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Via del Pigneto, la Roma più bohemia

Creato il 29 dicembre 2011 da Witzbalinka

Esiste una Roma che i turisti non conoscono, una specie di dolce vita del 2011, in cui studenti, immigrati ed anziani si mescolano con intellettuali ed artisti. Si tratta del quartiere del Pigneto. Situato nel distretto 6, vicinissimo alla stazione Termini, deve il suo nome a una lunga fila di pini piantati dalla famiglia Caballini nella maestuosa villa Serventi.

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Composto da ville ed edifici bassi, in contrasto con il centro di Roma, si estende in 3 zone, differenziate dai nomi delle strade: l’area de ¨Le città¨, che copre via Prenestina e via Casilina, è dedicata alle città italiane. La seconda zona è quella de ¨I condottieri”, che omaggia i capitani di guerra e i comandanti mercenari del periodo tra il 1330 e il 1550. Da ultimo, troviamo “I geografi”, zona dedicata a geografi, cartografi ed incisori celebri.

Nella parte storica, lo stile architettonico si ispira all’umbertino o liberty. Dopo la Seconda Guerra Mondiale vennero costruiti anche edifici più modesti, pensati per gli operai della ferrovia. Sebbene abbiano uno stile semplice, queste costruzioni più recenti seguono il gusto dell’epoca, in linea con l’art noveau, e si mescolano alle ville antiche.

Attualmente il quartiere supera i 5000 residenti, con una grande percentuale di anziani, per la maggior parte abitanti storici che gli conferiscono un marcato carattere popolare. La sua arteria principale, via del Pigneto, è un viale parzialmente pedonale che tutte le mattine ospita un mercato di abbigliamento e alimentari, e che si riempie di vita durante la notte. La vita notturna romana si dà appuntamento qui. Negli ultimi anni, con l’arrivo di giovani architetti, scrittori e cineasti, il quartiere è stato rivitalizzato, e si è trasformato nel centro della cultura più underground, che convive in perfetta armonia con le sue radici proletarie. Dove prima c’erano negozi coperti di graffiti ora ci sono boutiques all’avanguardia e librerie-café, concerti, esposizioni ed attività culturali. La quarta domenica del mese in questa via si celebra anche un mercatino dell’antiquariato, dove si mischiano antiquari e persone della zona che vogliono vendere le proprie vecchie cose.

Il fascino del quartiere non è rimasto indifferente ai cineasti, e qui è stato girato ¨Roma città aperta¨di Rossellini. Pasolini spese lunghe ore per le sue vie, che fecero da sfondo a molti dei suoi film. Il suo posto preferito, il vivace Bar Necci, situato in via Fanfulla da Lodi, è stato testimone del casting realizzato per la sua prima opera, “Accatone”. Aperto nel 1924, continua ad essere molto popolare, con i suoi tavoli fuori all’ombra degli alberi, ed è frequentato da attori e letterati bohemi.

Oltre alla sua allegra vita sociale, Il Pigneto ha molti angoli che vale la pena scoprire. Gli amanti dell’archeologia hanno un’appuntamento ineludibile nella Basilica sotterranea di Porta Maggiore, il Columbario ed il Torrione Prenestino. La chiesa Sant’Elena del 1913, situata in via Casilina, è un omaggio alla madre dell’imperatore Costantino I. Infine, il Museo di Storia dei Giocattoli del XX Secolo, con la sua collezione di oltre 2700 giocattoli fabbricati tra il 1920 e il 1960, affascinerà i nostalgici.

 

Elena Alvarez Only-apartments Author
Elena Alvarez

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