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Viaggio in Turchia – Quinta Parte

Creato il 25 novembre 2013 da Nictrecinque42 @LositoNicola

4 Maggio 2013 – Domenica nell’Hotel Perissia a Urgup.

Da quando sono in pensione non mi piace svegliarmi presto la mattina, visto che sono un tiratardi di sera, però oggi la sveglia antelucana (ore 4.00 a.m.) non mi pesa per niente. Sono davvero emozionato per la gita in mongolfiera a cui – letteralmente svenandoci (150 euro a cranio non sono noccioline!) – mia moglie e io abbiamo deciso di partecipare insieme ad altri 14 coraggiosi del gruppo con cui stiamo visitando la Turchia. Ieri (vedi puntata precedente) siamo rimasti a bocca aperta alla vista delle bellezze naturali, strane e misteriose, della Cappadocia ma rivederle e filmarle dall’alto è tutta un’altra storia, mi mette in uno stato di tensione adrenalinica come quando da ragazzo aspettavo di andare al primo appuntamento con una bella ragazza appena conosciuta ma che prometteva meraviglie (ahem, chi vuol capire capisca…).

Raccontare a parole questa esperienza non è facile, rischio di esagerare o, al contrario, di minimizzare nel descrivere il mio stato d’animo durante l’escursione: un misto di paura (il mezzo di trasporto pare di una fragilità incredibile) e di godimento nel salire a più di mille metri da terra e potere cogliere con l’occhio e con la videocamera tutto quello che c’è sotto e attorno a me. Paura: basti pensare che una settimana dopo il nostro rientro in Italia una mongolfiera è precipitata nello stesso luogo dove eravamo noi, e uno dei passeggeri è morto nell’impatto a terra. Godimento: volare in questo modo è una sensazione che poche volte ho provato nella mia vita.

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Sul volo in mongolfiera pubblico qui soltanto una foto scattata da mia moglie e lascio parlare le immagini del video che ho girato quel giorno e che potete visionare subito.

L’escursione termina alle 8. Ritornati in albergo, giusto il tempo di fare colazione e caricare le valige sul bus che si parte in direzione di Konya dove alloggeremo per una sola notte, nell’Hotel Rixos (a 5 stelle!). Durante il tragitto, in prossimità della città di Aksaray, facciamo una sosta per visitare il più grande Caravan Serraglio dell’antichità e anche quello meglio conservato dell’Anatolia con una moschea al suo interno.

Caravan Serraglio Sultanhani

Caravan Serraglio Sultahnani, costruito nel 1229

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Moschea nel cortile del Caravan Serraglio Sultahnani

Quando arriviamo in albergo a Konya è già ora di pranzo. Verso le quattro del pomeriggio, dopo un breve riposino, andiamo a visitare il Monastero e il Mausoleo di Mevlana, il mistico maestro che creò l’ordine dei Sufi, conosciuti anche col nome di Dervisci Ruotanti o Danzanti.

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Mausoleo di Mevlana

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C’è folla all’interno sia del Monastero sia del Mausoleo; non solo turisti stranieri come noi, ma anche gente venuta da ogni parte della Turchia per dare uno sguardo alle tante opere di Mevlana, ai libri e agli oggetti sacri appartenuti all’ordine dei Sufi. In vista ci sono delle salette dove sono riprodotte a grandezza naturale diverse scene della vita di questi religiosi e dei loro riti. Una di queste la si può ammirare nella foto appena sopra.

Terminata questa interessante visita, ci rechiamo a piedi alla Moschea di Selimiye, ma la troviamo chiusa per restauri.

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Moschea di Selimiye

Qualcuno tira un sospiro di sollievo: evitiamo, per una una volta, la noiosissima operazione di togliere e mettere le scarpe per potere entrare nelle moschee. Proseguiamo, sempre a piedi, e in breve arriviamo alla base di una collina al centro della città dove c’è l’ultima moschea che visiteremo oggi: la Moschea di Aladdin. Nota di colore: sui marciapiedi c’è parecchia gente a passeggio e il traffico di auto a Konya è caotico: dunque, sia camminare in gruppo sia attraversare la strada qui è decisamente un’avventura.

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Moschea di Aladdin

Moschea di Aladdin1

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Terminata la visita alla Moschea di Aladdin, il bus ci riporta all’Hotel Rixos dove pranzeremo e poi, stanchi morti, andremo subito a nanna. Il filmato che ripercorre questa parte del viaggio è brevissimo per due ragioni: c’era così tanta folla da rendere impossibile l’uso della videocamera ed era vietato scattare foto o filmare. Dunque, prendete questo video come pura e semplice testimonianza e non arrabbiatevi con l’operatore.

A bocca aperta
  Domani ci aspetta l’ennesimo trasferimento: a detta della guida vedremo nuovi spettacoli della natura e faremo delle camminate sotto il solleone. In altre parole, sarà un’altra giornata campale…

Ma di questo vi parlerò nella prossima puntata.

Nicola

Crediti. Foto di Giorgio, Franco e Chicca (mia moglie). Un paio di immagini le ho scaricate da Internet e, naturalmente ringrazio gli sconosciuti autori.


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