Magazine Tecnologia

Visual Novel portatile - Recensione - PS Vita

Creato il 10 giugno 2015 da Intrattenimento

L'apprezzatissima visual novel trova in PlayStation Vita la piattaforma dove esprimere al meglio il suo potenziale

La storia di Steins;Gate in occidente è stata piuttosto travagliata nonostante il successo clamoroso ottenuto in Giappone, che ne ha fatto un fenomeno cross-mediale che ha dato vita a un manga e un anime.

Visual Novel portatile
Entrambi hanno riscosso consensi unanimi da parte di pubblico e critica, ma come spesso succede quando si parla di titoli giapponesi di un genere particolare come le visual novel, il successo cristallino non è bastato per metterlo in cima alla lista dei prodotti videoludici da esportare in occidente il prima possibile. Dal 2009 ci sono voluti ben sei anni prima di vedere Steins;Gate in lingua inglese, solo per PC nonostante in patria sia uscito praticamente per tutte le piattaforme esistenti, dalle home console ai device portatili iOS e Android. Fortunatamente dopo la prima traduzione in inglese, lo sforzo maggiore è stato fatto e di rimando tutte le altre versioni potrebbero essere portate più facilmente dalle nostre parti. In fondo non sono altro che porting di relativamente facile realizzazione, vista la narrazione a disegni e l'assenza di qualsivoglia sistema di controllo che renderebbe necessario un adattamento più mirato in base al sistema di comando di ogni piattaforma. Ecco che allora se da una parte le console di vecchia generazione cadute nel dimenticatoio non valgono lo sforzo del seppur esiguo lavoro, è stata realizzata la versione inglese di Steins;Gate per PlayStation Vita che, vista la portabilità e la qualità grafica, si candida come soluzione migliore per l'avventura grafica sviluppata da 5pb e Nitroplus.

twittalo! Steins;Gate arriva in inglese anche su PlayStation Vita nella sua forma migliore

Una storia misteriosa

Il successo di Steins Gate ruota tutto attorno alla qualità della narrazione. Rintarō Okabe si ritrova suo malgrado coinvolto in una storia dal sapore soprannaturale e dai risvolti tutt'altro che banali. Senza dilungarci troppo nei dettagli per evitare ogni rischio di spoiler, tutto inizia quando il nostro Rintarō insieme alla sua amica Mayuri Shiina si reca nel quartiere di Akihabara per assistere a una conferenza, rinvenendo il corpo esanime di una ragazza salvo poi ritrovarla viva e vegeta poco dopo. La narrazione si sviluppa quindi attorno alle indagini del protagonista per capire cosa sia realmente successo, come sia possibile che la ragazza non sia morta e quali misteri nasconde il losco scienziato della conferenza.

Visual Novel portatile
Ogni personaggio è ben delineato e caratterizzato, risultando interessante fin da primo incontro nonostante spesso ci si avvicini agli stereotipi tipici delle produzioni giapponesi: Rintarō Okabe veste i panni dello scienziato bipolare, mentre Mayuri Shiina quelli della ragazzina ingenua che sembra non rendersi pienamente conto della situazione in cui si ritrovano i protagonisti. Lo stesso vale per gli altri comprimari introdotti man mano con lo scorrere delle ore, per un cast ricco e variegato che va a condire una trama in generale ben ritmata anche se non esente da cali. Il punto di forza di quest'ultima è la varietà di temi trattati, da argomenti più seri e riflessivi, fino a momenti di pura comicità adolescenziale con qualche rimando sexy, in linea con il genere di appartenenza. Non tutto è rigidamente scriptato: talvolta è necessario prendere delle decisioni che andranno a influenzare in modo marcato la narrativa rivelandone risvolti inaspettati e molto interessanti. Ogni bivio narrativo viene gestito dal telefono del protagonista decidendo se rispondere o no a specifiche chiamate o a dei messaggi scegliendo con cura le parole da utilizzare. In questo caso si tratta di sceglierle tra quelle proposte sullo schermo, ma ciò non toglie meno spessore al peso di ogni decisione. Con la presenza dello schermo touch il tutto è gestibile direttamente con il tocco, così come lo scorrere dei dialoghi e la navigazione nei menù, anche se per quest'ultimi è meglio utilizzare le frecce direzionali visti i caratteri molto piccoli adottati per l'interfaccia. Per quanto riguarda la resa visiva, lo schermo di PlayStation Vita si dimostra perfetto per le tavole realizzate davvero benissimo, confermandosi come piattaforma migliore per il gioco soprattutto alla luce delle decine di ore di longevità. Visto che non si tratta che di leggere righe su righe di dialoghi, Steins;Gate infatti è godibilissimo in mobilità, sul treno piuttosto che al parco, situazioni perfette per concedersi uno stralcio di storia per poi metterla in pausa e riprenderla successivamente da dove ci eravamo interrotti.

Pro

  • La portabilità di PlayStation Vita
  • Più di trenta ore di storia
  • Ottima realizzazione
  • Trama e personaggi molto interessanti

Contro

  • Interfaccia con caratteri troppo piccoli
  • Alcuni cali di ritmo
  • Solo i inglese

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :