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Vertice Celac-UE: la svolta di Santiago

Creato il 10 aprile 2013 da Geopoliticarivista @GeopoliticaR
Vertice Celac-UE: la svolta di Santiago

Si sono conclusi in Cile il 1° Vertice tra i Capi di Stato e di Governo della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac) e dell’Unione Europea ed il 4° Vertice imprenditoriale Celac-UE. A Cuba la presidenza pro tempore della Celac.

 
Quest’anno a Santiago del Cile si sono svolti sia il IV Vertice imprenditoriale CELAC/UE che il VII Vertice dei Capi di Stato e di Governo ALC/UE (o, meglio, il I Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici – CELAC /Unione Europea): due appuntamenti estremamente importanti, a livello politico ed economico, per i due blocchi regionali dell’America Latina e dell’Unione Europea. Il IV Vertice Imprenditoriale si è svolto tra il 25 e il 26 gennaio, mentre il I dei Capi di Stato e di Governo ha avuto luogo tra il 27 e il 28. La scelta di far precedere il vertice economico a quello politico non è casuale: le dinamiche economiche sono, ormai, il vero motore delle relazioni UE/AL. Si può, quindi, parlare di continuità nel modus operandi dei rapporti bilaterali tra le due regioni, dove gli accordi economici si trasformano, spesso, in accordi politici.

Il Vertice Imprenditoriale della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici/Unione Europea (oggi CELAC-UE, prima ALC-UE) è un evento internazionale di alto livello che si svolge all’inizio di ogni biennio, e riunisce i leader imprenditoriali e politici di entrambe le regioni, con l’obiettivo di rinforzare le relazioni tra le imprese dell’America Latina e dei Caraibi con quelle dell’Unione Europea. L’agenda del Vertice economico, preparata dal ministro degli Esteri cileno Alfredo Moreno e dall’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE Catherine Ashton, è stata incentrata sulla necessità di promuovere investimenti benefici per le due regioni, nel rispetto delle tutele ambientali e dello sviluppo sostenibile. Circa 300 imprenditori hanno assistito a dibattiti articolati su tre panel: Investimenti ambientali e sviluppo sostenibile, Investimenti per lo sviluppo delle pmi e Investimenti per lo sviluppo del capitale umano.

L’Unione Europea ha partecipato ai Vertici debilitata da oltre un quinquennio di profonda crisi economica, che ha portato ai limiti della recessione molti dei paesi membri, con un sempre maggior divario tra i paesi del nord e quelli del sud, ormai in piena emergenza e con alti e generalizzati livelli di conflittualità sociale. L’America Latina, invece, si è presentata con credenziali migliori, sembra resistere alla crisi ed essere consapevole del suo nuovo ruolo di ancora di salvataggio per il continente dal quale è stata sfruttata per oltre cinquecento anni. Rafael Dochao, rappresentante dell’UE in Cile, ha detto che “questa è la prima volta che i due continenti si guardano a pari livello”. In realtà non sono a pari livello neanche stavolta, se, come sostengono gli osservatori e come ha sottolineato il viceministro dell’Economia del Cile Pablo Longueira “l’America latina ha tutto quello di cui ha bisogno l’UE per venir fuori dalla crisi”. In questi due vertici sono apparse completamente rovesciate le dinamiche economiche e politiche che hanno caratterizzato i decenni scorsi, con la bilancia che oggi pende a favore del sud del mondo.

