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Venezia: è il giorno dei Pro Grandi Navi, corteo di protesta a Ca’ Farsetti

Creato il 27 settembre 2013 da Dreamblog @Dreamblog

E’ l’ora della “contromanifestazione”

Dalle 11 corteo fino a Ca’ Farsetti del comitato Cruise Venice per sottolineare che loro le navi da crociera le vogliono ancora a Venezia
Per salvare posti di lavoro e per garantire un traffico fondamentale per la Marittima

Dopo il “tuffo collettivo” in acqua dei No Grandi Navi sabato scorso per fermare i “giganti”, le aziende del Porto incrociano le braccia per due ore. Dalle 11 alle 13. Per garantire comunque sbarco e imbarco dell’unica nave da crociera prevista in arrivo venerdì.

Venezia: è il giorno dei Pro Grandi Navi, corteo di protesta a Ca’ Farsetti
Centinaia di operatori del Porto e delle categorie economiche cittadine hanno manifestato davanti a Ca’ Farsetti, “circondato” da un maxi striscione con scritto “Basta Bugie”. Obiettivo: consegnare al sindaco lagunare, Giorgio Orsoni una lettera a sostegno della crocieristica in Laguna. Con trombe, striscioni e cori (il più originale e gettonato: “Orsoni sindaco triestin”) i manifestanti si sono ordinatamente posizionati all’esterno dell’ingresso principale della sede del Municipio veneziano, presidiato dalle forze dell’ordine, nell’attesa di una convocazione da parte del primo cittadino.

Nessun disordine è scoppiato davanti all’androne di Ca’ Farsetti tra manifestanti e forze dell’ordine, anche se il confronto c’è stato: più di un rappresentante degli scontenti, infatti, si è fatto avanti e ha discusso con poliziotti e carabinieri della situazione economica del Porto. In mancanza di un contatto diretto con il sindaco (poi avvenuto), infatti, i manifestanti non hanno esitato a intavolare la discussione con chiunque uscisse dagli uffici comunali e persino con qualche passante che non la pensava come loro.

Nonostante i cori che promettevano che nessuno se ne sarebbe andato, a partire dalle 13.30, ora in cui finiva l’autorizzazione per la protesta, i manifestanti hanno iniziato a lasciare il picchetto: il grosso striscione che copriva l’ingresso del palazzo, lo stesso che prima era stato appeso anche sul ponte di Rialto, è stato ripiegato e i “giubbetti gialli” hanno sfilato lungo la riva per tornare a casa.

L’INCONTRO CON IL SINDACO ORSONI - I sostenitori del passaggio delle grandi navi da crociera davanti a San Marco alla fine sono stati ricevuti del sindaco Giorgio Orsoni. Un incontro che ha visto una chiara contrapposizione tra le parti, con il sindaco a caccia di soluzioni per tutelare la città e gli operatori del settore più propensi al mantenimento dello status quo. “Nell’immediato una qualche soluzione, che tenga presente anche i livelli occupazionali, deve essere presa – ha detto Orsoni -. E scavi più o meno fantasiosi di canali o lavori non realizzabili prima di quattro o cinque anni possono essere una soluzione solo per il medio-lungo periodo”. “C’e’

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una delibera del Consiglio comunale – ha premesso – alla quale mi sto attenendo, sempre ricordando che l’amministrazione non ha purtroppo alcun potere sulle acque che sono gestite dalla Capitaneria di porto. Una delle ipotesi può essere quindi quella di utilizzare Porto Marghera parzialmente – ha concluso – per le crociere, nei limiti della compatibilità di questo utilizzo con la gestione ordinata del porto commerciale, la cui agibilità non deve essere intaccata”. Dopo la protesta dei ‘No grandi navi’ con tanto di tuffo collettivo nel Canale della Giudecca i sostenitori di Cruise Venice hanno respinto le parole di Orsoni definendolo “sindaco dei no-global: è lui che ci prende in giro”.

“Vogliamo far emergere anche le ragioni delle imprese del settore e delle migliaia di lavoratori che da questa attività traggono i propri mezzi di sostentamento”, scriveva il comitato Cruise Venice nel volantino di invito alla manifestazione. L’iniziativa è finita nel mirino del consigliere comunale di “In Comune” Beppe Caccia, che giovedì mattina ha depositato una interrogazione in cui sottolinea “le fortissime pressioni cui sono stati sottoposti i lavoratori delle imprese che ruotano intorno a Venezia Terminal Passeggeri per costringerli a partecipare alla protesta”.

Secondo Caccia, infatti, i dipendenti avrebbero ricevuto in questi giorni mail e sms alle proprie utenze private in cui “si raccomanda” la propria presenza alla manifestazione. “Si assiste al paradosso per cui la protesta è organizzata direttamente dalle imprese – dichiara Caccia – con tanto di giornata lavorativa pagata”. Accuse cui il presidente del comitato Massimo Bernardo risponde sottolineando come “le comunicazioni siano solo un invito a una manifestazione spontanea”.

Fonte: Venezia Today

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