Magazine Diario personale

Vorrei ricordarmi anch’io della Settimana Santa.

Da Gattolona1964

Con queste due importanti parole,  vorrei ricordare insieme a voi,  le celebrazioni commemorative degli eventi legati agli ultimi giorni di vita di Gesù, compresa la passione, la morte e la resurrezione. Per la Chiesa Cristiana questo periodo è denso di cerimonie, a volte liturgiche a volte popolari, per indicare la solennità del momento. Il lunedì, il martedì (oggi), il mercoledì, sono i giorni che contemplano il tradimento di Giuda. Il Giovedì Santo non viene celebrata l’Eucaristia nelle parrocchie durante la mattina, ma si celebra un’unica Messa serale, che viene chiamata Messa in Cena Domini. Durante tale Messa viene ricordata l’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli, l’istituzione dell’Eucaristia e del ministero sacerdotale. Si compie il rito della lavanda dei piedi e a fine Messa gli altari vengono ricoperti da veli, si legano le campane in modo tale che non suonino più sino al giorno di Pasqua. In Diocesi il Vescovo insieme a presbiteri e diaconi consacra gli Olii Santi e rinnova le promesse di adesione all’ordine Il Venerdì Santo ricordiamo la morte di Gesù Cristo sulla croce, verso le ore 15 del pomeriggio. In molte Chiese viene anche celebrata la Via Crucis, (Via della Croce,) detta anche Via Dolorosa, rappresentazione tramite 14 stazioni, quadri, del cammino di Gesù verso il monte Golgota, dove si lasciò morire. Vale la pena ricordare insieme le 14 stazioni della Via Crucis che sono arrivate sino a noi:
1. Gesù è condannato a morte
2. Gesù è caricato della croce
3. Gesù cade per la prima volta
4. Gesù incontra sua Madre
5. Gesù è aiutato a portare la croce da Simone di Cirene
6. Santa Veronica asciuga il volto di Gesù
7. Gesù cade per la seconda volta
8. Gesù ammonisce le donne di Gerusalemme
9. Gesù cade per la terza volta
10. Gesù è spogliato delle vesti
11. Gesù è inchiodato sulla croce
12. Gesù muore in croce
13. Gesù è deposto dalla croce
14.Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro.

La più importante Via Crucis è celebrata dal Santo Padre nel tragitto che va dal  Colosseo al tempio di Venere a Roma, salvo cambiamenti del nostro attuale Pontefice. Durante questo periodo verrebbe anche prescritto il digiuno ecclesiastico completo e l’astensione dalle carni e da pietanze golose, o meglio definite lussuriose. Nel giorno del Sabato Santo, non si celebra l’Eucaristia e si può portare la Comunione solo agli ammalati in punto di morte. Nella notte si festeggia la solenne Veglia pasquale, durante la quale si celebrano: la liturgia del fuoco, viene acceso un cero pasquale che illumina le candele tenute in mano dai fedeli. Simbolicamente starebbe a significare la presenza di Gesù che fa passare dall’oscurità alla luce. Il cero pasquale, sul quale viene incisa una croce e le lettere “Alfa” e “Omega”, rimarrà acceso sino alla Pentecoste e verrà utilizzato successivamente nei Battesimi e nei funerali. La liturgia della parola con la lettura di sette brani dell’Antico Testamento, che ci raccontano la storia della salvezza del popolo di Dio. Segue il canto del Gloria, che dalla Quaresima era stato sospeso e la lettura del Vangelo nella descrizione degli Angeli apparsi alle donne, la mattina di Pasqua con l’annuncio della Resurrezione. La liturgia battesimale, con il rinnovo delle promesse da parte dei fedeli e dei catecumeni. La liturgia eucaristica nelle forme più solenni. La domenica di Pasqua che a volte si dice alta, a volte come quest’anno si dice bassa, viene amplificata per altri 8 giorni, denominandola Ottava di Pasqua, detta altresì in Albis, dedicata da papa Giovanni Paolo II alla Divina Misericordia.

 



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