Inoltre, dal punto di vista politico, nel corso dell’ultimo decennio in America Latina si è assistito ad un ricambio importante della classe dirigente ed al progressivo spostamento a sinistra dell’asse politico, pur con le dovute differenze tra i vari paesi. Mentre l’UE costituisce un’unione più formale che sostanziale, cui non corrisponde la stessa unità a livello politico, l’America Latina, grazie a questo blocco progressista, che, almeno nella sua fase iniziale, ha avuto grande impulso con la leadership del Venezuela di Hugo Chávez, ha fatto registrare livelli di crescita sostenuti (il FMI prevede che il tasso di crescita per il 2013 sarà del 3,6%) e sta cercando di raggiungere un’unità politica, che rappresenta il suo migliore investimento per il futuro. La novità di questa edizione del Vertice è stata che, per la prima volta, l’America Latina ed i Caraibi partecipano riuniti nel blocco regionale della CELAC, costituitosi recentemente e in via definitiva a Caracas nel dicembre del 2011. Questo organismo regionale, che ha sostituito ed inglobato il Gruppo di Rio, è nato con l’obiettivo di promuovere e realizzare l’integrazione latinoamericana e comprende tutti i paesi delle Americhe e dei Caraibi, tranne Stati Uniti e Canada.

Nel documento finale del Vertice economico si leggono le seguenti Conclusioni:

1. L’alleanza Unione Europea-America Latina e Caraibi è strategica e rappresenta un accordo di collaborazione biregionale che è necessario mantenere e stimolare da parte dei Governi, coinvolgendo il settore privato che è il motore dello sviluppo economico mondiale.

2. E’ vitale che i Governi tengano presenti i valori di libertà, sicurezza giuridica e democrazia, – intendendo che quest’ultima deve essere espressione della volontà popolare, rispettosa dello stato di diritto e della separazione dei poteri e con alternanza politica al potere -, quando prendono decisioni di qualsiasi ordine. Perché ci sia crescita economica, deve esistere un ambiente di investimenti trasparente e stabile, nel rispetto in tutte le circostanze dello Stato di Diritto. Si deve garantire il trattamento giusto e paritario agli investitori, non permettendo disuguaglianze tra investimenti stranieri e nazionali.

3. Lo sviluppo delle economie dei paesi deve realizzarsi col rispetto per il medio ambiente, nei confornti del quale deve mantenersi sempre un equilibrio tra crecita economica e protezione medioambientale.

4. Intendiamo favorire lo stabilimento di una cornice normativa che permetta di stimolare la creazione ed il successivo sviluppo della piccola e media impresa sostenibili, così come l’adozione di politiche pubbliche che siano specifiche ed adeguate alle necessità concrete delle pmi.

5. Le principali sfide che i paesi hanno in questo senso, si centrano sull’eliminazione delle differenze esistenti nella produttività, nei livelli di internazionalizzazione e di immobilizzazioni produttive.
6. Per superarle, proponiamo di incorporare l’innovazione tecnologica nelle aree con proiezione di crescita, di stabilire programmi integrati di sviluppo che permettano di creare reti in linea e piattaforme di conoscenza, accesso all’informazione, interscambio di esperienze e modelli, e formazione di lavoratori, generando opportunità recíproche di commercio ed investimenti e superando le asimmetrie regolatorie.

7. L’adeguata protezione della proprietà intellettuale costituisce un asse essenziale per garantire l’innovazione ed il trasferimento di tecnologia che sono vitali per lo sviluppo di un’economía sostenible.

8. Gli investimenti nel talento umano constituiscono un fattore fondamentale per garantire lo sviluppo economico inclusivo dei paesi a lunga scadenza, ed è uno strumento fondamentale per l’uguaglianza di opportunità ed il superamento della povertà. Per il conseguimento di questo obiettivo, è necessario disegnare una strategia formativa congruente con le richieste della società, ed alla cui definizione partecipino in modo attivo le organizzazioni imprenditoriali, tanto per favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, come per assicurare la formazione continua di professionisti, adattandosi alle necessità del mercato. Al contempo è necessario focalizzare la formazione accademica più intensamente verso i rami delle scienze, dell’ingegnería e delle tecniche.

9. Dobbiamo appoggiare l’apertura equilibrata dei mercati come la migliore vía per dare impulso al commercio ed agli investimenti, e rifiutiamo misure di natura protezionista di qualsiasi tipo. Per questo, siamo favorevoli alla riattivazione dei negoziati del Doha Round ed alla conclusione in prima istanza dell’accordo di facilitazione del commercio, come pure per i negoziati di un Accordo di Libero Commercio UE- MERCOSUR che permetteranno di intensificare e rendere dinamiche le relazioni economiche tra l’Unione Europea e questa regione.

10. L’uscita dalla crisi, che in maggiore o minore misura colpisce le due regioni, prospetta un protagonismo del settore privato imprenditoriale come attore garante di uno sviluppo efficace e di una crescita inclusiva. Esso esige l’attivazione delle politiche e misure sopra menzionate, che appoggino il settore imprenditoriale in generale e le pmi in particolare. Prima di questa sfida, i settori imprenditoriali dell’UE e dell’ALC, invece che in competitori, si trasformano in alleati, collaboratori necessari in un progetto comune, quale è quello di generare ricchezza ed impiego, e stimolare uno sviluppo sostenibile che sia efficace nella lotta contro la povertà e le diseguaglianze.

Il I Vertice dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea e della CELAC si è concluso con una dichiarazione che stabilisce come obiettivo la realizzazione di una alleanza strategica tra i due blocchi. La riunione è iniziata con la lettura di un una lettera del Presidente venezuelano Hugo Chavez che, ancora in vita, si trovava a Cuba per curare la recidiva del tumore che lo aveva colpito. In essa Chavez ha celebrato il passaggio della presidenza della CELAC dal Cile a Cuba, nella persona di Raùl Castro ed ha condannato l’embargo statunitense nei confronti de L’Avana. “Dopo trent’anni di resistenza a questo blocco imperialista criminale – ha scritto nella lettera Chavez – l’America Latina ed i Caraibi dicono agli Usa, a una sola voce, che tutti i loro tentativi di tagliar fuori Cuba sono falliti”. Il leader venezuelano ha difeso, inoltre, la posizione dell’Argentina sulla vicenda Falkland-Malvinas. “La lotta – ha scritto nel documento – continua. Più di uno è coraggioso da qui alla Patagonia”. Ha, poi, augurato “un completo ed eccellente sviluppo” ed ha chiesto ai leader dell’area di lavorare insieme su diverse questioni, dalle politiche energetiche all’alfabetizzazione: “Dobbiamo vivere con le nostre differenze. Cercando sempre di trovare il miglior modo per integrarci l’uno con l’altro. Non possiamo permettere che gli intrighi ci dividano”.

Nel corso del Vertice politico il presidente argentino Cristina Kirchner ha tenuto incontri bilaterali con i suoi omologhi di Messico, Enrique Peña Nieto, e Cile, Sebastián Piñera, e con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Il presidente argentino, nel riferire alla stampa i dettagli degli incontri, ha reso noto che la “Merkel si è detta d’accordo nel portare al G20 una proposta congiunta in riferimento alla mobilità del capitale globale” e che: “Vi è un ampio consenso sulla necessità di regolare l’attività finanziaria a livello globale”. Riguardo ad un eventuale accordo di libero scambio con l’UE, la Kirchner ha riferito che “una commissione ad hoc del Mercosur lavorerà per esaminare se siamo in grado di fare una proposta che tenga conto delle asimmetrie regionali”.

Il Vice Presidente del Parlamento europeo Gianni Pittella, nell’ambito del vertice politico, ha ricordato il ruolo trainante che in questi anni ha avuto il Parlamento europeo nell’intensificazione delle relazioni tra l’UE e questa area del mondo, ed ha evidenziato i risultati positivi raggiunti sinora che non devono essere percepiti come un punto di arrivo ma di partenza. Pittella ha sottolineato che occorre rilanciare il negoziato sull’accordo di associazione UE-Mercosur, superando posizioni protezionistiche e nazionaliste che impediscono di creare quella che sarebbe una tra le maggiori aree di cooperazione politico-economica nel mondo. L’UE ha costruito in 60 anni la più avanzata democrazia transnazionale e possiede un patrimonio legislativo e politico che può conferire nella cooperazione con l’America Latina ed i Caraibi per rafforzare le democrazie, per combattere la corruzione, il narcotraffico, la criminalità, per favorire il pieno rispetto dei diritti umani. Pittella ha anche sottolineato come solamente posizioni miopi possono non cogliere l’opportunità storica di un’alleanza strategica tra le due regioni in un mondo profondamente cambiato e con nuovi player globali.

Il Vertice politico UE-CELAC si è concluso con una dichiarazione che ha affermato il proposito di realizzare un’alleanza strategica tra i due blocchi. “La Dichiarazione di Santiago e il piano d’azione che ne seguirà, fa riferimento esplicito alla necessità di un maggiore libero scambio e meno protezione”, ha detto il presidente del Cile Sebastián Piñera, che ha chiuso i lavori in qualità di rappresentante del paese ospitante. Dichiarazioni concordi anche da parte del presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, che, nella conferenza finale, ha sottolineato la posizione europea a favore di un “commercio più libero, con meno protezione”. Rompuy ha evidenziato la positività degli accordi di libero scambio già esistenti con Colombia, Perù, Cile e Messico, auspicando la rapida conclusione di accordi con i paesi del Mercosur. Nella dichiarazione adottata a Santiago è stato incluso anche un riferimento alla posizione sull’embargo contro Cuba, in cui entrambi i blocchi hanno espresso il loro rifiuto di “tutte le misure coercitive unilaterali con effetto extraterritoriale che sono contrarie al diritto internazionale ed alle norme comunemente accettate di libero commercio”.

Nel documento finale del Vertice politico si leggono, tra le altre, le seguenti Conclusioni che consideriamo le più rilevanti:

Sui principi e le priorità dell’Associazione Strategica Biregionale:

● Reiterare il suo appoggio ai diversi processi d’integrazione regionale in America Latina ed Europa come fondamento base dell’Associazione Strategica Biregionale;
● Mostrare la propria soddisfazione per la ratificazione dell’Accordo di Associazione tra l’Unione Europea de il Centroamerica da parte del Parlamento Europeo, l’Assemblea Nazionale del Nicaragua de il Congresso dell’Honduras. Al contempo mostrare soddisfazione per l’approvazione da parte del Parlamento Europeo e del Congresso del Perú dell’Accordo Multilaterale tra Unione Europea e Colombia e Perú. Appoggiare il processo di negoziazione per la celebrazione di un Accordo di Associazione tra l’Unione Europea de il MERCOSUR ampio, equilibrato ed ambizioso. Al riguardo, la speranza del Vertice di Santiago è che ci sia un nuovo impulso affinché detti negoziati si concludano quanto prima;
● Adottare la Carta Euro-Latinoamericana per la Pace e la Sicurezza che, sulla base della Carta delle Nazioni Unite, permetta di sottoscrivere congiuntamente proposte politiche, strategiche, di sicurezza e per la pace;
● Raccomandare la creazione di una Zona Euro-Latinoamericana di Associazione Globale Interregionale non oltre il 2015 in ambito politico, economico, commerciale, sociale e culturale con l’obiettivo di garantire uno sviluppo sostenible per entrambe le regioni.

Sull’Alleanza per uno Sviluppo Sostenibile promuovendo Investimenti di qualità Sociale ed Ambientale:

● Proporre como speciale priorità investimenti e progetti di cooperazione nelle aree diindagine e sviluppo, innovazione tecnologica, infrastrutture, energia, educazione e coesione sociale, particolarmente nei paesi meno sviluppati dell’America Latina e dei Caraibi;
● Chiedere ai paesi dell’area CELAC-UE che promuovano la sicurezza giuridica degli investimenti e che tendano ad evitare l’adozione di misure protezionistiche favorendo un sistema commerciale multilaterale aperto e leale, con beneficio mutuo e reciproco;
● Delineare, con la partecipazione attiva di tutte le parti interessate, ed implementare politiche destinate a migliorare la qualità e l’accesso dei cittadini all’educazione formale ed informale, così come alla formazione professionale e continua;
● Intensificare gli sforzi a favore di un dialogo in materia di scienza e tecnologia al fine di costruire un vero “spazio UE-ALC di innovazione e conoscenza”;
● Rafforzare la cooperazione, così come l’interscambio di informazioni e delle migliori pratiche nell’ambito della riduzione del rischio di disastri naturali e di crisi della sicurezza alimentare, col fine di delineare ed implementare strategie di prevenzione, riduzione e correzione del rischio che permettano di minimizzare le perdite di vite umane, beni economici, infrastrutture, abitazioni, comunicazioni, e di proteggere e garantire i diritti umani e fondamentali delle popolazioni.

