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Vita da nomade

Da Traveltotaste

Vita da nomadeNonno Nando ha sempre amato i treni. Rappresentavano il suo lavoro, certo, ma nutriva una vera e propria passione che a casa coltivava attraverso gli innumerevoli modellini e stampe che li raffiguravano.

Quando ero piccola e i nonni trascorrevano un po’ di tempo a Torino, spesso mi portavano a guardare i treni dall’alto di un cavalcavia. Nonno mi sollevava ed io, con un braccio intorno al suo collo che profumava di colonia e una mano appoggiata alla griglia di protezione, li guardavo passare piano fantasticando sulla loro destinazione. Ricordo anche il viaggio in treno di quando i nonni abitavano ad Aosta e venivano a prendermi qualche giorno prima di Natale, per me era una festa.

A Firenze, durante gli ultimi anni, abitavano vicino alla stazione di Campo di Marte ed era loro abitudine recarsi lì e restare seduti su una panchina un po’ di tempo ad studiare i treni ed i viaggiatori.

Un giorno ho dovuto attendere in stazione quasi un’ora il treno, mi sono seduta ed ho iniziato ad osservare…

Le stazioni ferroviarie sono un mondo a sé, diverso da ogni altro luogo che ospita tante umanità a confronto tra loro. Senza tetto che dormono sulle dure panchine di marmo lungo i binari, studenti di corsa mentre vanno all’Università, pendolari per lavoro o per amore, uomini d’affari ed anziani a passeggio.

Da qualche anno le stazioni dei treni assomigliano sempre di più, per servizi offerti e negozi, agli aeroporti, riuscendo tuttavia a mantenere un fascino unico ed un po’ retro. Se ci si concede il tempo di ascoltare, è possibile capire molto degli sconosciuti.

Una donna discute al telefono con il fidanzato, sostenendo che se si sposassero la madre di lui la smetterebbe di trattarla come un’estranea. Povera illusa! Al ragazzo con gli occhiali alla moda e lo zaino trendy seduto di fianco a me, invece, avrei consigliato volentieri di spendere un po’ di soldi per un deodorante efficace. Il signore anziano alla mia destra, piuttosto, mi preoccupa. Ha la testa reclinata sul petto, le braccia conserte e gli occhi chiusi da quando mi sono seduta. Lo guardo insistente per capire almeno se respira.

I treni, soprattutto in tempi passati, hanno facilmente stuzzicato la fantasia degli scrittori, basti pensare ad Agatha Christie ed al leggendario Orient Express. Per lavoro e per piacere mi muovo spesso e, in effetti, viaggiare in treno dà l’opportunità di guardare, pensare e conoscere storie. Mentre penso che dovrei utilizzare più spesso questo mezzo di trasporto, una voce annuncia il mio treno e risveglia l’anziano dal suo sonno profondo. E’ ora di tornare a casa perché, come spesso mi piace dire, ‘Non è mai bello partire se non sai dove tornare’.



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