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Viva l’Italia, di Roberto Rossellini, Regista

Creato il 17 giugno 2011 da Antonio Conte

“Sono venuto al cinema carico di tutto il mito del cinema e dal mito del cinema ho cercato di uscire, un poco alla volta… Ora, una delle cose che mi preoccupa in modo fondamentale è l’onestà, cioè di non essere suggestivo, quindi di spogliare l’immagine di tutti i possibili ingredienti di suggestione, per rimanere alle cose”. [Roberto Rossellini]

Il Film è stato proiettato in sala a scuola, prima della pausa pasquale. Forse la copia tremolate per il proiettore difettoso ed i rumori di sottofondo non avevano fatto emergere il giusto valore dell’opera. Ma con il senno di pooi, e la voglia dello studio, con l’ascolto del messaggio contenuto nei testi trovati in rete. Il valore che il regista Rossellini ha voluto incastonare nel film è emerso in modo prorompente e fiero come la carica di Calatafimi per la conquista di Palermo.

Viva l’Italia, è una pellicola commemorativa, realizzata nel centenario dell’Unità d’italia ed occupa, nella filmografia di Roberto Rossellini, il ruolo e la posizione dell’opera spartiacque: la svolta pedagogica della poetica cinematografica dell’autore, infatti, matura proprio in questo periodo.

Egli stesso ha dichiarato “credo che usando opportunamente i mezzi tele ed audiovisivi si potrebbe fornire al pubblico, oltre che dei passatempi, anche la conoscenza dell’uomo e della sua storia, facendo dello spettacolo nel senso più popolare della parola e nello stesso tempo nutrendo la mente e stimolando la coscienza“.

Il cambiamento verso un modo nuovo di fare cinema, è forse stata voluta dall’esigenza di conoscere meglio il passato per valorizzare le radici del presente, fondante delle evoluzioni storiche e culturale che il suo futuro non tarderà a consegnargli.

La conoscenza, quindi, è alla base dell’esperienza cinematografica. Rossellini, come regista vuole essere un demistificatore di ogni facile conformismo un narratore scevro da quella tanto temuta, pigra omologazione quale conseguenza dell’informazione concessa alla massa.

Il film, dunque come testo didattico “penso che il cinema, come la televisione e gli altri mezzi di diffusione, – dice Rossellini – possano fornire all’uomo moderno una quantità di nozioni e informazioni che gli permettano di prendere coscienza del complesso mondo al quale appartiene“. Alla base del suo lavoro è quindi l’approccio divulgativo che orienta le sue scelte metodologiche, in cui l’accuratezza della rievocazione storica è filtrata dall’essenzialità della cronaca documentaristica.

Egli scegli nel film “Viva l’Italia”, di essere semplice, di narrare la vita di Garibaldi, come un uomo, e non come un mito. Illumina la sua giornata, il momento di coricarsi, la sveglia ed il caffè del mattino. Scene di vita umana, condivisibile e franca da volontà oscene di creare il mito unitario ostentandolo. La scelta della semplicità, della concretezza affianco alle vicende storiche ed ai retroscena politici, che vivevano dietro alla volontà del componimento nazionale danno invece valore storico e documentaristico al film, rendendolo un’opera senza tempo, di fatto un capolavoro di narrativa.

Emerge la volontà di celebrare con la verità, con il valore della semplicità un evento trattato poco, un tema scomodo per molte e varie ragioni.

Antonio Conte


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