Lotta contro il narcotraffico e la delinquenza organizzata:

● Dare impulso all’interscambio di informazioni in materia di lotta contro il narcotraffico e di crimine organizzato tra le autorità competenti degli Stati e le Istituzioni che integrano l’Associazione Strategica Biregionale negli ambiti nazionale, subregionale, regionale e biregionale;
● Rafforzare l’impegno del Vertice UE-ALC d’intensificare la cooperazione circa le sfide imposte dal terrorismo, la delinquenza organizzata transnazionale, la corruzione, il traffico illecito di droghe, armi e capitali, il riciclaggio di denaro, la tratta di esseri umani, specialmente di donne e bambini, il coinvolgimento di settori dell’infanzia nella vendita di droghe e l’introduzione illegale di immigranti.

Migrazione:

● Creare, in stretta relazione con la Fondazione EU-LAC, l’Osservatorio per la Migrazione, incaricato di seguire in modo permanente e dettagliato tutte le questioni vincolate con i flussi migratorii nell’area euro-latinoamericana;
● Sottolineare che gli Accordi di Associazione nell’area CELAC-UE devono includere, tra l’altro, disposizioni sulla migrazione, come il rispetto delle clausole sulla non discriminazione, integrazione, trasferimento del diritto alla pensione e ad altre prestazioni sociali e lotta contro la migrazione irregolare; inoltre, detti Accordi devono prevedere un dialogo specifico sulla politica della migrazione;

Globalizzazione e crisi finanziaria:

● Esortare i paesi dell’area CELAC-UE a stabilire meccanismi e politiche coordinati che stimolino l’adozione di misure monetarie e fiscali che garantiscano la sostenibilità delle finanze pubbliche e sentano le basi per un recupero solido basato sulla crescita, sulla creazione di impiego, l’inclusione, la coesione sociale, la sostenibilità delle risorse naturali, e la promozione di un’economia sostenible;
● Proporre che i mercati finanziarii, prodotti e partecipanti siano soggetti alla regulazione e supervisione, senza eccezione ed independentemente dal paese di origene, per cui si rende necessaria la creazione e l’approvazione, per tutti i paesi, di una lista comune di paradisi fiscali (off shores); considera urgente la regolazione dei fondi di copertura o fondi di alto rischio (hedgefunds), i fondi speculativi e le agenzie di qualificazione, prendendo ad esempio le recenti norme europee in materia; chiede ai paesi ALC-UE che si impegnino a smantellare i paradisi fiscali nel proprio territorio e si dichiarino favorevoli internazionalmente alla loro sparizione adottando tutte le misure necessarie, incluse le sanzioni contro di essi e le imprese ed i privati che ricorrano ai loro servizi.

Energia – le fonti di energia rinnovabili:

● Stabilire, all’interno degli Accordi di Associazione tra la UE e le diverse regioni dell’America Latina, una cooperazione nell’ambito dell’energia, principalmente in materia di fonti di energia pulita e rinnovabile, come l’energia solare, eólica, idrica, la biomassa de i biocombustibili di produzione sostenible, rispettando i meccanismi di consulta ed i territori delle popolazioni originarie.

