orsoni. Un incontro che ha visto una chiara contrapposizione tra le parti, con il sindaco a caccia di soluzioni per tutelare la città e gli operatori del settore più propensi al mantenimento dello status quo. “Nell’immediato una qualche soluzione, che tenga presente anche i livelli occupazionali, deve essere presa – ha detto Orsoni -. E scavi più o meno fantasiosi di canali o lavori non realizzabili prima di quattro o cinque anni possono essere una soluzione solo per il medio-lungo periodo”. “C’e’
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“Vogliamo far emergere anche le ragioni delle imprese del settore e delle migliaia di lavoratori che da questa attività traggono i propri mezzi di sostentamento”, scriveva il comitato Cruise Venice nel volantino di invito alla manifestazione. L’iniziativa è finita nel mirino del consigliere comunale di “In Comune” Beppe Caccia, che giovedì mattina ha depositato una interrogazione in cui sottolinea “le fortissime pressioni cui sono stati sottoposti i lavoratori delle imprese che ruotano intorno a Venezia Terminal Passeggeri per costringerli a partecipare alla protesta”.
Secondo Caccia, infatti, i dipendenti avrebbero ricevuto in questi giorni mail e sms alle proprie utenze private in cui “si raccomanda” la propria presenza alla manifestazione. “Si assiste al paradosso per cui la protesta è organizzata direttamente dalle imprese – dichiara Caccia – con tanto di giornata lavorativa pagata”. Accuse cui il presidente del comitato Massimo Bernardo risponde sottolineando come “le comunicazioni siano solo un invito a una manifestazione spontanea”.
Fonte: Venezia Today