La città santa di Chittrakoot sorge in una zona di estese foreste. I templi sono molteplici ma, più interessante è “la discesa nel ventre della madre terra”: c’è una montagna cava, ai margini della città. Ed ara questa che sembrava rappresentare la vera magia, il mistero. Sentimmo una certa inquietudine già dai primi passi mentre scendevamo una scala agevole ricavata nella roccia. In fondo alla scala si apriva una grande sala di forma circolare e, al centro della stessa un semplice altare di pietra. Quando guardammo in alto, vedemmo un masso di dimensioni enormi che la natura, nei suoi modi sempre insoliti e sorprendenti, aveva voluto sospendere sopra l'altare e sopra di noi. Il masso aveva una forma somigliante a un cuore umano.Rimanemmo estatici e fiduciosi a percepire l’energia di quel masso sulle nostre teste. Si sentiva chiaramente una pulsazione se si rimaneva in piedi per un po’ sotto al masso. Lo sappiamo bene che i minerali sono viventi e hanno specifiche onde di trasmissione della loro energia. Nulla di strano che, in un paese come l’India, dove Bhumi Devi (la Madre terra) è una divinità, un luogo del genere venisse, a ragione, ritenuto sacro. L’eredità spirituale di Chitrakoot risale a tempi leggendari. In questa zona di grandi foreste il Dio Rama, sua moglie Sita e Lakshamana, fratello del Dio, trascorsero undici anni e mezzo del loro esilio e qui, grandi saggi come Atri, Sati Anusuya, Dattatreya, molti veggenti, devoti e grandi pensatori hanno trascorso lunghi periodi di meditazione e, anche la trinità composta da Brahma, Vishnu e Shiva, in questi luoghi, si è incarnata. In quelle stupende giornate trascorse a Chitrakoot, ci siamo rinnovati, tra rocce, alberi e acque sacre: l’energia vibrazionale di Bhumi Devi era costante, era a nostra disposizione e bastava essere lì, nelle strade, nei sentieri per ricevere il rinnovamento che la Madre Terra ci elargiva in abbondanza.Tornammo a Khajuraho stanchi ma pieni di entusiasmo per i doni ricevuti.