Sono stati due incontri molto importanti, soprattutto per le economie delle due regioni, legate da oltre cinquecento anni di storia, cultura e rapporti commerciali. Probabilmente questo era il momento migliore per concretizzare un’alleanza strategica tra i due aggregati, che era stato l’obiettivo del I Vertice UE/ALC (America latina e Caraibi) tenutosi a Rio de Janeiro nel 1999. E proprio quell’“alleanza strategica per lo sviluppo sostenibile dei nostri popoli e paesi” è stata ricordata come uno dei principali obiettivi del Vertice Imprenditoriale dal Presidente cileno Sebastián Piñera: “Speriamo – ha detto nel corso della sua conferenza stampa – di poter entrare in una nuova tappa delle relazioni tra Europa ed America Latina che siano basate meno sull’aiuto e sull’assistenza materiale e più sulla cooperazione per stringere un’alleanza strategica diretta a muovere lo sviluppo e a rendere i mercati più aperti”. Purtroppo, però, oltre a ribadire la volontà di cooperazione tra le due aree, sono state poche le decisioni importanti e fondamentali assunte nell’occasione. Sul Vertice ha pesato non poco l’assenza per malattia di Hugo Chavez, venuto poi a mancare, punto di riferimento per molti paesi della regione. A rendere il Vertice bloccato ha concorso anche la defezione del Paraguay, sollecitata dal Cile a seguito della difficile situazione politica in cui quel paese è venuto a trovarsi dopo il golpe della scorsa estate: il governo di Santiago, infatti, temeva che la presenza della delegazione paraguaiana potesse infastidire altri paesi partecipanti. I lavori sono stati fortemente rallentati anche dalle diverse concezioni politico-economiche che animano i due blocchi; sebbene siano stati confermati tutti gli accordi in atto tra le due parti: i paesi europei continuano a sostenere le ricette neoliberiste, appoggiati da parte degli stati latinoamericani, tra i quali Messico ed Uruguay; il blocco dei paesi boliviariani, ovvero Venezuela, Bolivia, Ecuador ed Argentina, invece, sostiene tesi diametralmente opposte, con posizioni che, sui temi più importanti, non sono state conciliabili con quelle del blocco europeo.

Il provvedimento più importante assunto in occasione di questo Vertice, molto significativo dal punto di vista del simbolismo geopolitico, è stato senza dubbio la nomina di Cuba alla presidenza pro tempore dell’organismo: un riconoscimento politico e diplomatico senza precedenti per il governo castrista. A poco più di un anno dalla nascita della CELAC c’è stato il passaggio di consegne, da Cile a Cuba, per acclamazione. Il Presidente del Cile si è rivolto al neoincaricato dicendo: “Benvenuto Raùl Castro, mi complimento con lei e le passo il comando della CELAC, siamo sicuri che darà il meglio di se stesso”. Il Ministro degli Esteri dell’Ecuador Ricardo Patiño ha definito l’assunzione della presidenza da parte di Cuba “un risarcimento storico”. Stessa reazione ha avuto il Presidente uruguayano José Pepe Mujica. Nel suo discorso di insediamento Raùl Castro ha voluto sottolineare la “visione comune della più ampia patria latinoamericana e caraibica e del suo popolo”, ribadendo che la Celac “unisce le 33 nazioni indipendenti della nostra America a costruire uno spazio per la sovranità nazionale e incoraggiare l’integrazione”. Castro ha voluto elogiare il presidente del Venezuela Hugo Chavez per essere riuscito a realizzare il sogno di Simòn Bolìvar di unificare la regione, attraverso la creazione della Celac, fortemente voluta, nel dicembre 2011.

Questo Vertice segna un passaggio importante per il futuro dell’isola caraibica e per le dinamiche dei processi di integrazione latinoamericana; stiamo assistendo all’ascesa del paese caraibico ai vertici dell’integrazione regionale. Per gli Stati Uniti sarà sempre più difficile difendere, a livello emisferico, la politica di isolamento e di esclusione nei confronti di un governo (riammesso all’OSA nel 2009) sempre più riconosciuto a livello regionale. A Cuba spetterà gestire l’anno di presidenza di turno della CELAC, compresa l’organizzazione e la gestione dell’agenda del prossimo Vertice, previsto per gennaio 2014 a L’Avana. Questa rapida ascesa di Cuba non è casuale: infatti, è riuscita a coagulare i consensi necessari per assicurarsi questo nuovo ruolo grazie al processo di riforme economiche e sociali avviato negli ultimi anni. L’incessante lavoro diplomatico della cancelleria cubana, che da anni intrattiene rapporti con molti governi della Regione, soprattutto in termini di cooperazione nei settori della salute e dell’educazione, ha giovato alla causa. La presidenza cubana apre molte aspettative, nello scenario regionale, per Cuba; esse non potranno non indurre l’UE a ripensare la posizione comune e le proprie relazioni con l’isola e la regione. Così, con l’auspicio che il nuovo ruolo regionale di Cuba agevoli un processo di trasformazione interna, si aprono nuove finestre nelle relazioni del blocco, prima fra tutte quella con l’UE ma anche con gli USA.

