Il direttore generale della Rai, Mauro Masi, ha chiamato Michele Santoro tuonando contro il mancato rispetto del codice di autoregolamentazione che prevede non si debbano fare processi mediatici senza l'osservanza di talune garanzie. Il conduttore ha chiesto se intendesse impedire la messa in onda del programma. Masi ha replicato che la sua intenzione era solo quella di dissociarsi, insieme a tutta quanta l'Azienda di cui si faceva portavoce, dall'impostazione della scaletta prevista per la puntata, intitolata Vincere! e ancora una volta incentrata sullo scandalo Rubygate che ha travolto il Premier.
A telecamere spente, il dg ha aggiunto che la sua irruzione in studio era d'obbligo, considerato che le normative che regolano gli approfondimenti giudiziari in Tv pretendono il rispetto dei principi del pluralismo, del contradittorio e del distinguo tra la fase delle indagini preliminari e quella del giudizio vero e proprio. Considerando che la sedicente escort Nadia Macrì si è confrontata in diretta con le tesi opposte del marito e che a dibattere c'erano, fra gli altri, il Presidente del Partito Democratico Rosy Bindi, il coordinatore del PdL Fabrizio Cicchitto e il direttore di Libero Maurizio Belpietro si può sapere di quali violazioni parla Masi? E soprattutto, perché limitarsi a prendere le distanze anziché provvedimenti più seri?