Magazine Diario personale

Volata finale (?)

Creato il 27 maggio 2012 da Povna @povna

Oggi la ‘povna ha ripreso la tradizione della domenica scolastica. Dopo aver passato la mattina al parco, con Viola e l’Altra (e dopo aver dotato di un minimo di spesa la sua casa grazie al supermercato aperto – e per fortuna che ancora nella piccola città nessuno, nemmeno la Coop, ha deciso di procedere illiberalmente alla domenica di stato), e aver dedicato la sera precedente all’incontro ravvicinato con un po’ di gin lemon e prelibatezze varie, questo pomeriggio è emersa dall’hangover dopo qualche ora supplementare di sonno, si è tirata a lucido e si è messa a lavorare.
In agenda ci sono le ultime verifiche dei Pesci (che attendavano il loro turno di correzione con un ritardo di dieci deplorevoli giorni), i titoli dei temi finali, quelli di autocoscienza, un paio di sintesi da aggiungere al programma di recupero là dove è richiesto, la stesura di programmi e relazioni di fine anno (un momento che per la ‘povna è topico, e di grande soddisfazione), i compiti delle vacanze, l’editing, per il loro libretto, dei temi dei Merry Men sulla gita in Appennino. E poi, ancora: la lettera bis di addio all’Onda (ché adesso ci siamo davvero, e tocca ripetere la prima), i materiali per Corto, Calvin, il Coccodrillo e Speedy Gonzales. I files della commissione tosta, la compilazione di scartoffie e scartafacci, le tabelle dei voti, delle medie, delle assenze (anche se per quelle la aiuteranno i Merry Men e Scugnizzo), le ultime schede del cine-scuola e moltissime altre varie ed eventuali.
Eppure la ‘povna, nonostante tutto, non si sente in preda all’ansia, come sempre le accade quando chiude il percorso. Sarà che la chiusura della scuola le porterà qualche giorno per chiudere il capitolo messa in ordine, o forse soprattutto che, complice l’Onda, si arriverà ampiamente a metà luglio prima di pronunciare, compiuta, la parola fine. Oppure che mercoledì 6 giugno la aspetta la gita finale coi Merry Men (che sono tutti matti, e l’hanno sorpresa, come sempre). Oppure che, banalmente, il fatto di averci incastrato insieme un cambio di vita e molto altro permette alla ‘povna di ribadire la sua certezza (vale a dire che, a chi piace, e gli riesce, è sempre un bel lavoro fare scuola).
Fatto sta che lei si gode il momento un po’ così, con leggerezza. Nonostante l’allergia cosmica che le devasta occhi, naso, bocca, il viso tutto. Nonostante il sonno (o l’insonnia, che alla fine è lo stesso). Nonostante abbia sempre paura di dimenticarsi qualche pezzo per via, quasi come senza accorgersene. E tutta una serie di cose quanto meno buffe (e potenzialmente perturbanti). Nonostante tutto, e molto altro, è bello sgranare in modo strano e attento, come un rosario laico, i giorni della fine.

“Aschenbach aveva affermato una volta direttamente, benché in un passo di poco risalto, che quasi tutto ciò che esiste al mondo di grande è una sorta di nonostante: nasce cioè nonostante il dolore e la sofferenza, nonostante la povertà, l’abbandono, la debolezza fisica, il vizio, la passione e mille altri ostacoli” (Th. Mann, La morte a Venezia)


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