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Video per stomaci forti. Il "mercatino di Natale" sotto i portici di Piazza Vittorio. Aiutateci a commentare

Creato il 05 gennaio 2016 da Romafaschifo
Anche quest'anno le feste stanno finendo e anche quest'anno il periodo natalizio è stato rovinato a tutti gli abitanti di Piazza Vittorio all'Esquilino. Anche quest'anno qualcuno, senza scrupoli, si è impossessato non legalmente di queste aree e ha organizzato un mercatino che definire di paccottiglia è un'offesa alla paccottiglia. Generi merceologici casuali, pentole e formaggi sardi, vestiti e cineserie, modernariato, monnezza, cavolfiori vicino a indumenti intimi rossi per il Capodanno, cover per cellulari, mutande, incenso, trapunte, abiti sintetici, gruppi elettrogeni, panni a 0.99... uno schifo indicibile: una fotografia di Roma all'insegna dell'illegalità, della prepotenza, dell'intimidazione e della sciatteria. Dovunque mercatini di Natale di altissima qualità e atmosfera, qui una zella incredibile e maleodorante di prodotti a caso venduti da ambulanti di dubbio gusto. 

Ovviamente il mercato è abusivo, si basa su una anomalia che vede questi stupendi portici ottocenteschi, sfregiati da personaggi inqualificabili, al confine tra il pubblico e privato. C'è una servitù pubblica - ovvero tutti possono passarci - ma sono privati, sono spazi condominiali dei palazzi. E allora perché i condomini non hanno chiamato i carabinieri e non hanno fatto sgombrare questo schifo? E infatti lo hanno fatto. I Vigili Urbani sono intervenuti, hanno sanzionato, hanno portato l'istanza di sgombero in Municipio, il dirigente ha preparato la Determina Dirigenziale di sgombero la quale, guarda caso, era carente. Il TAR ha avuto gioco facile a dare una sospensiva e dunque se ne riparlerà dopo le feste. Ovviamente il Municipio non è ricorso al Consiglio di Stato, evidentemente in altre faccende affaccendato e magari i termini stano pure per scadere...

E' la solita storia dei dirigenti capitolini che, sempre dalla parte del male, sbagliano appositamente i provvedimenti affinché la controparte, solo formalmente in opposizione al Comune, possa fare ricorso e vincerlo. E' un gioco della parti che ha sommerso Roma di bancarelle, di caldarrostari, di camion bar rendendola irriconoscibile. Il meccanismo è sempre quello: io faccio una cosa fuori dalla grazia di Dio, tu mi multi, chiedi uno sgombero, mi mandi una notifica di sgombero, la notifica è scritta a membro di segugio e io la impugno, il TAR sospende, tu - Comune - dovresti fare contro-ricorso ma non lo fai mai e così si va avanti in secula seculorum. I caldarrostari in centro storico sono lì grazie a questo rodatissimo meccanismo ad oltre venti anni.

Chi ci guadagna? Gli esercenti, che hanno spazi pregiatissimi praticamente in regalo e zero concorrenza, e il dirigente complice. Chi ci perde? Tutti gli altri e in definitiva ci perde la città che grazie a questa autentica associazione a delinquere diffusa si è trasformata nel luogo più brutto e sgradevole d'occidente da cui turismo di qualità, investimenti, grandi corporation sono fuggiti a gambe levate con conseguenze gravissime.
Questi meccanisimi, che ancora si ripetono uguali a se stessi da decenni, ci hanno reso tutti più poveri, hanno reso la nostra città non più credibile sul palcoscenico internazionale, hanno portato luoghi di appeal di partenza enormemente minore come Barcellona o Berlino addirittura a superarci come numero di turisti, hanno generato disoccupazione e disagio a danno di tutti e a vantaggio di pochi. Dobbiamo imparare a riconoscere questi scenari, combatterli, odiarli. 

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