Altro provvedimento importante assunto in seno al I Vertice politico Ue-Celac di Santiago è senza dubbio l’inserimento del Capitolo di genere sulle donne nel Piano di Azione della Dichiarazione di Santiago; è stata, inoltre, riconosciuta la nascita e la costituzione del Foro Euro-Latinoamericano delle Donne, che, già a partire dal Vertice di Madrid del 2010, aveva lavorato alacremente per la mancata inclusione delle donne nella Dichiarazione ALC-UE, dal primo Vertice di Rio de Janeiro nel 1999 fino a quella di Madrid nel 2010. L’obiettivo principale che ci si propone con la creazione di questo Capitolo è di “dare priorità al tema di genere nel contesto delle relazioni biregionali e di evidenziare la volontà politica di entrambe le regioni di garantire l’uguaglianza di genere e la protezione, l’esercizio e la promozione dei diritti delle donne, tra i quali: la participazione politica delle donne; l’eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne e le bambine, compresa la violenza sessuale; il rafforzamento economico delle donne e loro partecipazione al mondo del lavoro ed a tutti i processi di assunzione di decisioni”.

Il Programma di lavoro prevede come meccanismo di dialogo la creazione di uno spazio biregionale per l’intercambio di esperienze e la cooperazione nelle tematiche di genere, per promuovere l’uguaglianza di genere e l’aumento del numero di donne nelle diverse sfere del dialogo CELAC-UE. Dal Piano di Azione sono attesi i seguenti risultati: l’istituzione di un gruppo di lavoro biregionale intergovernativo che definisca gli obiettivi condivisi; un seminario biregionale per l’interscambio di esperienze circa la violenza basata sul genere, col fine di condividere le pratiche migliori e le misure più efficaci per combatterla; l’interscambio di informazioni, su base volontaria, riferite alle ultime iniziative riguardanti le politiche di genere, tra la quali uguaglianza e potenziamento delle donne da parte dei paesi; un seminario biregionale con rappresentanti statali, che potrebbe includere esperti ed organizzazioni di donne, per interscambiare esperienze sul conseguimento della pace, sulla soluzione dei conflitti e la partecipazione delle donne nei suddetti processi, inclusa l’implementazione delle risoluzioni pertinenti all’Assemblea Generale dell’ONU su questo tema, oltre alla Risoluzione 1325 (Donne, Pace e Sicurezza).

E se è vero che questo importante risultato per le donne latinoamericane ed europee, e, più in generale per tutte le donne, è stato raggiunto anche grazie alla partecipazione determinante al Vertice di una donna influente e determinata com’è Carherine Asthon, alto rappresentante della politica estera dell’UE, che ha fortemente sostenuto questa causa; d’altra parte non può sottacersi che nel Vertice UE-CELAC l’unico mandatario che ha accennato, nel proprio intervento, al tema femminile è stato Ollanta Humala. Il Presidente del Perù ha evidenziarto il ruolo attivo della donna latinoamericana, atteso che ci sono studi che dimostrano che, attraverso l’inclusione sociale e lavorativa della donna, il Prodotto Interno Lordo può essere incrementato: “La donna – ha detto – sta rispondendo alle nuove sfide tanto, come o meglio degli uomini”. Ma il fatto che la sua voce sia stata l’unica a levarsi sulle problematiche di genere, rende evidente che il cammino è ancora lungo e non certo in discesa.


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