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>>Vicenza- Il sociale è di tutti; 4 mila persone in piazza

Creato il 03 dicembre 2012 da Felice Monda

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Piove. E mai il provverbio popolare fu più azzeccato: “governo ladro”. Perchè in piazza a Vicenza sabato 1 dicembre c’erano migliaia di persone che hanno manifestato contro gli indecenti tagli del governo al sociale. “Un dato assai crudo- hanno spiegato le cooperative – illustra la situazione più che qualsiasi altro discorso: nel 2008 in Italia lo stanziamento per i fondi sociali (già allora insufficiente) era di 2.526,7 milioni. Nel 2013 il finanziamento sarà di 200,8 milioni”.

A manifestare, quasi 4 mila persone e 133 pulmini. E proprio i mezzi simbolo della cooperazione sociale hanno aperto la mobilitazione, con una sfilata in soft walking lungo l’anello stradale della città. Nel frattempo, a Piazza Esedra si alternavano musica e interventi dal palco, con migliaia di persone assiepate nonostante il cielo grigio e la pioggia intermittente.

Negli ultimi mesi, le piazze vicentine sono state riempite in particolare dagli studenti, che hanno aperto una strada nell’opposizione alle politiche di bilancio del governo. Quella promossa dal Consorzio Prisma – che raggruppa 66 cooperative, quasi tutte vicentine – è la prima iniziativa davvero partecipata che esprime il “mondo del lavoro”; un mondo del lavoro, in questo caso, atipico, perché caratterizzato dalla cooperazione invece che dal rapporto padrone-maestranze. Che ha visto un’ampia partecipazione giovanile – a dimostrazione che, oggi, la cooperazione è uno dei pochi settori che dà spazio ai giovani – e una mobilitazione popolare che non ha avuto bisogno di bandiere e organizzazioni dietro alle quali schierarsi. Il sociale, insomma, che di solito lavora dietro le quinte, ha preso parola contro un governo che, di fronte alle persone, parla di spending rewiew e insostenibilità economica, mentre mantiene inalterato il budget per le spese che generano profitti e speculazioni per pochi.

«Il sociale – ha spiegato Mauro Balzi – è un aspetto fondamentale delle nostre comunità, non solo dal punto di vista dell’intervento verso le famiglie e i più deboli, ma anche come realtà economica che dà lavoro a 2.500 persone. Tagliano il sociale, quando ci sarebbero ben altri settori su cui risparmiare, per esempio quello delle armi».

E in piazza, infatti, c’era anche lo striscione con scritto “meno spese militari, più investimenti civili”, portato insieme dalle donne e dagli uomini del Presidio NoDalMolin e dai giovani del Bocciodromo e più di un cartello che ricordava le folli spese per gli aerei da combattimento F35. Nel corteo anche alcuni amministratori locali, tante associazioni, i rappresentanti di Adl che hanno ricordato che il lavoro va tutelato anche e soprattutto a partire dal suo valore comunitario.

Una manifestazione nata con un mese di confronto, riunioni, dialogo, capace di catalizzare intorno alle cooperative sociali l’attenzione e la condivisione di tanti cittadini. Cori, canti, tamburi e pentole. In un centro storico già addobbato per il Natale, la manifestazione ha portato una botta di vita; quella vera, fatta di persone che sfidano l’esclusione contestando i tagli. E ha messo in luce il grande valore che, nel vicentino, rappresenta il reticolo delle cooperative sociali, capace di includere chi dal mercato sarebbe escluso, di essere al fianco di coloro che per il governo sono tanto invisili da meritare d’essere tagliati. Perché sottrarre risorse al sociale significa tagliare i ponti verso chi ha più bisogno della comunità.

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