Zenga: ” bisogna aiutare Mazzarri non dargli sempre contro. Io allenatore dell’Inter? Si mi piacerebbe”.

Creato il 02 ottobre 2014 da Tuttocalcio @cmercato24h

Walter Zenga ex portiere dell’Inter, è stato intervista da ”Tutto Sport”, chiaro e diretto come sempre, ha parlato del periodo non facile che stanno passando i Neroazzurri;

Zenga. Com’è il calcio italiano visto da Dubai?
“Juve e Roma oggi non hanno rivali. La Roma ha acquisito quella mentalità che ti permette di ottenere risultati attraverso l’assunzione di responsabilità e il volersi sempre migliorare vedendo ogni partita come una sfida continua. Stesso discorso vale per la Juventus”.

Inter e Milan invece arrancano. 
“Beh, non dimentichiamo che tra il 2010 e il 2011 l’Inter ha vinto tutto. Non parliamo certo di quindici anni fa, però trovo una differenza sostanziale con Juve e Roma. Là i vari Buffon, Marchisio, Totti, De Rossi e Florenzi sono la base su cui la società ha costruito qualcosa di importante, mentre all’Inter questo un po’ manca”.

Come spiega, da allenatore e da interista, la mancanza di feeling dei tifosi nei confronti del tecnico Mazzarri? 
“È difficile da capire perché l’anno scorso l’Inter il suo l’ha fatto arrivando quinta dopo un nono posto. Quest’anno, lo scudetto per Mazzarri sarà tornare in Champions e quindi arrivare terzo. Da ex giocatore dell’Inter, non mi permetterei, come fanno altri, di criticarlo e credo che l’incidente di percorso col Cagliari sarà presto ammortizzato. Però credo che in un club, per tornare a vincere, debba esserci sinergia e compattezza tra le cinque componenti fondamentali: società, squadra, allenatore, stampa e tifosi, ecco questo all’Inter non lo vedo ancora”.

Da chi prendere esempio? 
“Dall’Atletico: sono stato ospite a Madrid del loro ds Andrea Berta, che ritengo uno dei migliori dirigenti italiani, e poi sono stato al Real dal mio amico Ancelotti: Valdebebas è un centro sportivo da extraterrestri, vedere in campo tutti insieme Cristiano, Modrid, Bale, Benzema e James Rodriguez è pazzesco però, alla fine, l’Atletico, avendo Simeone creato un micro cosmo dove tutti remano nella stessa direzione, è riuscito a colmare il gap. In Italia un esperimento di questo tipo lo sta portando avanti Mihajlovic alla Sampdoria. Però bisogna vedere come andrà in tv Ferrero dopo le prime sconfitte…”.

Mazzarri va aiutato? 
“Sì, va aiutato. Perché è proprio quando le cose non funzionano che deve esserci sinergia tra quelle famose cinque componenti. Se appena giochi male, iniziano i fischi, beh è difficile andare lontano”.

Avvertire un sentimento ostile dai tifosi, fa rendere meno l’allenatore? 
“Sì: quando entri nel tuo stadio e senti diffidenza da quelli che dovrebbero sostenerti, di certo un po’ nervoso lo sei. Personalmente, in quei casi preferisco giocare in trasferta a mille chilometri da casa con ottantamila persone che mi fischiano nelle orecchie: quello invece mi carica”.

Lei un giorno ha detto: “Se torno all’Inter, lo faccio solo per allenare”. Conferma? 
“Assolutamente sì,  io all’Inter ho dato ventidue anni della mia vita e l’Inter mi ha dato la gloria. Poi è giusto fare la propria strada. Non trovo giusto che, una volta smesso, si pretenda che ti diano un posto di lavoro per quanto hai fatto da giocatore. Io tornerei all’Inter soltanto se ci fosse un presidente che mi ritenesse un allenatore in grado di gestire una grande squadra, non perché mi chiamo Walter Zenga”.

Domenica, il rigore parato da Handanovic è stato festeggiato con musiche e urli dello speaker all’americana. Da ex collega, può dare fastidio? 
“Il mondo va avanti: vent’anni fa andavi allo stadio due ore prima per trovare il posto, oggi puoi arrivarci a dieci minuti dalla partita ed è giusto trovare nuove forme di intrattenimento per i tifosi. In America queste cose le fanno da sempre e non sono certo una turbativa per chi è in campo. Quelli del Cagliari, d’altronde, non hanno fatto gol?”.

Perché in Italia non sembra esserci posto per lei? 
“Perché ho deciso di mettere al primo posto la famiglia, poi la qualità della vita e infine la carriera. Dopo l’esperienza a Palermo ho avuto tanti pour parler con squadre italiane ma ho deciso di andare all’estero dove ci sono sfide altrettanto stimolanti: per quattro anni ho fatto la Champions asiatica e ora, sono pronto a rimettermi in gioco con un club qui a Dubai”.

Zenga, chiudiamo con un pronostico: l’Inter arriverà in Champions? 
“Assolutamente sì. E lo dice l’interista che c’è in me”


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