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Zambia /Proteste degli infermieri della sanità pubblica

Creato il 11 ottobre 2013 da Marianna06

 

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Oggi, come sappiamo, non c’è più niente di facile sotto qualunque cielo.

Ma un po’ di più il problema  è di una certa complessità in quelli che noi (che da un pezzo, dati alla mano, abbiamo smesso  d’essere cicale) denominiamo Paesi in via di sviluppo.

E che lo sviluppo, quello possibile, stentano da sempre a vederlo per via delle ruberie dei loro stessi governanti.

Ecco, allora, scioperi e proteste a non finire. E in più Paesi africani.

Quanto a effetto cercato e voluto poi, poco o quasi niente.

E’ il caso dello sciopero di alcuni tra i principali ospedali dello Zambia, nei quali gli infermieri da giorni stanno scioperando.

Compreso l’University Teaching Hospital, il più importante di Lusaka, che è la capitale.

Motivo della protesta allargata sono gli stipendi da fame secondo il personale paramedico .

Infatti ,al momento, gli infermieri domandano addirittura un aumento del 100% e chiariscono che aumenti del genere sono stati corrisposti immeritatamente, nel Paese, ai funzionari dell’esecutivo. E, non come promesso, alla sanità pubblica, che ne necessiterebbe maggiormente.

La risposta dell’ufficialità governativa è stata da subito che, dal 2011 ad oggi, la spesa pubblica, proprio per la sanità pubblica,  ha registrato, conti alla mano, un aumento dell’8,6%.

Sono stati ristrutturati e resi efficienti per il pubblico, negli ultimi due anni, ben 137 ospedali e molti altri centri di assistenza sanitaria nonostante la permanente mancanza cronica o quasi di farmaci importantissimi, come quelli che sono  indispensabili per curare l’aids.

E c’è da precisare, inoltre, che gli stanziamenti di denaro per le ristrutturazioni sono stati possibili  solo perché c’è stata in Zambia una crescita economica del 7,3% del Pil nel 2012.

E per l’anno in corso essa dovrebbe superare al termine, anche questa volta, il 6%. (Leggi,tra le righe, buon governo!)

Concludendo,la protesta ha la sua ragion d’essere ma anche la spesa pubblica dello Zambia, considerate le urgenze del contesto, non può che necessariamente procedere a piccoli passi.

Nessuna pietà, però, per  governanti e  funzionari corrotti, che costituiscono il vero”cancro” dei Paesi  africani che, grazie a risorse proprie, potrebbero, invece, menare tutti o quasi tutti un’esistenza più che dignitosa.

E, ancora, che li si smascheri pubblicamente questi loschi figuri. Senza troppi riguardi.

I “media”, quando non sono di regime, esistono per questo.

Solo in questo modo, gradualmente, non si avranno più né disordini, né morti ammazzati.

E che il da "fare" si faccia presto.

Persino Lampedusa (a dirla tutta) parte, da lontano, da troppi silenzi e complicità in terra d’Africa.

 

   a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

  

Zambia


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