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Zapatero, ecco come cacciarono Berlusconi

Creato il 03 dicembre 2013 da Capiredavverolacrisi @Capiredavvero

Con il passare del tempo stanno venendo a galla sempre maggiori indiscrezioni e verità, finora rimaste segrete nelle stanze del potere, riguardanti i cruciali avvenimenti che, nel novembre del 2011, hanno portato alle dimissioni del governo Berlusconi e all’insediamento del governo Monti.

Poco tempo fa erano state le rivelazioni di Lorenzo Bini-Smaghi a destare scalpore e a gettare una nuova luce dietro le dimissioni del Governo Berlusconi. Oggi è un’altra testimonianza a rendere il quadro ancora più articolato e, per assurdo, più chiaro e più oscuro allo stesso tempo. La fonte non potrebbe essere migliore: è informata dei fatti perché li ha vissuti in prima persona ed è al di là di ogni possibile sospetto in quanto non italiana e schierata politicamente agli antipodi rispetto a Berlusconi. Si tratta dell’ex Primo Ministro spagnolo Josè Luis Zapatero, simbolo del Partito socialista spagnolo, adottato anche dalla sinistra nostrana (ricordate “Viva Zapatero?), fautore di quello che sembrava il boom economico della penisola iberica, che poi si è, malauguratamente, rivelato una bolla immobiliare della stessa specie di quella statunitense che, a seguito dello scoppio della crisi ha gettato la Spagna in un baratro da cui si sta solo ora difficilmente riprendendo.

berlusconi_zapatero

Nel suo libro autobiografico, “El dilema. 600 días de vértigo”, in cui parla dei suoi anni alla guida del Paaese, l’ex premier spagnolo apre le porte delle stanze europee dove vennero tenute le riunioni decisive nel momento di maggior crisi dell’euro-zona. Zapatero ripercorre quei giorni frenetici e carichi di tensione, con particolare attenzione al G20 tenutosi a Cannes il 3 e il 4 novembre del 2011. L’occhio del ciclone della crisi europea era già passato dalla Grecia alla Spagna e all’Italia, sia Angela Merkel che Barack Obama cercano di mettere alle corde Zapatero e Berlusconi per imporgli gli aiuti del Fondo Monetario Internazionale, come era già successo a Grecia, Portogallo e Cipro, appaltando di fatto la sovranità e le politiche economiche del nostro Paese nei prossimi anni all’Ente sovranazionale. La tensione è altissima, l’ex premier ricorda che: “C’era un ambiente estremamente critico verso il governo italiano”. Tra le righe del suo libro si scorge come gli indizi di cosa sarebbe successo di lì a pochi giorni incominciavano ad affiorare. Zapatero riporta che la sera del 3 novembre: “Nei corridoi si parlava di Mario Monti”, quindi ancor prima che Mario Monti venisse fatto senatore, esattamente una settimana dopo, negli ambienti UE il suo nome stava già circolando. Durante la cena del 3 novembre Zapatero ricorda che a dispetto del tavolo: “piccolo e rettangolare per favorire la vicinanza e un clima di fiducia”, gli animi e i toni sono acrimoniosi e nervosi: “Momenti di tensione, seri rimproveri, invocazioni storiche, perfino invettive sul ruolo degli alleati dopo la seconda guerra mondiale …”.Di fronte ai durissimi attacchi, il governo italiano si difese con tutte le armi che possedeva: “Davanti a questo attacco ricordo la strenua difesa, un catenaccio in piena regola di Berlusconi e del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Entrambi allontanano il pallone dall’area, con gli argomenti più tecnici Tremonti o con le invocazioni più domestiche di Berlusconi” che sottolineava la capacità di risparmio degli italiani, di cui abbiamo parlato anche noi in passato e che è stata riconosciuta recentemente anche dall’ultimo rapporto OCSE che registra come tra i Paesi del G7 l’Italia vanta un primato spesso ignorato dai parametri europei: la più alta ricchezza netta delle famiglie in rapporto al reddito disponibile. Alla fine un compromesso viene raggiunto, Berlusconi accetta la supervisione del FMI ma non il salvataggio, ma, come sappiamo, questo compromesso non eviterà al Governo Berlusconi di dover pagare il conto finale:È un fattosostiene Zapatero – che da lì a poco ebbe effetti importantissimi sull’esecutivo italiano, con le dimissioni di Berlusconi, dopo l’approvazione della Finanziaria con le misure di austerità richieste dall’Unione europea, e il successivo incarico al nuovo governo tecnico guidato da Mario Monti”.

Alla luce di queste testimonianze è impossibile non porsi delle domande. È ancora poco credibile la tesi secondo cui il Governo Berlusconi venne fatto cadere perché non voleva consegnare il Paese al FMI? La decisione del Presidente della Repubblica Napolitano di fare Senatore Monti e di creare di conseguenza il Governo Monti, quando era stata pianificata? E da chi? Davvero non ci fu nulla di strano nel picco dello spread dell’autunno di due anni fa? L’insediamento del Governo Monti fu il via libera definitivo alle misure imposte dall’Europa e dal FMI, quelle misure d’austerità che ad oggi tutti riconoscono come fallimentari e dannose, quelle stesse misure che quando tentarono di imporle a Cannes la risposta del Governo italiano viene sintetizzata da Zapatero in una frase:Mi è rimasta impressa una frase che Tremonti ripeteva: conosco modi migliori di suicidio”.


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